Parla di noi

29 Nov

Se nei prossimi giorni dovesse capitarvi sotto gli occhi una copia del Financial Times con tra i titoli un riferimento a “plague of locusts” preparatevi: parla di noi e delle conseguenze della vittoria del NO.
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Foto da bxlblog2010 che si ringrazia.

Conferme, contraddizioni e scelte di comodo.

20 Nov

Decidete voi.

Trump: la rivincita inglese dopo Brexit

12 Nov

L’incredulità britannica sul risultato delle elezioni presidenziali americane si esprime con questo eloquente cartello esposto all’esterno di un caffè a Clerkenwell. Lo stesso locale aveva esposto in giugno, dopo la Brexit, un altro cartello dal tono speranzoso che si è tuttavia rivelato, in un certo qual modo, profetico.
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Cosa vuol dire Costituzione

11 Nov

Sì, lo confesso, io ho un’idea romantica della Costituzione, della nostra Costituzione. Deve probabilmente risalire, in buona parte, alla scoperta che da adolescente ne feci al liceo. Avevamo tra i testi quello di Educazione civica ma il professore di storia e filosofia non ce lo fece mai aprire: lui aveva il programma da rispettare e non poteva perder tempo. Così, per pura curiosità un giorno aprii quel libro (ce l’ho ancora, da qualche parte) e la scoprii. E ne fui immediatamente fulminato, conquistato, sedotto per sempre. Non solo i Principi fondamentali della Parte I, ma anche i Rapporti etico-sociali e poi i Rapporti politici della II e della III mi evocavano un mondo giusto, ideale, in cui avrei potuto pensare, agire, vivere liberamente in piena dignità, protetto dal suo scudo generoso. E come me tutti gli italiani e tutti coloro cui l’Italia avrebbe dato asilo, perseguitati o fuggiaschi o che avrebbe ospitato perché, innamorati del nostro Paese, avessero deciso di viverci.
E’ per questo che la Costituzione rappresenta per me un patto sociale inviolabile scritto  in concordia per il bene di tutti e tacitamente accettato da milioni di cittadini in quel fatidico momento e poi nei decenni successivi. Quel patto ha dato vita, dopo una guerra fratricida, a una nazione unita in quei principi e nella democrazia e quindi – come si dice della vittoria – ha molti padri e madri: meglio ancora, tutti noi italiani siamo suoi padri e madri e deve quindi essere adottata da tutti, amata e rispettata.

Ed ecco anche perché l’iniziativa del governo che ne propone una profonda revisione mi trova – e mi tengo leggero – per nulla affatto consenziente.  Una proposta di revisione non può essere gestita da un governo, ma da un’istituzione esterna, indipendente, come ad esempio un’Assemblea eletta per l’occasione. Altrimenti  ogni prossimo governo si sentirà autorizzato a varare la ‘sua’ revisione. Per di più, come è stato dimostrato oltre ogni possibile ragionevole dubbio, l’attuale proposta è strumentale, zoppicante, contraddittoria e divisiva. E’ stata realizzata da qualcuno che la considera alla stregua di un paio di calzini bucati da rattoppare per poter poi presentarli come nuovi.  Da qualcuno che non ha rispetto per l’idea stessa  di Costituzione, cioè del ‘manuale delle regole’ uguale per tutti e che unisce, governandola, una Nazione.

Guardiamo agli Stati Uniti, ad esempio. Come può sembrare dalla recente elezione del loro Presidente saranno anche uno strano paese. Tuttavia, come ricorda Tom Hanks in questo breve brano de “Il ponte delle spie”, sulla Costituzione hanno le idee chiare.
Il 4 dicembre voterò NO. Fatelo anche voi, per rispetto alla Costituzione di tutti.

Tornare a Castelluccio.

31 Ott

Tornerò a Castelluccio, tornerò a Norcia, ad Amatrice, a Visso, in Valnerina e andrò a visitare Tolentino, Arquata, Ussita e quei meravigliosi paesi della mia bella Italia che non ho ancora visto e che oggi appaiono sfregiati o sepolti dalla cieca violenza della natura. Lo voglio fare, lo devo fare, è un mio imperativo. Perché sono italiano e orgoglioso di esserlo, orgoglioso della storia, della cultura, dell’arte, della civiltà che trasudano dalla mia terra e che nei secoli hanno contaminato beneficamente l’Europa, prima di tutto, e il mondo intero.
Penso di avere una sorta di debito morale verso tutto questo e sento che devo ripagarlo. E sono anche certo che siamo in tanti.

Se Gorino fosse a Lampedusa

26 Ott

Non ci voglio neppure pensare. Solo l’idea mi fa orrore. Per fortuna in Italia abbiamo ben altri esempi e quindi un grazie di cuore a tutti gli italiani che fanno onore alla nostra storia, alla nostra cultura, alle nostre tradizioni di ospitalità, generosità, tolleranza. Prima di tutti a voi, gente di Lampedusa.

 

Un commissario scadente

24 Ott

Non è un riferimento temporale, non c’è alcuna prossima scadenza: il commissario del PD Roma Matteo Orfini è ormai scaduto definitivamente. In verità il suo incarico era giunto al termine  già un mese fa, ma uno stratagemma formale lo ha prolungato di un altro mese.
Trattenetevi comunque dal festeggiare, cari iscritti e militanti romani, perché pare che non sia finita qui: ci sono  buone  probabilità – almeno così si sente dire  – che si tenti l’ennesima acrobazia per tenerlo ancora in carica.

Sorge allora spontanea la domanda: per far cosa? Dopo la cura Orfini il Pd Roma è  un ectoplasma che ancora sopravvive solo grazie agli ideali dei pochi testardi e sinceri militanti rimasti e, purtroppo, agli interessi di chi sulle tessere (Orfini stesso tra questi) ha fondato la propria carriera politica. Orfini ha dimostrato, nei quasi due anni di gestione commissariale, assai scarse qualità di dirigente politico: doveva risanare il partito romano travolto da Mafia capitale, cacciando gli iscritti fasulli e chi grazie a loro aveva potuto conquistare posizioni, anche di rilievo, e non si è avuta notizia in merito;  doveva chiudere i cosiddetti circoli “cattivi”  dopo l’approfondita e puntuale analisi condotta da Fabrizio Barca, e ha invece chiuso e accorpato cervelloticamente;  doveva risanare la voragine finanziaria che era stata finalmente dichiarata e ancora si attendono almeno i bilanci di anni di disastrosa gestione (come della sua, d’altronde). Avrebbe anche dovuto fare un filino di autocritica circa la sua colpevole disattenzione sulla degenerazione che stava pervadendo il Pd Roma, ma se n’è ben guardato: lui, qualificato dirigente romano, non se n’era accorto (dice). Doveva, cosa più importante di tutte, rilanciare e rimotivare il partito cittadino, umiliato e demoralizzato dalla scoperta del maleodorante marciume venuto alla luce dopo anni di inutili denunce, e ha invece provocato l’abbandono in massa dei militanti; doveva riorganizzarlo e renderlo più efficiente, ma con disposizioni assurde ha costretto gli iscritti a rivolgersi, con soddisfazione, alla giustizia civile; infine, il crollo del Pd registrato alle elezioni per il Campidoglio è lì a testimoniare le sue capacità.  Non ha neppure avuto il coraggio di avviare una franca discussione nei circoli superstiti sui motivi del disastro e tantomeno di dare le dimissioni da commissario.

Per far cosa, quindi, dovrebbe ancora restare Orfini, un commissario scadente e scaduto? Per lanciare il nuovo tesseramento in base al quale convocare il congresso cittadino? Come potrebbe essere lui – ma il nuovo Statuto non offre questa opportunità – l’indispensabile autorevole, raffinato e illuminato dirigente politico cui affidare questo delicato e vitale incarico dopo un tale fallimentare bilancio? 
E annamo, su.

 

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Italicum, Senato, Titolo V

21 Ott

A chi sostiene che la riforma del Senato contenuta nella revisione della Costituzione oggetto del Referendum non abbia nulla a che vedere con la nuova legge elettorale (attualmente ancora all’esame della Corte Costituzionale) si fa cortesemente ma fermamente notare che così non èIn realtà le due riforme sono strettamente connesse. Tanto connesse che vivranno o cadranno insieme” dice infatti il prof. D’Alimonte sul Sole-24ore. Molto esplicitamente qualcuno ben più autorevole aveva a suo tempo  dichiarato addirittura che “Sono tre parti della stessa faccia“.

renzisornioneLasciando da parte il Titolo V, che non ha stretta attinenza con la questione, si fa altrettanto fermamente notare che la stretta interazione tra le due (legge elettorale e riforma del Senato) è studiata e voluta perché il disegno non dichiarato, ma di tutta evidenza, è di sottrarre scientemente sempre più ai cittadini il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento.
L’Italicum prevede 100 collegi; ogni partito presenta altrettanti capilista (i nominati), mentre tutti gli altri candidati sono sottoposti alle preferenze degli elettori. Ogni capolista può però presentarsi in dieci collegi: decidendo per uno di essi consente automaticamente al primo dei non eletti nei restanti nove di rientrare in gioco, di essere quindi recuperato e conquistarsi – indebitamente – un seggio alla Camera. E’ o non è una stortura? Tanto che le stime su quanti nominati affolleranno la Camera variano, secondo il Sole-24ore,  dal 40% al 50%  e quindi il partito di maggioranza potrebbe contare su almeno 150/170 deputati disciplinati e fedeli.  Così come i senatori che, come è noto, non verranno eletti dai cittadini ma da una ristretta elìte composta dai consiglieri regionali, tanto per giocare sempre e comodamente in casa propria.  Del tutto incidentalmente, si fa notare che la considerazione in cui è tenuto il voto dei cittadini è stata peraltro già ben dimostrata dal PD con la squallida manovra che circa un anno fa ha condotto all’esautoramento del sindaco Marino, eletto col 64% dei voti, con tanti saluti all’art.1 e alla sovranità popolare.
In altre parole, per garantire quella stabilità dei governi che le forze politiche non riescono ad assicurare, i cittadini devono rinunciare – senza che gli venga fatto capire – al primo diritto di ogni democrazia: un voto libero e non condizionato. E’ questa la vera antipolitica, quella che produce la reazione degli elettori verso il populismo o l’astensionismo o posizioni estreme.

Ma torniamo al punto. Se tutto questo ancora non bastasse per provare l’inscindibile connessione tra Italicum e riforma del Senato (eccolo il “combinato disposto“), si invitano gli scettici a risentire le esplicite dichiarazioni del Presidente del Consiglio nel suo discorso al Senato il 24 febbraio 2016.

Dal resoconto stenografico (il neretto è mio):

“Quanto all’accordo sulla legge elettorale – il cosiddetto Italicum -comprendiamo l’esigenza di valorizzare il fatto che una legge elettorale che consenta il ballottaggio sia ovviamente impostata sulla presenza di una sola Camera. Contemporaneamente, sappiamo perfettamente che l’Italicum è pronto per essere discusso alla Camera. E noi, da questo punto di vista, consideriamo l’Italicum non soltanto una priorità, ma una prima parziale risposta all’esigenza di evitare che la politica perda ulteriormente la faccia. Mi spiego: con quale credibilità possiamo dire che è urgente intervenire sulla legge elettorale e poi perdere l’occasione del contingentamento che abbiamo trovato? Certo, noi affermiamo che politicamente esiste un nesso netto tra l’accordo sulla legge elettorale, la riforma del Senato e la riforma del Titolo V: sono tre parti della stessa faccia.”

Qui trovate il video (il momento indicato è press’a poco al 50’45”). Ma se non vi andasse di ascoltare tutto il discorso, ecco qui il solo periodo citato.
Ricordatevelo: tre parti della stessa faccia.
votano

 

 

 

 

Popolo, governo, Costituzione

20 Ott

 

La Costituzione non è uno strumento del governo per contenere il popolo: essa è uno strumento del popolo per contenere il governo.

The Constitution is not a document for the government to restrain the people: it is an instrument for the people to restrain the government.

Patrick Henry, 1789

 

patrickhenry
Patrick Henry (1736 – 1799), avvocato,  fu un protagonista della Rivoluzione americana. E’ considerato uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America.

 

 

 

votano

Il Senato, prima e dopo

17 Ott

Non ci avevo mai pensato, poi mi è capitato questo tweet di Andrea Cantone (gloria a lui).
E questo sarebbe il futuro? Me cojoni.
twsenatovotano

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