Tag Archives: diritti umani

5 bufale sulle unioni civili (un sentito grazie a WIRED)

16 Feb

 

 Wired, cui confermo il mio sentito grazie, pubblica oggi un chiarissimo articolo di Dario Falcini sulle cinque principali bufale (gli invasati omofobi come Giovanardi e Bagnasco ne aggiungono ovviamente molte altre della stessa qualità, oltre agli usuali e ridicoli anatemi del caso) che girano intorno al disegno di legge sulle unioni civili. Lo riporto per intero (l’originale è qui) come segno della mia stima.

Corte Suprema USA

 

5 bufale sulle unioni civili

Dai costi esorbitanti al rischio incostituzionalità. Dal presunto boom delle adozioni gay allo sdoganamento dell’utero in affitto, fino al no della comunità scientifica. Ecco le principali falsità sul ddl Cirinnà
*****

Ostruzionismo, campagne stampa, manifestazioni di piazza, attività di lobbying. In un sistema democratico queste sono strategie lecite per fare valere le proprie idee e cercare di contrastare quelle che si ritengono scorrette.

Diffondere verità infondate per terrorizzare l’opinione pubblica, al contrario, non si fa. Eppure la bufala è divenuta uno dei principali strumenti di lotta contro il ddl Cirinnà, che tra mille difficoltà ha iniziato il suo iter parlamentare (il 16 febbraio si parte con la votazione degli emendamenti).

Nulla di nuovo: la genesi della fantomatica ideologia gender aveva già fatto intuire quanto possa essere pericolosa la divulgazione a arte di false informazioni. Ora, grazie alla complicità di molti, si sta passando il segno. Vediamo allora alcune delle principali bufale che falsano il dibattito sulle unioni civili in Italia.

  1. La questione dei soldi
    Avevamo già affrontato la questione del costo delle unioni civili in un precedente articolo. In questo caso la fonte è nota e autorevole:“Se intervenissimo sulle pensioni di reversibilità il tema costerebbe circa 40 miliardi di euro” , dichiarava lo scorso 10 marzo il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Alla luce del rischio di un esborso proibitivo per le casse pubbliche il ddl Cirinnà subì nuovi rallentamenti, in attesa di un parere del ministero dell’Economia e delle finanze. I calcoli dell’ex Tesoro arrivarono dopo alcuni mesi e stabilirono che gli oneri complessivi per le casse dello Stato derivanti dal ddl andrebberodai 3,7 milioni di euro nel 2016 ai 22,7 milioni nel 2025. Giusto alcuni zero di meno rispetto a quelli paventati da Alfano.
In pratica la copertura finanziaria del provvedimento non è in discussione, eppure c’è chi continua a usare la leva economica e presunti sacrifici della fascia debole della popolazione per cercare di boicottare la legge.

  1. La presunta incostituzionalità
    Secondo, ad esempio, l’Unione dei giuristi cattolici italiani “le ipotesi normative”della legge rendono “omologhe alla famiglia altre forme di convivenza, che della famiglia non hanno i caratteri e le spettanze”. In questo caso sarebbe la Costituzione italiana (articoli 29 e 30) a chiarire il difetto del ddl Cirinnà.

Una tesi che avrebbe trovato conferma nel massimo difensore della Carta fondamentale: Sergio Mattarella. Scriveva la Repubblica il 18 gennaio che il presidente era stato pronto a non firmare il ddl per la sospetta incostituzionalità. All’inquilino del Quirinale, sulla base di una sentenza della Corte costituzionale del 15 marzo 2010, avrebbe preso il dubbio che “queste unioni civili siano troppo equiparate al matrimoni”, scriveva il quotidiano.

Gli interrogativi di Mattarella avrebbero portato a una serie di ripensamenti e tentativi di cambiare ancora una volta in corsa la legge. Ma se, scriveva la Corte nella sentenza numero 138, il codice civile “non consente che le persone di orientamento omosessuale possano contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso”, allo stesso modo è garantita a ogni coppia convivente “il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”. Trovare forme di garanzia per queste unioni, si aggiungeva, spetta al Parlamento. Guarda caso dal Colle non si è più registrato alcun monito.

  1. Nessun via libera alle adozioni per tutti
    In Italia la famigerata stepchild adoption esiste dal 1983 e consente l’adozione del figlio del coniuge, previo consenso del diretto interessato e del genitore biologico. Al resto hanno pensato i giudici: nel 2007 il Tribunale per i minorenni di Milano estese questa facoltà anche alle coppie non sposate, prima escluse, nel 2014 il Tribunale per i minorenni di Roma ha riconosciuto l’adozione di una bimba allevata da una coppia di due donne conviventi, nata da una delle due madri attraverso fecondazione eterologa assistita.

Dunque, in questo caso, una sentenza favorevole all’istituto già esiste. Non ha alcun fondamento invece la fuga di notizie secondo cui il ddl Cirinnà consentirebbe in assoluto l’adozione di figli da parte di coppie omosessuali: la stepchild adoption si riferisce solo a casi particolari, poche centinaia all’anno, e serve a salvaguardare rapporti affettivi già in atto tra minori e adulti. Per quanto riguarda l’adozione di bambini non nati da uno dei due genitori l’iter rimane complicato e in ogni caso non è toccato dalla legge in discussione al Senato.

  1. L’utero non si affitta
    “Siamo nell’ultraprostituzione, e senza ipocrisia va denunciato ogni tentativo di regolamentazione che sarebbe illusoria”così scriveva alcuni giorni fa su Facebook Beatrice Lorenzin. Nelle scorse ore, in un’intervista al Corriere della Sera, ha spiegato cheil problema dell’utero in affitto riguarda al 60% coppie eterosessuali contro il 40% di coppie omosessuali”.

Ma quello che i dati ministeriali non dicono è che in alcun modo la legge sulle unioni civili rende legale la pratica. In Italia la procreazione assistita è normata dalla legge 40. Oggi è consentita in numerosi Paesi tra cui Stati Uniti e Canada e da noi, da sulla base di una sentenza del 27 gennaio 2015, chi usufruisce all’estero della maternità surrogata può essere poi dichiarato legittimo genitore. Il senatore di maggioranza Gianpiero Della Zuanna ha proposto un emendamento per arrestare chi ricorre alla maternità surrogata anche all’estero. Ma, al momento, la legge dice altro e, soprattutto, il ddl Cirinnà nulla aggiunge in tal senso.

  1. La contrarietà della comunità scientifica
    Vittima della bufala in questo caso, oltre che lacomunità Lgbt e chiunque pensi che il ddl sia da approvare, è stato Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di pediatria. A inizio febbraio quasi tutti i media riportavano le sue dichiarazioni secondo cui “studi e ricerche cliniche hanno messo in evidenza che i processi di maturazione psicoaffettiva e psicologica di un bambino possono rivelarsi incerti e indeboliti da una convivenza all’interno di una famiglia in cui il nucleo genitoriale non ha il padre e la madre come modelli di riferimento”. Le sue parole, che per altro non rappresentano la totalità di vedute dei professionisti del servizio di pediatria, erano subito rilanciate da politici e opinionisti anti Cirinnà.

A stretto giro è arrivata la rettifica di Corsello. “Non si voleva esprimere in alcun modo la correlazione certa tra danni allo sviluppo e convivenza con genitori dello stesso sesso, ma solo la impossibilità di escluderla a priori. La norma che sana e rende legittime le situazioni di fatto di minori con due genitori dello stesso sesso è da considerare con favore”, ha chiarito.

La tesi secondo cui dal riconoscimento contronatura alle coppie omosessuali di crescere un figlio possa discendere una futura società genderizzata, qualunque cosa essa significhi, è il cavallo di battaglia di piattaforma quali il Family Day o delle decine di siti omofobi fioriti negli anni. Ma, ancora una volta, le loro campagne non si basano su alcun dato evidente. Al contrario uno studio del 2012 di un gruppo di ricercatori dell’università di Melbourne sostiene che il benessere fisico e mentale (secondo definizione Oms) di 500 figli minorenni di coppie omosessuali è superiore alla media dei coetanei.

Il resto sono bufale.

Dario Falcini

Mio p.s.
In quasi tutta Europa le unioni tra persone dello stesso sesso sono regolamentate. E’ una elementare questione di diritti. Per cui in Francia, Spagna, Svezia, Olanda, Islanda, Regno Unito, Belgio, Norvegia, Svezia, Danimarca e  è previsto il matrimonio gay, mentre l’unione civile è stata adottata  in Germania, Svizzera, Austria, Croazia, Grecia, Ungheria.
L’Italia è attualmente in compagnia di Cipro, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Polonia, Lituania e Lettonia.

 

 

Annunci

Il tabu’ del sesso, la Chiesa e la società italiana

2 Feb

L’altra sera a Presadiretta Michela Murgia ha dipinto impietosamente l’arretratezza della società italiana. Un quadro che paragonato al mondo occidentale fa rabbrividire, dimostrando inequivocabilmente il cammino che ci resta da fare. 

Pensando alle responsabilità di questo tragico ritardo evolutivo, mi viene in mente solo chi, da secoli, propugna il ruolo secondario e sottomesso della donna in nome di principi inventati di sana pianta; e sono gli stessi che mentre da una parte sventolano il vessillo della famiglia fondata sull’amore, dall’altro negano quello stesso diritto all’amore a chi non segua il loro modello.

Tuttavia, non mi pare che la folgore divina di sia abbattuta su quei paesi dove – per loro fortuna – la situazione si sia evoluta con modalità perfettamente opposte ai canoni imposti qui da noi. La Chiesa con i suoi reggicoda di comodo dovrà rassegnarsi: alla fine il buon senso e il diritto hanno sempre ragione.

Michela Murgia

Sul Family day. Purtroppo.

27 Gen

Grazie a Furio Ortenzi.

Grazie a Furio Ortenzi.

Dico “purtroppo” perché mi ero ripromesso di non parlarne, dato che il solo pensarci mi produce disgusto. Ma trovo sull’ultimo numero di Micromega Giorgio Cremaschi che esprime perfettamente il mio stato d’animo su questa iniziativa, gretta culturalmente e socialmente. E mi tengo leggero, eh, mentre le gerarchie vaticane. a cominciare da Bagnasco, utilizzano tutte le risorse, anche le più meschine e inverosimili, per sollecitare l’attenzione dei media.
Trovate l’articolo integrale più in basso.

“I moderati del Family Day vogliono imporci la loro Sharia cattolica, vogliono che la legge difenda e sanzioni la loro idea di famiglia, si oppongono all’eguaglianza dei diritti nel nome del loro Dio. Essi non sono religiosi, sono fanatici come quegli integralisti islamici contro cui in altri momenti chiamano alla guerra santa. Non ce l’hanno solo con i diritti delle coppie dello stesso sesso, ma con tutte le forme di libertà, a partire da quella delle donne che, afferma uno dei promotori della manifestazione, devono essere sottomesse ai maschi.”

GIORGIO CREMASCHI – Nessun rispetto per il Family Day

gcremaschiA differenza di Renzi, che mostra rispetto per il Family Day, perché molti suoi organizzatori fanno parte del suo governo, io di questa iniziativa non ho rispetto alcuno. Essa dovrebbe radunare l’Italia cattolica moderata che vuole il rispetto della famiglia. Questa definizione già fa venire i brividi, perché si associa subito a quei paesi musulmani, definiti moderati dal mondo occidentale, come l’Arabia Saudita.Paese che applica la Sharia, cioè considera i principi religiosi obbligatori per tutti e li consacra con l’uso diffuso delle pene corporali e di morte.

I moderati del Family Day vogliono imporci la loro Sharia cattolica, vogliono che la legge difenda e sanzioni la loro idea di famiglia, si oppongono all’eguaglianza dei diritti nel nome del loro Dio. Essi non sono religiosi, sono fanatici come quegli integralisti islamici contro cui in altri momenti chiamano alla guerra santa. Non ce l’hanno solo con i diritti delle coppie dello stesso sesso, ma con tutte le forme di libertà, a partire da quella delle donne che, afferma uno dei promotori della manifestazione, devono essere sottomesse ai maschi.

Perciò questi “moderati” attirano tutto il ciarpame sessista, fascista, razzista sparso per il paese, che sente aria di casa.

Ma ciò che più disgusta di tutta questa gente è l’ipocrisia. Da quella di politici cinici e pluridivorziati che vedono nella massa del Family Day prima di tutto un bel serbatoio di voti, a prelati in disgrazia che così rilanciano la propria immagine pubblica, alle tanti e ai tanti per i quali la difesa della famiglia è tacere su violenze ed orrori che si nascondono dietro la rispettabilità della gente per bene.

Ipocriti sono gli organizzatori del Family Day anche quando affermano che altri sono i veri problemi del paese. È vero che la disoccupazione, le ingiustizie sociali crescenti, la distruzione della democrazia, la guerra, sono fatti ben più gravi. Ma i promotori del Family Day li scoprono solo quando la legge vorrebbe intervenire sul terreno presidiato dai loro fanatismi. Sono essi che depistano il paese dai problemi più drammatici, che forniscono copertura ideologica al governo che sta distruggendo la Costituzione, non chi vuole le unioni civili.

Ora mi si dirà che in piazza col Family Day, a proposito sempre l’inglese per nobilitare, ci sarà anche popolo in buona fede. Vero, era in buona fede anche il popolo che nel Medio Evo applaudiva la caccia alle streghe. Poi nei secoli i popoli si sono emancipati lottando per l’eguaglianza e la democrazia. Ora si vorrebbe portarli indietro, da un lato sotto il dominio del capitalismo selvaggio, dall’altro sotto quello di chi proclama Dio Patria e Famiglia. Che separatamente sono anche rispettabili, ma presi assieme son sempre stati fonte di oppressione e orrori.

No, nessun rispetto per il Family Day.

Giorgio Cremaschi

(25 gennaio 2016)

Sul Family Day, purtroppo.

27 Gen

Grazie a Furio Ortenzi.

Grazie a Furio Ortenzi.

Dico “purtroppo” perché mi ero ripromesso di non parlarne, dato che il solo pensarci mi produce disgusto. Ma trovo sull’ultimo numero di Micromega Giorgio Cremaschi che esprime perfettamente il mio stato d’animo su questa iniziativa, gretta culturalmente e socialmente. E mi tengo leggero, eh, mentre le gerarchie vaticane. a cominciare da Bagnasco, utilizzano tutte le risorse, anche le più meschine e inverosimili, per sollecitare l’attenzione dei media.
Trovate l’articolo integrale più in basso.

“I moderati del Family Day vogliono imporci la loro Sharia cattolica, vogliono che la legge difenda e sanzioni la loro idea di famiglia, si oppongono all’eguaglianza dei diritti nel nome del loro Dio. Essi non sono religiosi, sono fanatici come quegli integralisti islamici contro cui in altri momenti chiamano alla guerra santa. Non ce l’hanno solo con i diritti delle coppie dello stesso sesso, ma con tutte le forme di libertà, a partire da quella delle donne che, afferma uno dei promotori della manifestazione, devono essere sottomesse ai maschi.”

GIORGIO CREMASCHI – Nessun rispetto per il Family Day

gcremaschiA differenza di Renzi, che mostra rispetto per il Family Day, perché molti suoi organizzatori fanno parte del suo governo, io di questa iniziativa non ho rispetto alcuno. Essa dovrebbe radunare l’Italia cattolica moderata che vuole il rispetto della famiglia. Questa definizione già fa venire i brividi, perché si associa subito a quei paesi musulmani, definiti moderati dal mondo occidentale, come l’Arabia Saudita. Paese che applica la Sharia, cioè considera i principi religiosi obbligatori per tutti e li consacra con l’uso diffuso delle pene corporali e di morte.

I moderati del Family Day vogliono imporci la loro Sharia cattolica, vogliono che la legge difenda e sanzioni la loro idea di famiglia, si oppongono all’eguaglianza dei diritti nel nome del loro Dio. Essi non sono religiosi, sono fanatici come quegli integralisti islamici contro cui in altri momenti chiamano alla guerra santa. Non ce l’hanno solo con i diritti delle coppie dello stesso sesso, ma con tutte le forme di libertà, a partire da quella delle donne che, afferma uno dei promotori della manifestazione, devono essere sottomesse ai maschi.

Perciò questi “moderati” attirano tutto il ciarpame sessista, fascista, razzista sparso per il paese, che sente aria di casa.

Ma ciò che più disgusta di tutta questa gente è l’ipocrisia. Da quella di politici cinici e pluridivorziati che vedono nella massa del Family Day prima di tutto un bel serbatoio di voti, a prelati in disgrazia che così rilanciano la propria immagine pubblica, alle tanti e ai tanti per i quali la difesa della famiglia è tacere su violenze ed orrori che si nascondono dietro la rispettabilità della gente per bene.

Ipocriti sono gli organizzatori del Family Day anche quando affermano che altri sono i veri problemi del paese. È vero che la disoccupazione, le ingiustizie sociali crescenti, la distruzione della democrazia, la guerra, sono fatti ben più gravi. Ma i promotori del Family Day li scoprono solo quando la legge vorrebbe intervenire sul terreno presidiato dai loro fanatismi. Sono essi che depistano il paese dai problemi più drammatici, che forniscono copertura ideologica al governo che sta distruggendo la Costituzione, non chi vuole le unioni civili.

Ora mi si dirà che in piazza col Family Day, a proposito sempre l’inglese per nobilitare, ci sarà anche popolo in buona fede. Vero, era in buona fede anche il popolo che nel Medio Evo applaudiva la caccia alle streghe. Poi nei secoli i popoli si sono emancipati lottando per l’eguaglianza e la democrazia. Ora si vorrebbe portarli indietro, da un lato sotto il dominio del capitalismo selvaggio, dall’altro sotto quello di chi proclama Dio Patria e Famiglia. Che separatamente sono anche rispettabili, ma presi assieme son sempre stati fonte di oppressione e orrori.

No, nessun rispetto per il Family Day.

Giorgio Cremaschi

(25 gennaio 2016)

Quei figli dell’amore che non hanno diritti

24 Gen

Anche se conoscesse Agnese e le sue mamme, Giovanardi non capirebbe lo stesso, perché l’egoismo non conosce l’amore.
Un  abbraccio a Claudia, l’amica coraggiosa di tante battaglie civili.
Ce la faremo.

Claudia Unioni

(2) Guantanamo, una vergogna americana: l’appello di Avaaz

23 Mag

Cari amici,

Fra poche ore, Il Presidente Obama potrebbe mettere fine a più di un decennio di ingiustizie, chiudendo finalmente Guantanamo: la prigione più tristemente nota al mondo. Mentre prepara il suo discorso in risposta allo sciopero della fame dei detenuti, mandiamogli un messaggio in massa: basta scuse, il mondo vuole vedere chiuso per sempre questo campo di prigionia americano. Firma ora:


Firma la petizione

Fra poche ore, il Presidente Obama potrebbe finalmente chiudere Guantanamo: la prigione più tristemente nota al mondo.

Obama deve rispondere allo sciopero della fame dei detenuti che dura ormai da 100 giorni e alla denuncia di tortura da parte dell’ONU sui metodi di alimentazione forzata. Se saremo in tanti a fare pressione, potrebbe liberare i prigionieri per i quali è già stato approvato il rilascio e incaricare un funzionario della Casa Bianca di una missione: chiudere Guantanamo!

E’ un momento cruciale. Firma per chiedere a Obama di chiudere ora quell’orribile campo di prigionia e condividi le notizie qui sotto così che altri si uniscano a questa petizione urgente:

http://www.avaaz.org/it/obama_shut_down_gitmo_4/?brmGUbb&v=25108

I fatti parlano da soli:

  • Detenuti presenti a Guantanamo ora: 166
  • Detenuti che devono rispondere ad accuse: 6
  • Detenuti il cui immediato rilascio è stato approvato, ma si trovano ancora nella prigione: 86
  • Prigionieri di Guantanamo in sciopero della fame: 103
  • Prigionieri in sciopero della fame, legati e costretti all’alimentazione forzata: 30
  • Prigionieri deceduti durante la detenzione: 9
  • Bambini che gli USA hanno trattenuto a Guantanamo: 21
  • Detenuti giudicati presso una corte civile: 1
  • Detenuti che non possono essere giudicati perché le prove sono state invalidate dalla tortura: 50
  • Prigionieri rilasciati dall’amministrazione Bush: 500+
  • Prigionieri rilasciati dall’amministrazione Obama: 72
  • Costo annuale per i contribuenti USA: 150 milioni di dollari
  • Numero di giorni da quando Obama ha promesso di chiudere Guantanamo: 1579
  • Periodo di tempo da quando i primi prigionieri sono arrivati a Guantanamo: 11 anni, 4 mesi, 11 giorni

Per anni, Obama ha accusato il Congresso degli USA di bloccare qualsiasi proposta per la liberazione di questi uomini, per il trasferimento ad altre prigioni o per dar loro un giusto processo. Ma ora tutto è nelle mani di Obama. Il Congresso ha garantito al Dipartimento della Difesa che permetterà ai detenuti per i quali è stata data approvazione di essere trasferiti: Obama stesso può ora liberare questi 86 uomini. Sebbene avrà bisogno della cooperazione del Congresso per per chiudere una volta per tutte la prigione, se davvero vuole mettere fine a tutto questo, può incaricare subito qualcuno alla Casa Bianca di farlo.

Firma ora per chiedere che Obama annunci un piano per chiudere Guantanamo e condividi la petizione con tutti. Diamo vita a un appello globale urgente per fermare questa vergogna.

http://www.avaaz.org/it/obama_shut_down_gitmo_4/?brmGUbb&v=25108

Quando ha cominciato la sua campagna presidenziale, Obama ha promesso di chiudere Guantanamo. Questa orribile fuorilegge ha generato troppa sofferenza e ha alimentato forti divisioni e odio nel mondo. Quando è troppo, è troppo. Spingiamo Obama ad agire e a chiudere questa dolorosa ferita dell’umanità.

Con speranza e determinazione,

Dalia, Joseph, Allison, Bissan, Nick, Alice, Ricken e tutto il team di Avaaz

ULTERIORI INFORMAZIONI

Guantanamo deve chiudere (Il Fatto Quotidiano)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/20/guantanamo-deve-chiudere/599476/

Guantanamo, raid contro i detenuti in sciopero della fame. Almeno un ferito (Il Fatto Quotidiano)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/14/guantanamo-raid-contro-detenuti-in-sciopero-della-fame-almeno-ferito/562251/

Guantanamo, Obama “situazione insostenibile, va chiuso” (Agenzia Giornalistica Italia)
http://www.agi.it/estero/notizie/201304301728-est-rt10353-guantanamo_obama_situazione_insostenibile_va_chiuso

Continua lo sciopero della fame a Guantanamo (Internazionale)
http://www.internazionale.it/news/stati-uniti/2013/04/30/continua-lo-sciopero-della-fame-a-guantanamo/

Guantanamo, una vergogna americana

3 Mag

Oggi il Post pubblica un lungo articolo con gli ultimi sviluppi.

Leggetelo e poi ditemi voi se non è una vera vergogna.

http://www.ilpost.it/2013/05/03/cosa-succede-a-guantanamo/

—————-
Aggiornamento del 16 maggio
A Guantanamo prosegue lo sciopero della fame dei prigionieri che protestano per le loro inumane condizioni e la costante violazione dei diritti umani. Iniziato il 4 marzo, oggi sono 102 quelli che rifiutano totalmente il cibo, 30 vengono nutriti a forza e 1 è ricoverato in ospedale. Questo lo sviluppo della protesta secondo il Miami Herald.

 

Guantanamo: una vergogna americana

14 Apr

Se ne parla in questi giorni per la rivolta dei detenuti. Guantanamo è una vergogna americana. Nacque per contenere gli elementi ostili agli Stati Uniti durante la guerra in Iraq, ma sorse contro ogni diritto civile, perfino in dispregio alle convenzioni internazionali sui militari nemici.

A Guantanamo ci sono state torture, anche psicologiche, e processi con leggi create per l’occasione.                                National_Geographic_Guantanamos_Secrets

Tutto ben noto e ammesso da documenti ufficiali americani da tempo. In questi ultimi giorni il Commissariato Onu per i diritti umani ha chiesto agli Stati Uniti, dopo un’ispezione seguita alla denuncia di un detenuto, di chiudere il carcere cubano di Guantanamo perché la detenzione per un periodo indefinito ‘rappresenta una chiara violazione del diritto internazionale’. L’intero carcere è in protesta per l’ingiustificata e gratuita severità riservata ai prigionieri, ma la ragione principale è che la maggioranza dei detenuti avrebbe dovuto essere liberata ormai da anni, come quelli la cui cattura e detenzione è avvenuta “per sbaglio”, come riconosciuto dagli USA stessi.

Poi c’è la sorte di quelli che sono stati a suo tempo rilasciati, che non riescono però a reinserirsi nei paesi dove sono stati accolti, e quelli che sono letteralmente spariti, forse trasferiti in qualche altra prigione clandestina della CIA, come documentò l’associazione ProPublica.

Il Presidente Obama fece della chiusura di Guantanamo uno degli argomenti della sua campagna elettorale, ma finora non sembra che abbia potuto occuparsene più di tanto. Nel frattempo, per il paese più potente del mondo la vergogna si accresce.

ParteCivile

marziani in movimento

Uguali Amori

Considering the situation, I am reasonably self-possessed

A Roma Si Cambia!

Culture e Competenze per l'Innovazione

nandocan magazine 1

note e proposte di un giornalista

Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro...

PD MARCONI ROMA11 (ex15)

gli indomabili di Marconi. Zero sconti.

Nel mio mestiere o arte scontrosa

Questo è un blog nonviolento: se non siete d'accordo con i contenuti per favore menatevi da soli

manginobrioches

Il cuore ha più stanze d'un casino

Testi pensanti

Gli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti. E dunque, è giusto citare i giganti.

Invece Sempre

(Ovvero Federica e basta)

ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO

(Cit. del Generale Aung San, leader della indipendenza birmana)

Valigia Blu

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

Internazionale

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: