Archivio | settembre, 2013

Ma è possibile una maggioranza al Senato?

30 Set

 

Al Senato siedono oggi 321 senatori così suddivisi nei gruppi (dal sito del Senato):

Composizione dei Gruppi parlamentari
Grandi Autonomie e Libertà 10
Il Popolo della Libertà 91
Lega Nord e Autonomie 16
Movimento 5 Stelle 50
Partito Democratico 108
Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT)-PSI-MAIE 10
Scelta Civica per l’Italia 20
Misto 16
Totale 321

La maggioranza richiesta è quindi di 161. Diciamo che per stare in area di sicurezza a Letta ne occorrerebbero circa 170.
Ora facciamo due conti.  Sommando PD, Scelta Civica e una decina del gruppo misto, dove siedono i 7 di SEl e quelli a vita, abbiamo 148 voti. Ne mancano quindi ancora una ventina: dove trovarli? Tra i 5 stelle, i ribelli del PdL, nel gruppo delle Autonomie?
Staremo a vedere.

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Niente di meglio da fare

30 Set

Piove, fa freddo, tempo di merda.
E’ il momento giusto per leggersi questa nota sulla Santanchè pubblicata sul Post.

Alfano &c e il ‘metodo Boffo’. Strano, ora lo criticano

30 Set

Dal comunicato dei ministri PdL:

“È bene dire subito al direttore de Il Giornale, per il riguardo che abbiamo per la testata che dirige e una volta letto il suo articolo di fondo di oggi, che noi non abbiamo paura. Se pensa di intimidire noi e il libero confronto dentro il nostro Movimento politico, si sbaglia di grosso. Se intende impaurirci con il paragone a Gianfranco Fini, sappia che non avrà case a Montecarlo su cui costruire campagne. Se il metodo Boffo ha forse funzionato con qualcuno, non funzionerà con noi che eravamo accanto a Berlusconi quando il direttore de Il Giornale lavorava nella redazione che divulgò la notizia dell’informazione di garanzia al nostro presidente, durante il G7 di Napoli, nel 1994.”

Nel 2009 però, quando Feltri sul Giornale buttava palate di fango sul direttore di Avvenire, non ebbero nulla da dire, schierati a difesa del capo. Come cambiano i tempi.

BREVIARIO DI SOPRAVVIVENZA

29 Set

Oggi mi gira così, che vi devo dire. Ma credo che capirete.

Ellekappa 4 9 13

Altan Paese e riforme

altan baratro

Altan farla franca

ellekappa_votare b.

Altan paese occidentale

ellekappa sentenze

Altan libertà altrui

Altan peggio

Altan rosso ferrari

Altan cazzi nostri

Altan peggio di così

ALTAN farlafranca2

Altan voglia di vomitare

Con molti ringraziamenti ad Altan ed ellekappa
che mi aiutano a tirare avanti.

Benigni, oggi non farlo.

29 Set

Due mesi fa a Firenze, in piazza santa Croce, Benigni ha presentato la sua canzone su Berlusconi. La gente rideva.
Chissà se lo facesse oggi.

Errata corrige: SULLE PALLE

29 Set

HP Famiglia Cristiana

Dalla home page di Famiglia Cristiana
(cui chiedo scusa per la goliardata, ma è stato più forte di me)

Gli irresponsabili scelgono sempre il momento peggiore

29 Set

Dice il Sole 24 ore (Federico Forquet – “Il momento peggiore“) che per tre volte negli ultimi tre anni un irresponsabile (n.b. la definizione è mia) ha gettato l’Italia nel caos.

Ci sarebbe poi da aggiungere che fa contorno al predetto un folto gruppo di dipendenti  disciplinati ed ossequiosi e che con questa bella compagnia non solo si è fatto un governo ma ci si è anche illusi di poterlo tenere in piedi.


La Legislatura dell’Oca

28 Set

La Legislatura dell’Oca è un post di Yes, political!  che mi è piaciuto. Oltre ad alcune interessanti informazioni, mi ha colpito la conclusione (che fa anche da titolo) e d è quella che tanti elettori di normale buon senso si aspettavano come l’esito più probabile del governo di ‘larghe intese’, visto l’assai poco affidabile – anzi, per niente – alleato con cui il Pd era andato al governo.
Ma tant’è, il buon senso sembra non abitare più nei palazzi del potere.

La Costituzione, via maestra.

28 Set

C’è un bellissimo articolo di Maso Notarianni sul Il Fatto quotidiano di oggi che merita di essere letto e, da chi è ancora in dubbio se partecipare o meno alla manifestazione del 12 ottobre, meditato. Lo riporto per intero.

Perché non si può essere indifferenti

Perché si dev’essere a Roma il prossimo 12 ottobre? Per chiedere che – finalmente – la politica si impegni a realizzare la Costituzione italiana. Poi, se ci accorgeremo che qualcosa non funziona, allora e solo allora penseremo a cambiarla.

Per fare un po’ di chiarezza: perché abbiamo bisogno di sapere se questo è il Paese che dice di essere o se è il Paese che avrebbero voluto i teorici del fascismo: costruito sull’azzeramento di ogni conflitto (compreso quello di interessi non solo di Berlusconi) e sulla relazione tra corporazioni, che  esclude dall’esercizio del potere dei lavoratori dipendenti.

Perché abbiamo il diritto e il dovere di sapere se lo Stato tutela l’interesse di quei circa duemila italiani che detengono ricchezze per 180 miliardi oppure se tutela l’interesse generale. 

Perché vogliamo sapere se siano più importanti, per lo Stato italiano, i tremila miliardi in armi esportate oppure la pace e la vita umana.

Perché sarebbe giusto capire se per lo Stato valga più l’impunità e la ricchezza della famiglia Riva oppure il lavoro di migliaia di persone.

Perché dobbiamo capire se lo Stato debba tutelare gli interessi delle grandi multinazionali dell’acqua e dell’energia oppure i beni comuni degli abitanti di questo Paese: l’acqua, l’energia, il sapere, la conoscenza, persino le sue ricchezze storiche e culturali.

Non è più e non è solo una questione di destra o sinistra. E anche per questo lascia molto perplesso chi vede in questa mobilitazione “l’ennesima scialuppa di salvataggio per la disastrata sinistra radicale italiana”, come se – peraltro – si potessero incasellare i cinque promotori nella categoria della sinistra radicale.

Ma è vero, in Italia c’è un enorme buco nella rappresentanza politica. Stando alle pratiche degli ultimi 20 anni, non si direbbe che si siano date risposte “costituzionali” alle questioni dette prima.

Chi ha portato l’Italia in guerra? Chi ha contro-riformato la scuola e l’università? Chi ha cominciato a smantellare i diritti dei lavoratori minandone la forza contrattuale? Chi ha fatto sì che la sanità privata (quella che permette a gente già parecchio ricca di fare altri soldi sulla pelle di chi è malato estorcendo denaro in cambio di quelli che dovrebbero essere diritti) sia diventata un valore da difendere,

Chi ha difeso strenuamente banche e finanza invece di difendere i diritti dei cittadini? Chi sostiene la favola della crisi per difendere quella che è solo concentrazione mostruosa della ricchezza nelle mani di pochi, ovvero disuguaglianza sociale?

Non sono questioni di destra o sinistra: riguardano – appunto – il dettato costituzionale. E’ la Costituzione, paradosso molto italiano, a non avere rappresentanza politica.

La Costituzione non è cosa astratta, la sua applicazione o meno influisce direttamente sulla vita concreta delle persone, sull’occupazione, sul benessere. E’ stata pensata e scritta come una mappa da seguire per trovare un tesoro: la possibilità, per tutti, di essere felici nella propria vita.

Chi non verrà a Roma, chi non aderirà o non sosterrà la mobilitazione del 12 e il percorso che dal giorno dopo prenderà il via, starà “dall’altra parte”, sarà il nemico di quella che è dai più importanti costituzionalisti del mondo giudicata tra le più belle Carte che siano mai state scritte. L’indifferenza è una scelta: la scelta di stracciare la carta costituzionale, di lasciare che venga stracciata.

Chi ci andrà, chi aderirà, chi sosterrà la mobilitazione del 12 si assumerà una responsabilità altrettanto grande: dovrà ricominciare  a praticare quei principi e quei valori. Ogni giorno, in ogni gesto, in ogni scelta. A difenderli strenuamente. A non accettare più compromessi. A non cedere più nulla sul terreno dei principi sacrosanti di uguaglianza fratellanza e libertà.

Puttane e decaduti

28 Set

ferrara puttanePoco più di tre mesi fa, il 26 giugno a Roma in piazza Farnese, Giuliano Ferrara convocò una manifestazione all’insegna di “Siamo tutti Ferrara puttane logoputtane”, presenti qualche centinaio di sostenitori. Il riferimento era alla condanna di B. a sette anni e passa per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. La Santanchè era ovviamente presente, con tanto di maglietta col logo dell’evento.

Oggi la stessa Santanchè Santanchè puttane (2)propone una manifestazione per il 4 ottobre, stesso luogo, e stavolta il titolo è “Siamo tutti decaduti”.
Puttane e decaduti: è indecente averli in Parlamento, figuriamoci al governo.

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