Archivio | gennaio, 2018

Di sacchetti della spesa, incapacità e burocradiozia

4 Gen

Ho voluto informarmi più compiutamente sulla norma che dispone il pagamento dei sacchetti della spesa (per capirci, quelli con cui si raccolgono alimenti sfusi come frutta, ortaggi, ecc, e su cui è scoppiata la polemica di questi giorni) e ho approfondito andando a leggermi le disposizioni di legge nella Gazzetta Ufficiale (decreto legge 2017 n. 123).

Dunque, nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea  del 6 maggio 2015 è stata pubblicata una direttiva che, in considerazione dei problemi derivanti dall’incontenibile dilagare dei sacchetti di plastica non degradabili,  disponeva un preciso percorso in merito alla loro progressiva eliminazione con prodotti meno inquinanti modificando la precedente direttiva 94/62/CE .
L’art. 2 disponeva [il neretto è sempre mio] che:

Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 27 novembre 2016. Essi ne informano immediatamente la Commissione.

E’ di tutta evidenza che  l’Italia era pertanto in ritardo nell’attuazione della direttiva.
Andiamo avanti. La direttiva forniva anche una classificazione dei prodotti; circa i  sacchetti oggetto della polemica di questi giorni, al punto 4 delle considerazioni dava questa definizione:

“borse di plastica in materiale ultraleggero”: borse di plastica con uno spessore inferiore a 15 micron [sono quelle di cui parliamo] richieste a fini di igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi se ciò contribuisce a prevenire la produzione di rifiuti alimentari;

Per quanto riguarda questa tipologia, al punto 13 veniva offerta questa possibilità:

Gli Stati membri possono scegliere di esonerare le borse di plastica con uno spessore inferiore a 15 micron («borse di plastica in materiale ultraleggero») fornite come imballaggio primario per prodotti alimentari sfusi ove necessario per scopi igienici oppure se il loro uso previene la produzione di rifiuti alimentari.

L’opportunità veniva ribadita più avanti, nel paragrafo dedicato alle misure da adottare:

Le misure adottate dagli Stati membri includono l’una o l’altra delle seguente opzioni o entrambe:

  1. a) adozione di misure atte ad assicurare che il livello di utilizzo annuale non superi 90 borse di plastica di materiale leggero pro capite entro il 31 dicembre 2019 e 40 borse di plastica di materiale leggero pro capite entro il 31 dicembre 2025 o obiettivi equivalenti in peso. Le borse di plastica in materiale ultraleggero possono essere escluse dagli obiettivi di utilizzo nazionali;
    b) adozione di strumenti atti ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, salvo che siano attuati altri strumenti di pari efficacia. Le borse di plastica in materiale ultraleggero possono essere escluse da tali misure.

Questa concessione veniva mitigata più avanti; in sintesi, sarebbe stato preferibile accelerare l’intero processo di riduzione dell’utilizzo dei sacchetti, lasciando facoltà di decisione ai singoli Stati membri:

1 ter. ……. gli Stati membri possono adottare misure tra cui strumenti economici e obiettivi di riduzione nazionali in ordine a qualsiasi tipo di borse di plastica, indipendentemente dal loro spessore.

Come si usa in ogni paese civile, la Commissione raccomandava infine un’adeguata opera di informazione e sensibilizzazione dei cittadini:

1 quater. La Commissione e gli Stati membri incoraggiano attivamente, almeno nel primo anno successivo al 27 novembre 2016, campagne di informazione e di sensibilizzazione sull’impatto ambientale nocivo dell’utilizzo eccessivo di borse di plastica in materiale leggero.

Avete mai visto qualcosa del genere tra il 2016 e il 2017? Io no. Il ministro dell’Ambiente – quello che parla di responsabilità dei cittadini – se n’è ben guardato.

Ora, premesso che sono a strafavore di ogni iniziativa a favore dell’ambiente e contro l’uso indiscriminato della plastica, mi permetto di avanzare alcune osservazioni.

  1. Perché il nostro Paese era in ritardo nell’applicazione della direttiva? Perché il ministro dell’Ambiente – che oggi si spertica in autocelebrazioni – non ha provveduto tempestivamente?
  2. Perché aggiungere gli “ultraleggeri” all’elenco dei sacchetti oggetto delle misure? E’ ragionevole prevedere che anch’essi verranno presto banditi. Ma l’Italia non vi era tenuta a farlo ora. Il mio sospetto è che un oscuro burocrate abbia voluto dimostrare il suo zelo accelerando i tempi. In altre parole avrà pensato qualcosa del genere: ‘cara Commissione europea, è vero che eravamo in ritardo perché siamo dei cialtroni e pasticcioni però devi perdonarci perché abbiamo recuperato anticipando tutti’.  
    Quel che si dice un cazzo (scusate) di ragionamento.
  3. Perché la norma circa gli “ultraleggeri” a pagamento entra precipitosamente in vigore dal 1° gennaio 2018, solo pochi giorni dopo l’emanazione del provvedimento? Non sarebbe stata preferibile una moratoria – anche soli sei mesi, tiè –  e in quel periodo avviare un’opera di preparazione dei consumatori?
  4. Perché non è stata avviata tempestivamente una doverosa attività di educazione e informazione? Il tempo – visti i vergognosi ritardi accumulati – c’era e sarebbe stata un’operazione intelligente. Tutti noi avremmo accolto ben diversamente la disposizione se lo Stato (chiedo scusa, il Governo) avesse accolto e messo in opera l’invito della Commissione.
  5. Perché addebitare ai consumatori il costo  dei sacchetti? La Commissione non ha disposto in questo senso e i sospetti di molti sul favore fatto ai produttori non possono essere fugati con semplici dichiarazioni.
  6. Perché, già che c’era, il ministro dell’Ambiente non ha pensato a nessuna misura contri vassoi in polistirolo e plastica preconfezionati di frutta e verdura? Perché non pensa, direte voi. Ma c’è poco da ridere.
  7. Perché il ministro dell’Ambiente non ha previsto di disporre per l’uso di prodotti alternativi gratuiti come i sacchetti di carta riciclata e biodegradabile?
  8. Perché la chiara, civile e a suo modo garbata direttiva della Commissione europea viene tradotta in una disposizione inutilmente vessatoria e discutibile dal governo italiano?
  9. Perchè nessuno al governo ha avuto la sensibilità per intuire che cittadini e consumatori avrebbero accolto criticamente (a dir poco) il provvedimento?
  10. Perché queste sanzioni enormi, mostruose addirittura, per i contravventori? Esiste ancora un senso della misura, delle proporzioni?
    h) all’articolo 261, dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti:
    4-bis. La violazione delle disposizioni di cui agli articoli 226-bis e 226-ter [Riduzione della commercializzazione delle borse di plastica e di  plastica in materiale ultraleggero] e’ punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro.
    4-ter. La sanzione  amministrativa  di  cui  al  comma  4-bis  e’aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del  divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica oppure  un  valore di queste  ultime  superiore  al  10  per  cento  del  fatturato  del trasgressore, nonche’ in caso di utilizzo di diciture o  altri  mezzi elusivi degli obblighi di cui agli articoli 226-bis e 226-ter.

Il quadruplo del massimo vuol dire 100.000 euro. Ma cosa si intenda per “ingenti quantitativi” non lo so. La burocradiozia non ha davvero limiti.

 

 

 

un filo rosso

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

ParteCivile

marziani in movimento

Uguali Amori

Considering the situation, I am reasonably self-possessed

A Roma Si Cambia!

Culture e Competenze per l'Innovazione

nandocan magazine 1

note e proposte di un giornalista

Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro...

PD MARCONI ROMA11 (ex15)

gli indomabili di Marconi. Zero sconti.

manginobrioches

Il cuore ha più stanze d'un casino

Testi pensanti

Gli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti. E dunque, è giusto citare i giganti.

Invece Sempre

(Ovvero Federica e basta)

ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO

(Cit. del Generale Aung San, leader della indipendenza birmana)

Valigia Blu

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

Internazionale

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: