Archivio | novembre, 2019

Il silenzio assordante delle sardine

21 Nov

C’é in Italia una maggioranza pacifica e silenziosa che nonostante tutto non si rassegna, resiste, si indigna. E, quando ritiene che si sia superato ogni livello di civile confronto, reagisce.


Sono quelli  che pretendono, perché ne avrebbero semplicemente il diritto, uno Stato semplice e giusto. Uno Stato che sappia indicare le vie dello sviluppo invece di limitarsi a gestire l’oggi, talvolta male e con interventi contraddittori o, peggio, di comodo per pochi. Uno Stato per cui il faro sia costituito dalla questione morale, dal senso del dovere, dal riconoscimento del merito, per cui trasparenza e legalità non siano solo parole. Uno Stato che sappia creare lavoro investendo nella salute, nell’istruzione, nella messa in sicurezza del suolo, nella valorizzazione del patrimonio storico, nella difesa del paesaggio, nell’energia verde. Uno Stato che combatta la burocrazia ottusa che perseguita il cittadino e soffoca l’iniziativa privata.

Questi italiani credono sinceramente nel dettato della Costituzione. Credono nel rispetto reciproco, nella tolleranza, nella solidarietà. E credono nella laicità dello Stato.

Sono contro la corruzione dilagante, l’evasione fiscale portata agli estremi, i privilegi di pochi, le rendite di posizione, l’arroganza del potere, l’ingiustizia sociale. Combattono ogni giorno la discriminazione in ogni sua forma, che sia il colore della pelle, l’orientamento sessuale, la religione professata. Condannano le disuguaglianze che nascono dalla povertà, dalla precarietà, dal lavoro nero, da quello gratuito nascosto dietro l’apprendistato. Vogliono forze armate che difendano il territorio, non che combattano guerre lontane mascherate ipocritamente da missioni di pace. E vogliono una legge elettorale che garantisca l’espressione di tutte le componenti della società e la possibilità di scegliere direttamente il proprio eletto, affinchè il Parlamento torni ad essere realmente luogo di discussione.e di elaborazione delle leggi.

Uno Stato semplice e giusto per cambiare il volto della politica. Perché la politica torni ad ascoltare ed agire in conseguenza, come accade in democrazia.
Non mi pare che si chieda molto.

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