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La sintesi perfetta

31 Mar

 

 

Nei pochi minuti di questo video amatoriale, che tuttavia è un piccolo capolavoro d’amore, c’è la perfetta sintesi dell’Italia che resiste e combatte, che fa sentire la sua voce – ma che voce! – e mostra al mondo il suo orgoglio e la sua capacità di risorgere, sempre e nonostante tutto.
In questi pochi minuti c’è quell’Italia bella che amiamo, la musica, l’arte, la storia, la bellezza.
C’è un giovane che, solo, suona magistralmente una famosa e struggente melodia, ma oggi ogni nota è un lamento di angoscia e allo stesso tempo un grido di speranza. E poi una piazza meravigliosa, il tricolore che garrisce al ponentino, ci sono i geni di ieri e quelli di oggi, c’è il rispettoso silenzio di un popolo che soffre ma non si piega e risponde al nemico invisibile con le armi che meglio conosce, la grazia, la vitalità, la volontà di reazione.
E alla fine – ma non subito, ci vuole qualche attimo per riprendersi dalla magìa –  è tutto un lungo, caldo, grande applauso che sembra provenire da lontano, forse fin dall’altra parte del mondo.
Grazie a Jacopo per tutto questo e anche per aver indossato la maglia della nazionale di rugby.

#Italiacheresiste #celafaremo

 

 

Fratelli d’Albania

30 Mar


C’è un’Europa bella, generosa, solidale che si oppone al cinismo e all’egoismo di certi stati del suo nord.
L’abbiamo ritrovata nelle parole del primo ministro d’Albania, Edi Rama.

Al presidente Edi Rama e al popolo Albanese dedico questa poesia di Mario Benedetti, poeta uruguaiano e italiano d’origine.

La gente che mi piace

Mi piace la gente che vibra,
che non devi continuamente sollecitare
e alla quale non c’è bisogno di dire cosa fare
perché sa quello che bisogna fare
e lo fa in meno tempo di quanto sperato.

Mi piace la gente che sa misurare
le conseguenze delle proprie azioni,
la gente che non lascia le soluzioni al caso.

Mi piace la gente giusta e rigorosa,
sia con gli altri che con se stessa,
purché non perda di vista che siamo umani
e che possiamo sbagliare.

Mi piace la gente che pensa
che il lavoro in equipe, fra amici,
è più produttivo dei caotici sforzi individuali.

Mi piace la gente che conosce
l’importanza dell’allegria.

Mi piace la gente sincera e franca,
capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.

Mi piace la gente di buon senso,
quella che non manda giù tutto,
quella che non si vergogna di riconoscere
che non sa qualcosa o si è sbagliata.

Mi piace la gente che, nell’accettare i suoi errori,
si sforza genuinamente di non ripeterli.

Mi piace la gente capace di criticarmi
costruttivamente e a viso aperto:
questi li chiamo “i miei amici”.

Mi piace la gente fedele e caparbia,
che non si scoraggia quando si tratta
di perseguire traguardi e idee.

Mi piace la gente che lavora per dei risultati.

Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
giacché per il solo fatto di averla al mio fianco
mi considero ben ricompensato.

*****

La gente que me gusta
di Mario Benedetti,
(Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia) 

poeta, saggista, scrittore e drammaturgo uruguaiano

(Paso de los Toros, 14 settembre 1920 – Montevideo, 17 maggio 2009)

 

Sorella Acqua

22 Mar

“Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”. Dal Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi, 1224 

******

Oggi, 22 marzo, è la “Giornata mondiale dell’acqua“. L’acqua è, insieme all’aria,  il bene più prezioso di cui disponiamo. Eppure l’uomo insulta la Natura che gli dà entrambi, sprecando e avvelenando la prima e inquinando la seconda.

Strano popolo noi italiani. Il referendum del 2011 sulla privatizzazione dell’acqua registrò il 95% dei consensi contrari. Eppure oggi la nostra rete idrica disperde il 42% dell’acqua fornita contro il 15% registrato in media in Europa, mentre ci sono ancora paesi del Sud dove l’acqua corrente è una chimera. Dal Venerdì di Repubblica apprendo che consumiamo ogni anno 160 metri cubi di acqua a testa, contro i 90 della Germania e i 60 della Germania. Però ne beviamo poca: siamo i primi consumatori in Europa (e secondi nel mondo) per consumo di acqua minerale in bottiglia (di plastica) con 118 litri a testa, il 60% in più rispetto alla media europea. Misteri d’Italia.
Chissà se la crisi che ci attende ci insegnerà qualcosa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cronache liete in tempi di COVID-19

9 Mar

C’è bisogno di buone notizie, qualcosa che distragga dalla tetraggine del momento, dall’incessante irrompere dei media nel nostro quotidiano.
Ecco perché vi posto questo cartello che ho trovato nel bar che frequento abitualmente la mattina, il Delfo bar di piazza dei Giochi delfici.

Il titolare, Gianni, dopo aver diligentemente riportato le direttive sanitarie a cui tutti devono attenersi, ha aggiunto qualcosa di suo: un pensiero affettuoso e beneaugurante per i clienti.

I romani son fatti così.

dav_vivi

Le Sardine da Amici

28 Feb

 

Qualcosa di inatteso stasera. Che però – forse senza saperlo – aspettavamo da tanto tempo. Per alcuni da una vita.

Cliccare sul link per il video.

Le sardine ad Amici 2020 parlano della bellezza che può salvare il mondo | Video Witty Tv

 

Un Preside da prendere a modello

28 Feb

A seguito dei noti provvedimenti presi per fronteggiare l’espansione del coronavirus, anche il liceo scientifico Alessandro Volta di Milano ha chiuso i battenti e sospeso le lezioni.
Data la straordinaria emergenza, il Preside Domenico Squillace  (nel gergo burocratico “dirigente scolastico”)  ha sentito la necessità di rivolgersi ai suoi studenti e ha scritto loro una memorabile e nobile lettera che ripropongo qui sotto.

AGLI STUDENTI DEL VOLTA

“La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia…..”

Le parole appena citate sono quelle che aprono il capitolo 31 dei Promessi sposi, capitolo che insieme al successivo è interamente dedicato all’epidemia di peste che si abbatté su Milano nel 1630. Si tratta di un testo illuminante e di straordinaria modernità che vi consiglio di leggere con attenzione, specie in questi giorni così confusi. Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria…. In quelle pagine vi imbatterete fra l’altro in nomi che sicuramente conoscete frequentando le strade intorno al nostro Liceo che, non dimentichiamolo, sorge al centro di quello che era il lazzaretto di Milano: Ludovico Settala, Alessandro Tadino, Felice Casati per citarne alcuni. Insomma più che dal romanzo del Manzoni quelle parole sembrano sbucate fuori dalle pagine di un giornale di oggi.

Cari ragazzi, niente di nuovo sotto il sole, mi verrebbe da dire, eppure la scuola chiusa mi impone di parlare. La nostra è una di quelle istituzioni che con i suoi ritmi ed i suoi riti segna lo scorrere del tempo e l’ordinato svolgersi del vivere civile, non a caso la chiusura forzata delle scuole è qualcosa cui le autorità ricorrono in casi rari e veramente eccezionali. Non sta a me valutare l’opportunità del provvedimento, non sono un esperto né fingo di esserlo, rispetto e mi fido delle autorità e ne osservo scrupolosamente le indicazioni, quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo, di continuare – con le dovute precauzioni – a fare una vita normale. Approfittate di queste giornate per fare delle passeggiate, per leggere un buon libro, non c’è alcun motivo – se state bene – di restare chiusi in casa. Non c’è alcun motivo per prendere d’assalto i supermercati e le farmacie, le mascherine lasciatele a chi è malato, servono solo a loro. La velocità con cui una malattia può spostarsi da un capo all’altro del mondo è figlia del nostro tempo, non esistono muri che le possano fermare, secoli fa si spostavano ugualmente, solo un po’ più lentamente. Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile. L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore. Rispetto alle epidemie del XIV e del XVII secolo noi abbiamo dalla nostra parte la medicina moderna, non è poco credetemi, i suoi progressi, le sue certezze, usiamo il pensiero razionale di cui è figlia per preservare il bene più prezioso che possediamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità. Se non riusciremo a farlo la peste avrà vinto davvero.

Vi aspetto presto a scuola.
Domenico Squillace

 

Giancarlo Caselli, la prescrizione e i cretini

27 Feb

Riporto qui sotto, traendolo da Il Fatto quotidiano del 27 febbraio, un articolo sulla prescrizione del grande magistrato Giancarlo Caselli.
Non ho bisogno di fare commenti.

*****

Prescrizione, tutti cretini pure nell’Ue?

Chiunque abbia osato sostenere la legge (entrata in vigore il primo gennaio di quest’anno) che ha finalmente stabilito che anche nel nostro ordinamento la prescrizione, invece di essere infinita, deve a un certo punto interrompersi, ha “assaggiato” – in un modo o nell’altro – un orgiastico sabba di insulti, dileggi, imprecazioni, scomuniche, anatemi e previsioni catastrofiche che è andato oltre i confini del buon senso. In particolare a opera di coloro che hanno appioppato a chi fosse di contrario avviso etichette infamanti come manettaro o forcaiolo, oltre a quella piuttosto consunta di giustizialista. Con il sostegno di quanti, fregandosene dei profili tecnici della questione, ne han fatto un cavallo di Troia tutto politico per scardinare le opposte fazioni.

Per fortuna, decibel e toni da stadio dovrebbero decisamente calare a fronte del “Rapporto sull’Italia” approvato ieri dalla Commissione europea. Dove si legge che la riforma della prescrizione (in Italia riforma Bonafede) è “benvenuta”. Anche perché “in linea con una raccomandazione specifica” al nostro Paese che l’Europa aveva formulato da tempo. Parole chiare e univoche, che sarà persino opportuno comunicare con qualche cautela – per evitare un eccessivo sbigottimento – a chi aveva parlato di bomba atomica (qui il “paziente zero” è ben conosciuto…), vergogna per lo Stato di diritto, barbarie e via salmodiando. Tanto più che la Commissione europea esprime un giudizio positivo – con qualche riserva – pure sulla legge “spazza-corrotti” (anch’essa targata “Bonafede”) e in generale sulla lotta alla corruzione, “che sta migliorando”. Nello stesso tempo la Commissione – che così ci guadagna in affidabilità – non fa sconti: sia sul piano civile (il contenzioso viene giudicato troppo lungo, tale da “allontanare gli imprenditori e gli investimenti stranieri”); sia su quello penale, dove è “necessaria una riforma” con misure capaci di aumentare l’efficienza del processo, soprattutto nel grado d’appello. Misure che il “Rapporto” esemplifica parlando di: revisione delle notifiche; ampliamento delle procedure semplificate; limitazione della possibilità di fare appello; introduzione del giudice unico nel secondo grado; ricorso più ampio agli strumenti elettronici; semplificazione delle regole sulle prove. Direttive che, in percentuale ragguardevole, collimano con le linee guida del “disegno di legge recante deleghe al governo per l’efficienza del processo penale”.

Dunque, di nuovo un brutto rospo da digerire per certe cassandre italiche, salvo ipotizzare un “concorso esterno” dell’Europa col nostro Guardasigilli… Verso il quale, del resto, il “Rapporto” esprime critiche anche sul versante penale, là dove – suggerendo di monitorarne attentamente l’impatto – mostra in sostanza di non apprezzare l’introduzione di sanzioni disciplinari per i giudici che non rispettino i tempi fissati per le varie fasi del processo. Per concludere con una provocazione, si può sperare che siano irreversibilmente tramontati in Italia (con la “spazza-corrotti” e la riforma della prescrizione, grazie anche all’apprezzamento europeo) i tempi di Francesco Crispi secondo il racconto di Sebastiano Vassalli nel romanzo L’italiano.

Rievocando lo scandalo del Banco di Napoli e l’interrogatorio del Giudice istruttore di Bologna Alfredo Balestri, Vassalli attribuisce a Crispi questi pensieri: forte della certezza che il denaro è il motore del mondo, egli reagì pensando che “quell’ometto sussiegoso che gli stava davanti e pretendeva da lui che gli rendesse conto di ogni singola operazione di banca e di ogni prestanome, era soltanto un cretino”. Un cretino perché si illudeva che “la politica interna ed estera in una nazione moderna potesse farsi senza quattrini e senza infamia, soltanto con l’onestà. Ci voleva ben altro: la mafia, la massoneria, i brogli elettorali, la corruzione”. Ecco, di “cretini” così, di persone che non ci stanno a convivere né con la mafia né con la corruzione, c’è ancora bisogno oggi. Tanto bisogno. Le leggi di cui abbiamo parlato danno una mano a chi vuol essere sempre più… “cretino”.

Perciò diciamo, come l’Europa, benvenute! A rischio di urtare la suscettibilità di quei sedicenti garantisti che col garantismo vero ci litigano, perché preferiscono di gran lunga quello tarocco. Cioè il garantismo “strumentale”, diretto a disarmare la magistratura di fronte al potere di chi può e conta; oppure “selettivo”, disposto a graduare le regole a seconda dello status sociale dell’interessato di turno. Dimenticando che il garantismo doc, o è veicolo di uguaglianza (e non di sopraffazione e privilegio), o semplicemente non è.

 

 

 

 

Mattia Santori e le Iene

21 Feb

Dopo aver visto questa intervista delle Iene a Mattia Sartori mi è venuto da chiedermi se esista oggi in Italia un politico che avrebbe risposto allo stesso modo, cioè con la stessa sincerità e lo stesso approccio empatico. E siccome la risposta è ovviamente negativa, ne sarebbe derivato che Mattia non è un politico. 

Ma sarebbe stato un errore. Perché invece esiste una politica, quella che Mattia e le centinaia di migliaia che hanno affollato le piazze (e le altre che avrebbero voluto farlo ma non hanno potuto) invocano da tempo. Una politica che in modo semplice, educato, anche elementare, affronta, prende in esame e analizza questioni che da tempo affliggono il nostro Paese. Una politica che vede le cose dal punto di vista del cittadino e non dalla poltrona di comando, che chiede risposte con cortesia ma allo stesso tempo con fermezza (e anche con un sorriso), che propone con cognizione di causa, che fa prendere coscienza dei propri doveri – prima ancora dei diritti – agli italiani.

Non so dire – non lo sanno neanche loro, i quattro di Bologna, che lo confessano con candore – dove ci porterà questo sentimento che sta dilagando in tutta Italia. Per il momento mi basta sapere che le Sardine sono oggi IL modo per sentirsi orgogliosamente cittadini consapevoli e responsabili. 

 

 

Nèmesi

27 Gen

Chi la fa l’aspetti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 2020

31 Dic

Una mia cara amica di rara sensibilità mi ha inviato questo bellissimo messaggio di Mirta Medici, una psicologa argentina, che voglio condividere con tutti.

“Non vi auguro un anno meraviglioso in cui tutto è buono: questo è un pensiero magico, infantile, utopico”. Vi auguro di avere il coraggio di guardarvi e di amarvi così come siete. Che abbiate abbastanza autostima per combattere molte battaglie, e l’umiltà di sapere che ci sono battaglie impossibili da vincere che non vale la pena di combattere. Vorrei che poteste accettare che ci sono realtà immutabili, e che ce ne sono altre, che se uscite dal ruolo del reclamo, potete cambiare. Che non vi permettiate il “non posso” e che riconosciate i “non voglio”.
Vi auguro di ascoltare la vostra verità, e di dirla, con la piena consapevolezza che è solo la vostra verità, non quella dell’altro.
Che ci si esponga a ciò che si teme, perché è l’unico modo per superare la paura.
Che si impari a tollerare i “punti neri” dell’altro, perché anche tu hai i tuoi, e questo annulla la possibilità di rivendicare.
Non condannarti per aver commesso errori, non sei onnipotente.
Non mi auguro che il 2020 vi porti la felicità.
Vi auguro di essere felici, qualunque sia la realtà che state vivendo.
La felicità è la via, non l’obiettivo…

Buon 2020 e buona vita.

Questo è l’augurio di un mio amico, Furio Ortenzi, un creativo di grande talento, Suo è anche il messaggio che segue.
Un volto nero, un volto bianco. Simbolo di tutte le razze e di tutte le diversità. Guardiamo al futuro sorridendo, insieme.
Il sorriso è una barca che fugge dalla guerra e dalle miserie della propria terra.
Il sorriso è una barca che salva vite di sabbia e di mare. E non importa da dove vengano e dove vanno.
Buon 2020!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Gli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti. E dunque, è giusto citare i giganti.

Invece Sempre

(Ovvero Federica e basta)

ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO

(Cit. del Generale Aung San, leader della indipendenza birmana)

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