Saper guardare al futuro di Roma: ROMA 20-25

23 Giu

 Cinque anni fa, nel gennaio 2016, si tenne al MAXXI di Roma una bellissima mostra dal titolo significativo: ROMA 20-25 – Nuovi cicli di vita per la metropoli.

Era nata dalla sentita esigenza di guardare finalmente al futuro della città, immaginare i modelli cui ispirarsi per indirizzare lo sviluppo della Capitale nei successivi dieci anni, Un appuntamento che sarebbe poi culminato in un evento vitale e impegnativo per la città come il Giubileo del 2025.

Nella mostra vennero esposti i progetti di 25 università italiane e straniere. Una mappa estesa dell’area metropolitana di Roma di 50 km. di lato era stata divisa  secondo una griglia ideale in 25 quadrati, con al centro la pianta rettangolare del Palatino:  ognuno era poi stato affidato ad una delle università partecipanti perché  elaborasse un progetto  con l’attenzione a studiare il tessuto economico e sociale dell’area per non calare dall’alto soluzioni astratte ma proposte rispettose della storia e del carattere del luogo e dei suoi abitanti.
L’intera  iniziativa era stata pensata e realizzata dall’Assessorato alla Trasformazione urbana, retto allora dal prof. Giovanni Caudo, docente di Urbanistica all’Università di Roma Tre (oggi Presidente del III Municipio), che così commentò la presentazione:  

Il workshop Roma20-25 è un’occasione per riflettere sui fenomeni di metropolizzazione che non interessano la sola città di Roma. Può diventare un luogo privilegiato di produzione di nuovi sguardi, con cui interpretare e progettare i territori contemporanei. ROMA 20-25, laboratorio di ricerca e progettazione, potrà riconoscere e portare all’attenzione degli amministratori di questa città fenomeni, dinamiche e realtà che spesso rimangono sottotraccia, nella permanenza di un cronico ritardo da parte di chi gestisce la città nel rilevare potenzialità ed elementi di interesse o innovazione nei territori che si trova a governare

La manutenzione stradale, la rigenerazione di edifici o le nuove costruzioni, la cura del verde, sono tutti interventi immediatamente percepiti dai cittadini che vivono in un territorio come segnali di buona amministrazione. E, se fatti bene e nel rispetto delle regole, lo sono. Ma non sono gli interventi isolati quelli che disegnano il futuro della città. La crescita di Roma guidata per tanti anni  dagli interessi dei costruttori ha portato ad una espansione incontrollata, alla costruzione di interi quartieri dormitorio senza un piano sui trasporti, al degrado di ampie zone centrali.

Elaborare una visione del futuro, con lo sguardo sollevato dalla gestione delle quotidiane emergenze, è quello che deve fare chi governa una città: progetti di ampio respiro che guardino alla vivibilità nel tempo, alla rigenerazione degli edifici dismessi, che mettano un freno al consumo di suolo. Roma ha assoluto bisogno di qualcuno che abbia una nuova visione e le capacità per realizzarla.

Una Risposta to “Saper guardare al futuro di Roma: ROMA 20-25”

  1. ferraguida 23/06/2020 a 5:18 pm #

    Giusto. E chi potrebbe essere questo qualcuno? Le altre forze politiche stanno già facendo dei nomi. E la sinistra?Mi sa che deve darsi UNA SMOSSA, E PRESTO.

    Prova tu a buttare là qualche nome.

    Cioa,

    Guido

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