Archivio | novembre, 2015

Le cazzate di Orfini

27 Nov

Doveva essere piuttosto nervoso al circolo Esquilino il commissario Orfini, per uscirsene definendo “cazzate” le appassionate discussioni dei militanti e degli elettori del Pd che si susseguono sui social network. Che poi sono le stesse discussioni che ogni giorno si replicano nei circoli, purtroppo sempre più deserti, ma che in questo caso non sono (o non sono ancora) “cazzate”, vai a capire perché.
Orfini Esquilino
Certo che più dell’espressione usata – ancorché sgradevole – impressiona il concetto che ha espresso: “C’è un altro elemento che voi mi avete posto: quella decisione [cioé la deposizione di Marino] dovevamo prenderla insieme. No! Perché questo è il racconto di una fisiologia democratica di un partito, ma noi non siamo in una situazione fisiologica, perché questa comunità, spiaccia o no, è una comunità commissariata perché non è in grado di decidere da sola.”

Spiaccia o no, nel Pd romano non si può quindi discutere democraticamente. Non è consentito mettere a confronto le opinioni sulla decisione calata dall’alto di deporre un sindaco eletto a grande maggioranza (fatto di per sé gravissimo e antidemocratico). Militanti ed elettori romani di democratico nel partito hanno solo l’etichetta, non l’ideale e tanto meno la pratica quotidiana, sia chiaro, che si sono messi in testa?

Osservo sommessamente che questa comunità è sì commissariata, ma non siamo a Stalingrado dove il commissario dei Soviet aveva poteri assoluti. Questa comunità è commissariata perché dalla sua origine ad oggi, sotto gli occhi e con la tolleranza dei suoi dirigenti, è stato consentito di tutto: sono stati accolti transfughi abituali, specialisti del cambio di bandiera, portatori di voti non meglio identificati, sono stati promossi al Senato consiglieri regionali maestri del consociativismo con la Polverini, sono assurti alla Camera modesti funzionari di partito senza altra esperienza e mediocri consiglieri municipali che cenavano allegramente con Alemanno, sarebbero stati accolti con tutti gli onori pure il Gabibbo e il mostro di Milwaukee, se solo avesse garantito voti e qualcos’altro.

Questa comunità è stata commissariata per le cazzate dei suoi dirigenti. E che sia stato nominato suo commissario uno di loro si è dimostrata un’altra grandiosa e luminosa cazzata. 

 

http://video.repubblica.it/edizione/roma/roma-orfini-striglia-i-militanti-pd-basta-discutere-di-cazzate-sui-social/220060/219260

 

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La burocradiozia colpisce anche Selinunte

25 Nov

Leggetevi questo articolo di Sergio Rizzo sul Corriere e ditemi voi se l’Italia può andare avanti così, in mano a burocrati miopi, pavidi, incapaci. Quando non peggio.

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Sous le ciel de Paris

21 Nov

L’espoir fleurit.

 

 

Sous le ciel de Paris

sous le ciel de Paris
s’envole une chanson
elle est née d’aujourd’hui
dans le cœur d’un garçon
sous le ciel de paris
marchent des amoureux
leur bonheur se construit
sur un air fait pour eux

sous le Pont de Bercy
un philosophe assis
deux musiciens quelques badauds
puis les gens par milliers
sous le ciel de paris
jusqu’au soir vont chanter
l’hymne d’un peuple épris
de sa vieille cité

près de Notre Dame
parfois couve un drame
oui mais à Paname
tout peut s’arranger
quelques rayons
du ciel d’été
l’accordéon
d’un marinier
l’espoir fleurit
au ciel de Paris

sous le ciel de Paris
coule un fleuve joyeux
il endort dans la nuit
les clochards et les gueux
sous le ciel de paris
les oiseaux du bon Dieu
viennent du monde entier
pour bavarder entre eux

et le ciel de Paris
a son secret pour lui
depuis vingt siècles il est épris
de notre ile Saint Louis
quand elle lui sourit
il met son habit bleu
quand il pleut sur paris
c’est qu’il est malheureux
quand il est trop jaloux
de ses millions d’amants
il fait gronder sur nous
son tonnerr’ éclatant
mais le ciel de paris
n’est pas longtemps cruel
pour se fair’ pardonner
il offre un arc en ciel.

Sotto il cielo di Parigi

Sotto il cielo di Parigi
una canzone vola
è nata oggi
nel cuore di un ragazzo
sotto il cielo di Parigi
camminano gli innamorati
la loro felicità costruita
su una melodia fatta solo per loro

Sotto il ponte di Bercy
un filofoso è seduto
due musicisti, qualche spettatore
poi la gente a migliaia
sotto il cielo di Parigi
canterà fino alla sera
l’inno delle persone innamorate
della loro vecchia città.

Vicino a Notre Dame
forse cova un dramma
si ma a Parigi
tutto s’aggiusta
qualche raggio
del cielo d’estate
la fisarmonica
di un marinaio
la speranza fiorisce
nel cielo di Parigi.

Sotto il cielo di Parigi
scorre un fiume gioioso
che culla nella notte
i vagabondi e i mendicanti
sotto il cielo di Parigi
gli uccelli del buon Dio
vengono da tutto il mondo
per chiacchierare tra di loro

E il cielo di Parigi
ha il suo segreto
per venti secoli è stato innamorato
della nostra isola di Saint- Louis
quando lei gli sorride
lui indossa il suo abito blu
quando piove su Parigi
è perchè lui è triste
quando è geloso
dei suoi milioni di amanti
lui scatena su di noi
il rombo dei suoi tuoni
ma il cielo di Parigi
non è crudele a lungo
così per farsi perdonare
offre un arcobaleno.

 

Parigi, o cara

14 Nov

Non credo che andrò a dormire stanotte. Col cuore e con la mente sono lì a Parigi coi nostri amici francesi, condividendo il loro dolore. E abbraccio idealmente Benjamin, un ostaggio nel Bataclan, che ci racconta in diretta la sua angoscia.
BATACLAN

Com’è triste Roma

13 Nov

Mi sento abbandonato. Mi pare di vivere in una situazione irreale, manco fossi in un’altra dimensione. E’ una sensazione alienante aprire il giornale, ascoltare la radio, guardare i tg e scoprire improvvisamente che a Roma non ci sono più cassonetti che traboccano di immondizia, niente più buche nelle strade, niente scioperi della metro, niente bus e tram fermi nei depositi o vigili assenti.  Non si parla più di scontrini, di costose bottiglie di vino, di inviti di cardinali o del papa, di pande rosse o viaggi negli USA. Roma non pare più lei.
Improvvisamente le cronache dei quotidiani locali, Repubblica in testa, appaiono spente e vuote, banali, monotone.
Direte: beh, finalmente una settimana di quiete. Macchè, ‘na tristezza.

I Fori Imperiali con l'illuminazione di Vittorio Storaro voluta dal sindaco Marino. (ANSA/ANGELO  CARCONI)

I Fori Imperiali con l’illuminazione di Vittorio Storaro voluta dal sindaco Marino. (ANSA/ANGELO CARCONI)

 

 

L’orcaferone e il Ponte sullo Stretto spiegati a Matteo Renzi

7 Nov

Un pezzo straordinariamente bello. Passione, dignità, coraggio: una gran donna. Grazie, Anna.

manginobrioches

codaCaro Matteo Renzi,

ti scrivo guardando, dal mio balcone, proprio il punto esatto in cui dovrebbe sorgere il Ponte. E’ lì all’imboccatura, nel punto più stretto dello Stretto, dove i piloni gemelli si fronteggiano e sembrano curvarsi – c’è questa continua illusione ottica, nella luce pesante del Sud – come in un inchino reciproco. La costa illuminata conduce a quel punto cieco e buio, dove le correnti s’incapricciano, i garofali girano, la rema sale e scende e l’orcaferone – brutta bestia scodata – si nasconde dappertutto. In questi quarant’anni e passa s’ è nascosto anche dietro le parole, dietro un sacco di carte bollate, di delibere e ddl e progetti. E un mucchio di discorsi e manifestini elettorali. Ma l’orcaferone ha un bel nascondersi: il suo tanfo lo rivela al mondo.

Sai di cosa odora l’orcaferone? Di acquedotti bucati, di colline franose, di argini cementati…

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Roma: l’errore che non dobbiamo fare.

4 Nov

Ecco cosa volevo dire, ma non mi venivano le parole. Grazie di cuore a Cristiana Alicata.

NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

Ho letto l’analisi su Roma che Lorenza Bonaccorsi ha scritto per l’Unità e penso una cosa: facciamo un errore se l’analisi su Roma e il suo disastro lo liquidiamo dando tutte le colpe ad Alemanno e poi diciamo che l’esperienza Marino non è stata in grado di gestirne i danni.

Non posso essere d’accordo. Siamo sicuri che la macchina amministrativa che non funziona sia cominciata con Alemanno? Che Ama e Atac prima di Alemanno erano aziende virtuose? E come si interviene in aziende così grandi se non con una ristrutturazione profonda, ma lenta, che almeno in Ama per esempio era ed è cominciata? Chi dice che non avere affrontato prima il tema di Malagrotta non abbia comportato esattamente ciò che poi è successo: difficoltà a far ripartire a Roma un ciclo virtuoso dei rifiuti?

O che i vigili urbani o la macchina amministrativa non abbiano dei limiti da più…

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