Tag Archives: Grillo

La migliore risposta al delirio di Grillo sulla mafia

27 Ott

“La mafia aveva una sua morale”. Questa frase delirante di Grillo mi ha letteralmente fulminato e l’indignazione mi ha travolto. Avrei voluto subito rispondergli ma ero così furioso che non riuscivo a coniugare i concetti. Poi mi è capitato questo post di un amico e l’ho trovato così coinvolgente, così bello, vero e giusto che non ho potuto fare a meno di riportarlo integralmente qui. Grazie Sasha.

Di Simone Sasha Alliva

Io sono calabrese. Calabrese è la mia formazione e la mia cultura. Una cultura orgogliosa e alta, che non ha nulla a che vedere con gli stereotipi dell’ignoranza da lupara e coppola. Sentire Beppe Grillo dal palco dello “Sfiducia Day”, allestito davanti al Parlamento regionale siciliano, dire cose come: “”La Mafia prima aveva una sua morale, non scioglieva i bambini nell’acido”, mi fa arrabbiare, mi offende e mi disgusta. Da calabrese onesto e da persona che con quella che in Sicilia chiamano “mafia”, in Calabria chiamiamo “‘ndragheta”, a Napoli “camorra”, ci ha convissuto gomito a gomito per ventisei anni. La prima volta che conobbi “la morale” mafiosa era il 1997, avevo nove anni, era notte fonda e mi svegliarono quattro scariche di pistola. Poi le urla. Il caos in casa. La polizia, la scientifica, un lenzuolo bianco. Era “la morale mafiosa” che puniva una donna per una questione considerata “disonorevole”.

Ci convivevo con “la morale della mafia” e ci giocavo il pomeriggio ad esempio. Ricordo che il mio compagno di giochi non aveva più il padre. Un uomo che ricordo, alto, massiccio e sempre con la divisa da carabiniere. Lo massacrarono durante la festa del paese, approfittando dello spettacolo pirotecnico con dieci colpi di pistola. Aveva svolto varie indagini su traffici illeciti e sui numerosi sequestri di persona, contribuendo ad assicurare alla giustizia diversi esponenti della ‘ndrangheta.

Ricordo “la morale della mafia” a scuola, in ospedale, per strada, al bar e nelle redazioni dei quotidiani locali. Ha accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza, quella mia come quella di chiunque sia nato e cresciuto al sud.

Dire che la mafia “aveva una sua morale” che è tutta colpa della finanza, dell’economia, della politica dei politici, non offende solo i massacrati per mano dalla mafia negli ultimi sessant’anni. Offende le loro famiglie, i loro figli, i nostri principii, i nostri valori, e la già vacillante dignità del nostro stesso paese. In più corrompe i giovani, li tradisce, gli impedisce di ragionare. Inganna i bambini, li confonde, prepara una generazione di imbecilli.

Dedicato a Borghezio, Grillo e a tutti quelli come loro

4 Set

Lettera a un amico in buona fede.

25 Mag

Caro amico mio,
non so se sia stato voluto oppure l’inconscio, ma nei tuoi non pochi riferimenti agli aspetti senza dubbio negativi dell’operato del Pd ho letto come un tentativo di distrarre l’opinione di chi ti segue, ti legge, ti ascolta, dal fatto inequivocabile che ha caratterizzato tutta la campagna elettorale dei 5 stelle (che invece tu voterai). Un aspetto nient’affatto trascurabile che ha ancora rafforzato – se possibile – la mia convinzione circa tutto il movimento e il suo leader: qualcosa che poteva davvero dare un contributo alla rinascita ideale del nostro Paese e che è invece fallito miseramente. Fin dal giorno che han messo piede in Parlamento i “rappresentanti del popolo” non hanno perso occasione per fare il contrario di quello che dovevano fare: invece di sostenere sacrosante battaglie e contribuire allo sviluppo di una nuova e sana coscienza nazionale, invece di condividere le pur rare occasioni di una lotta comune su temi anche a loro cari,  si sono schierati contro, sempre. Contro tutto e tutti, ottusi e ciechi.

Non diversamente Grillo si è comportato in questa occasione. Queste elezioni rappresentano una possibilità (una) per l’Europa di affrancarsi dai giochi di potere che l’hanno soggiogata finora. Una sinistra forte nel Parlamento europeo può confrontarsi finalmente con chi vuol mantenere lo statu quo per non iniziare il cammino che dovrebbe portare alla realizzazione del progetto che Spinelli vagheggiò nel suo confino di Ventotene, sessant’anni fa: gli Stati Uniti d’Europa. Una Federazione di stati con una Costituzione e un Parlamento in grado di legiferare sui grandi temi, dalla sanità alla sicurezza, dall’immigrazione alla corruzione. Questa Europa, e non altre, potrebbe trascinare la nostra recalcitrante Italia nel novero delle nazione civili e nel XXI secolo. In questa Europa i meschini e personali interessi di quelle (non poche purtroppo) squallide figure che si affollano nella politica italiana non troverebbero posto, il lavoro non sarebbe un miraggio, la giustizia sarebbe celere e certa, i deboli e gli ultimi avrebbero riconosciuti i loro diritti, i doveri di ognuno e il rispetto per l’altro sarebbero dogmi. Di converso, ostacolare o ritardare il processo evolutivo dell’Europa rende un favore inestimabile a chi questo non fa comodo.

Ma a “questa” nuova Europa il rabbioso e livido eloquio del leader stellato non ha fatto cenno. Impegnato a insultare, evocare fantasmi e terrore, aizzare la rabbia popolare, ha giocato tutta la sua partita sul piano nazionale, dirigendosi verso un confronto meramente locale. Per fare un rapporto, si è comportato come uno che si candidi al Parlamento ma berci sgangheratamente nei vicoli del quartiere lamentandosi delle buche nelle strade. Non è stata una delusione, me l’aspettavo. E’ invece una amara delusione constatare che persone intelligenti, con una solida cultura, che stimo, si siano lasciate trascinare e coinvolgere in questa insulsa polemica fino a farne quasi un credo personale. A Bruxelles il Movimento  si batterà contro l’euro: ma ha una pallida idea di cosa voglia dire? E’ tutta qui la sua missione? E davvero crede che così potrà portare benefici alla nostra disastrata Italia?

Sai, amico mio, qual è il paradosso? Il paradosso è che Grillo non poteva far di meglio per cominciare la sua autodemolizione. Questo è stato il suo errore fatale. Quando nei prossimi mesi gli elettori del Movimento, passata la sbornia adrenalinica delle elezioni, dovranno nuovamente confrontarsi coi loro quotidiani problemi ragioneranno con maggior freddezza e verrà nuovamente a galla la domanda fatidica: è davvero così che possiamo aiutare l’Italia? E il re sarà nudo.

 

Dedicato a chi vota Grillo.

23 Mag

 

 

 

p.s. Resta il fatto che Makkox è IL GENIO.

Contro la svolta autoritaria

30 Mar

“Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone.”

In verità il titolo dell’appello di Libertà e Giustizia dice “Verso una svolta autoritaria”. Ma io temo che la ‘svolta’ ci sia già stata, non sia affatto ‘buona’ e non rimanga che opporvisi con tutte le nostre  forze. Il disegno è chiaro: una sola Camera a legiferare, lo stravolgimento della Costituzione e l’accordo con la peggiore destra che questo Paese abbia mai visto rappresentano i punti cardine del progetto di Renzi per raccogliere il massimo di potere mai racchiuso nelle mani di un solo uomo nella storia della nostra Repubblica. Non penso di esagerare dichiarando che si tratta dell’equivalente di uno strisciante e silenzioso colpo di stato.

Qui non sono in discussione i singoli programmi e le relative scadenze che il Presidente del Consiglio ha finora annunciato (anche se non sono pochi gli impegni non mantenuti: il sito di Valigia Blu ne tiene un preciso count down): la questione vitale è che sta prendendo forma il piano che fu di Berlusconi e non ne cambia l’aspetto il fatto che sia il Pd di Renzi a condurlo a compimento. Al contrario, lo aggrava perchè induce chi, in buona fede, ha sostenuto il presidente del Consiglio a credere tutt’altro.

Ecco perchè insieme ad altre migliaia di cittadini ho sottoscritto l’appello e che a queste firme si sia aggiunta oggi quella di Grillo non mi induce a cambiare idea. Al contrario, non posso che valutarla – per la prima volta – come una sua positiva anche se tardiva presa di coscienza. Alla quale auspico si aggiungano quella di tanti altri italiani, tra cui per primo chi ricopre la massima carica dello Stato.
—————
>>>
Per sottoscrivere l’appello, seguire questo link:
http://www.libertaegiustizia.it/2014/03/27/verso-la-svolta-autoritaria/

 

 

Domanda: i partiti si meritano Grillo?

3 Feb

Risposta senza esitazioni: “sì, purtroppo”. E lo affermo con tutto il possibile disagio di un elettore di sinistra che aspetta da troppi anni una sinistra che dia una virata decisa alla politica restituendole la dignità che merita, che rianimi il Parlamento perché torni a fare leggi giuste e necessarie, che conduca una lotta senza quartiere alla corruzione (tanto per parlare delle prime cose che mi vengono in mente).LUCCHETTO maxi

 Invece vedo sempre lo stesso scadente scenario di interessi particolari, mai volti a quello comune: dalla nuova legge elettorale ai consiglieri regionali che si aumentano il vitalizio alla vigilia dell’uscita, dagli avidi boiardi di stato che assommano emolumenti stellari ed incarichi (in funzione dei primi, non di meriti o capacità) a ministri che ignorano la vergogna e restano impassibili al proprio posto (senza prendere esempio dalla Idem, crocifissa per una tassa non pagata in buona fede). Potrei andare avanti e sono certo che qualcuno dei sette-otto lettori che hanno la bontà di seguirmi potrebbero aggiungere altrettante evidenze se non di più.

 E’ in questa brodaglia di coltura che nasce e prospera il bacillo del grillismo: la protesta fine a sé stessa, urlata, nichilista e, quel che è peggio, impreparata a gestire il potere che ha conquistato. Ma cosa hanno fatto in questi mesi i partiti, tutti, per ridurre o almeno contenere l’impatto del 5 Stelle in Parlamento e soprattutto nell’opinione pubblica? Un’analisi lucida e precisa che mi trova molto d’accordo è di Arianna Ciccone: Secondo questa percezione non è affatto democratico, per fare un esempio, il favore (per alcuni addirittura regalo) fatto alle banche, non è affatto democratico l’uso (mai visto fino ad ora) della ghigliottina, non è affatto democratica una legge con la soglia al 37% per accedere al premio di maggioranza, con la soglia dell’8% per i partiti non coalizzati, con le liste bloccate e le candidature multiple. Non è affatto democratico un accordo sulle regole fondamentali del gioco democratico con un condannato in via definitiva. È possibile che questa irresponsabilità di Grillo la pagherà il Movimento in termini di voti e di consenso (lo vedremo presto alle prossime elezioni europee). Ma se non accadrà a mio sempre modestissimo avviso sarà anche responsabilità di chi non ha saputo registrare a livello giornalistico l’altra narrazione e a livello politico non sarà riuscito a costruire una visione, una offerta politica tale da creare consenso intorno a un altro modo di gestire dissenso e conflitto. A partire dalla legge elettorale: in un clima di forte disprezzo verso i partiti, in un clima di profonda distanza fra politici e cittadini davvero era il caso di sacrificare la rappresentanza in nome della governabilità?”

Ad ognuno le proprie responsabilità quindi. La possibilità di cambiare registro e dimostrare che il re è nudo, cioè che dietro Grillo c’è il nulla ideologico, politico, strategico, la politica, i politici ce l’hanno e lo ha ben ribadito Dino Amenduni: “Chiunque pensi che Grillo non sia la soluzione (e sono tantissimi: in Italia ci sono almeno 40 milioni di persone che un anno fa non hanno votato M5S alle elezioni politiche), dovrà cambiare argomenti. E soprattutto, dovrà spendere il grosso delle sue energie nel “proprio” campo, perché l’unico modo per contrastare Grillo è fare autocritica, e prendere decisioni conseguenti. Serve una nuova classe dirigente, con la fedina politica totalmente immacolata. Solo allora, solo così, gli argomenti retorici elencati qui avranno davvero efficacia.”

Ora però viene il difficile. Chi? Perché in assenza della ‘nuova classe dirigente’ ci dovremo tenere quella vecchia o quel che ne resterà, se Grillo dovesse riuscire (la grande beffa) a volgere a suo favore il Porcellinum di Renzi, ma non voglio neppure pensarci. Perché dovrei dare un’altra risposta alla domanda nel titolo: “No. Ce lo siamo meritato noi, gli elettori”.  

Il tempo dell’inutile esasperazione

2 Feb

Il mio amico Claudio Lombardi riflette oggi su quello che appare il sentimento dominante. E temo che abbia ragione: è una strada che può solo portare tutti  noi verso una nera voragine.
————————-

L’esasperazione domina nei toni, nelle parole, nei comportamenti. Viviamo un tempo in cui l’aggressività  si scatena con poco e ognuno si sente in diritto

via L’inutile esasperazione (di Claudio Lombardi).

Legge elettorale: Giachetti vs Letta (per me ha ragione Giachetti)

1 Ott

Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio circa la legge elettorale e la posizione del deputato Pd Roberto Giachetti, quest’ultimo ha pubblicato la risposta sul suo sito e che viene integralmente riportata qui sotto. Risposta che mi trova perfettamente d’accordo: sono ormai sette anni che i partiti rinviano allegramente la sostituzione dell’attuale oscena legge con una degna di questo nome. La mozione di Giachetti andava in questa direzione e pertanto doveva essere sostenuta. Non averlo fatto è stato un errore (blando eufemismo), che sommato al mostruoso progetto di revisione costituzionale ha di fatto costruito un nuovo muro tra politica ed elettori. Cioè noi cittadini.

Caro Enrico non ci siamo.

Foto articolo

Roma, 30-09-2013

Siccome il mio amico Enrico Letta oggi mi chiama direttamente in causa, penso sia doveroso da parte mia uscire dall’amaro riserbo di queste ore e dire poche cose.

Io non so cosa voglia in questo momento Grillo. Ho visto superficialmente la proposta di riforma elettorale del Movimento 5 Stelle e mi sembra forse peggiore del Porcellum. Solo qualche giorno fa lo stesso Grillo ha detto che a questo punto è meglio tornare a votare con l’attuale legge elettorale. Sì, bene, questo è vero. Ma non è tutto. Io penso che in politica, al di là delle dichiarazioni (sono anni che inseguiamo dichiarazioni roboanti sulla volontà di cancellare il Porcellum), delle buone o delle cattive intenzioni, contano i fatti.

Ed i fatti purtroppo parlano chiaro: quando più di quattro mesi fa 100 deputati di quasi tutti i gruppi misero a disposizione del Parlamento la possibilità di passare dalle parole ai fatti, cioè di cancellare il Porcellum, Letta chiese al Pd di votare contro quella mozione, ponendo sostanzialmente una questione di fiducia; il Pd si sottomise a quella richiesta e quella mozione fu votata solo da Sel, dal Movimento 5 stelle, dal deputato PDL Martino e dal sottoscritto. Questi sono i fatti. Avrei tanto voluto che i fatti stessero in altro modo. Oggi non saremmo in queste condizioni ed in questa trappola.

Oggi Enrico, per replicare a Grillo, spiega che il Pd non era contro nel merito ma sul metodo. Mi viene da sorridere: l’accusa sarebbe quella che 4 mesi fa occuparsi di legge di salvaguardia sarebbe stata un’accelerazione impropria visto l’avvio del percorso delle riforme istituzionali. A prescindere da ogni valutazione sul concetto di accelerazione, dopo anni in cui si chiacchiera inutilmente di abolizione del Porcellum, anche in questo caso parlano i fatti. Stoppare quella iniziativa è servito solo a farci trovare nell’attuale situazione d’impasse. Oggi tutti mi spiegano che per cambiare il Porcellum non ci sarebbero i numeri e che quindi si potrà fare solo qualche correzione (legata ai possibili interventi della Corte Costituzionale) e quindi, addirittura, peggiorare l’attuale legge elettorale. Non so se sarà così ma certamente questo ragionamento vale per l’oggi.
Il 28 maggio vi erano le condizioni per farlo e se non lo si è fatto è perché Letta, Franceschini, Finocchiaro vertici del PD non hanno voluto. La conseguenza, temo di non sbagliarmi, è che torneremo a votare con questa legge o con una peggiore senza aver per lo meno garantito quello che tutti gli italiani si attendono: scegliere i propri rappresentanti. Ed i primi responsabili di questo siamo noi. Occorre dirlo.

Un’ultima osservazione. A sentire il Presidente del Consiglio sembrerebbe che al Senato sia imminente l’approvazione di un testo di riforma della legge elettorale su cui vi sarebbe una sorta di largo accordo. Temo che abbia informazioni sbagliate. A due mesi dallo scippo del dibattito da parte del Senato stiamo ancora in alto mare. Anzi nei prossimi giorni ci è stato annunciato che avremo un “pillolario”, cioè una serie di punti su cui verificare convergenze. Ancora lontano appare un testo vero sul quale magari votare. Cioè siamo più o meno al punto di partenza. Una fotografia molto simile a quella che abbiamo visto nello scorcio della precedente legislatura.

Grillo e il suo razzismo clandestino

16 Mag

Leggete questo post di Grillo. Se non avete provato subito un profondo disgusto provate a chiedervi come mai vengano indicate le nazionalità delle persone citate. Provate a domandarvi perché il tono apparentemente neutrale, da  cronaca, vi abbia lasciati indifferenti, se il fatto che appaia del tutto ‘normale’ non nasconda invece qualcosa. A quelli che si sono trovati in questa condizione apparirà allora il mostro del razzismo clandestino, quello peggiore perché non dichiarato, annidato quasi nel subconscio ma pronto ad esplodere appena solleticato dal titolo falsamente innocente dei media.
La morale che un lettore distratto ne trae è che questi immigrati – e in particolare quelli di un colore diverso dal nostro –  sono nella stragrande maggioranza (se non genericamente ‘tutti’) solo dei delinquenti, dei violenti arrivati qui in Italia per campare a sbafo, rovinarci l’esistenza, impegnare le forze dell’ordine, sottrarci risorse altrimenti utilizzabili. E lo fa in modo furbesco,strizzando l’occhio e assolvendo tutti quelli dall’altra parte, polizia, Parlamento, centri di assistenza, istituzioni.
Vale la pena di ricordare a Grillo gli schiavi di Rosarno? Gli edili rumeni morti sul lavoro, quel lavoro rischioso che altri rifiutano? Le centinaia di migliaia di immigrati che lavorano nelle stalle, nelle officine, accanto ai nostri vecchi, guadagnandosi onestamente un boccone di pane, sopravvivendo in dieci in una stanza, inviando i miseri risparmi in patria per sostenere le famiglie da cui sono lontani da anni? Temo di no. Preferisco quindi lasciare lui e quelli come lui insieme ai Borghezio d’Italia, nella loro condizione di irrecuperabili e miserabili razzisti, una minoranza di scampati al XIX secolo.
L’Italia e gli italiani, per fortuna, sono ben più avanti.

un filo rosso

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

ParteCivile

marziani in movimento

Uguali Amori

Considering the situation, I am reasonably self-possessed

A Roma Si Cambia!

Culture e Competenze per l'Innovazione

nandocan magazine 1

note e proposte di un giornalista

Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro...

PD MARCONI ROMA11 (ex15)

gli indomabili di Marconi. Zero sconti.

Nel mio mestiere o arte scontrosa

Questo è un blog nonviolento: se non siete d'accordo con i contenuti per favore menatevi da soli

manginobrioches

Il cuore ha più stanze d'un casino

Testi pensanti

Gli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti. E dunque, è giusto citare i giganti.

Invece Sempre

(Ovvero Federica e basta)

ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO

(Cit. del Generale Aung San, leader della indipendenza birmana)

Valigia Blu

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

Internazionale

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: