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A grande richiesta

11 Giu

C’è stato un tempo, me lo ricordo bene, che la proiezione di un film di successo veniva prorogata oltre i termini stabiliti e l’esercente della sala interessata esponeva uno striscione in diagonale sul manifesto della pellicola con questa dizione: “A GRANDE RICHIESTA”, seguita da “fino al…” con la data. Avviene ancora oggi , specie in provincia, per certi spettacoli teatrali o  eventi musicali.

Non è il caso di  “Paternò e il fiore rosso” il mio secondo libro dopo “Come una casa senza finestre”: cioè, qualche richiesta su un seguito c’è stata (e devo confessare che mi sono sentito molto lusingato), ma si contano sulle dita di una mano. Tuttavia, avendo in testa da tempo l’idea di una seconda avventura di Paternò ed essendomi anche affezionato a questa figura di giovane ed entusiasta carabiniere ho cominciato a scrivere. E la storia (ribadisco: i miei non sono romanzi. Per il rispetto e l’ammirazione che porto ai veri scrittori non  mi permetterò mai  di chiamarli così) è venuta fuori quasi da sola.

Stavolta il carabiniere Paternò ha lasciato i suoi monti ed è a Roma in licenza. Ma un efferato delitto avvenuto proprio nel suo palazzo, nel popolare quartiere di san Lorenzo, stimola la sua curiosità. L’affianca nell’indagine che svolge per proprio conto una giovane giornalista e insieme affronteranno un misterioso assassino seriale, fino alla brillante soluzione del caso.

Ed ora eccomi qui. Non bastasse, sono stato anche incoraggiato a iscrivere il libro al concorso letterario ‘Il mio esordio, per cui, qualora qualcuno volesse leggerlo aggratise potrà farlo comodamente iscrivendosi al sito e scaricando il testo. Dopo di che è gentilmente ma fermamente pregato di lasciare una recensione (ricordatevi le stelline!) 🙂 . Ai più temerari tra voi che mi leggete ricordo che si può anche comprarlo: in massimo 4-5 giorni lo avrete a casa.

Dimenticavo: già che c’ero ho iscritto al concorso anche il mio primo libro e “La finestra aperta”, dieci racconti che ho selezionato tra quelli che avevo scritto tempo addietro. Anche per questi due valgono le stesse norme.

Grazie davvero per la pazienza e il tempo che mi avete dedicato e soprattutto per quello che dedicherete.

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I 10 libri che ho amato di più (per quanto mi risulta oggi)

18 Set

Gira su Facebook questa maledetta catena dei 10 libri che vi sono piaciuti di più e successivo invito ad amici a scrivere il proprio elenco. Io lo trovo stupido. In vita mia avrò letto qualche centinaio di libri, ma di molti non ricordo neppure più molto. Ad esempio, “Il castello” di Kafka. Oppure  “Delitto e castigo” o ancora “La strada di Swann”. Ricordo tuttavia perché volli leggerli. Era l’insaziabile curiosità, l’avidità di sapere, la voglia di confrontarmi con i grandi scrittori per vedere se quanto mi avevano spiegato a scuola corrispondeva poi alla realtà del mio gusto e delle mie capacità. Non è un caso quindi che nella mia adolescenza mi dedicai in egual misura ai grandi classici e ai grandi contemporanei. Ricordo quando affrontai l'”Ulisse”, per arrendermi dopo un centinaio di pagine. Od “Horcynus Orca”, un’altra grande sconfitta (ovviamente non li troverete nella lista).

Ma sto divagando. Dicevo di questa stupida cosa dell’elenco dei 10 libri. Ora voglio spiegarvi perché la considero stupida. Perché, come ogni classifica basata sui gusti, sulle sensazioni, sulle emozioni – quindi non su fatti oggettivi – è legata al momento che stai vivendo. La classifica che andrò a preparare tra un po’, per accontentare i rompicoglioni che mi stanno torturando con l’invito a rendere pubblico il mio elenco, sarà quindi legata esclusivamente a “quel” prossimo momento. Sarà il frutto di quanto riaffiora dalla mia memoria, del mio stato d’animo contingente, la conseguenza del mio pasto o della mia giornata o un po’ di tutto questo (ed altro ancora) insieme.  E non venite a raccontarmi storie, voi saputi che l’elenco l’avete già pubblicato: se la stessa domanda vi venisse rivolta tra una settimana scommetto un braccio che l’elenco non sarebbe affatto lo  stesso.

C’è però un’ultima cosa che voglio dire prima di tirar giù l’elenco. Ed è l’ineffabile piacere che ti dà la lettura quando trovi un libro che ti piace. Lo dimostra il rammarico che avverti nel momento in cui devi interrompere perché ti capita di dover fare altro e il dispiacere profondo – che irrompe sul godimento provato fino a quel punto – quando arrivi all’ultima pagina. Chiudi il libro e segue una pausa – lunga (per lo meno, a me capita così) – e ripercorro il libro, rivivo i passi che mi sono piaciuti di più e talvolta anche i fatti e gli episodi della mia vita che hanno coinciso con quei momenti: che so, il sole che passava improvviso tra i rami di un albero o una telefonata dei figli. E poi, quasi sempre, un sospiro di soddisfazione.

N.B. Rigorosamente in ordine sparso.

Cronaca familiare – Vasco Pratolini
Furore – John Steinbeck
La versione di Barney – Mordecai Richler
Olive Kitteridge – Elizabeth StroutStoner – John Williams
La ragazza di Bube – Carlo Cassola
Il Giovane Holden – Jerome d. SalingerCent’anni di solitudine – Gabriel Garcìa Marquez
Il  visconte dimezzato – Italo Calvino
Racconti di una vita – Nadine Gordimer
Come una casa senza finestre – Anonimo italiano

Ecco fatto. Contenti ? 🙂

P.S. Ah, dimenticavo: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. (J.D. Salinger, “Il giovane Holden”, capitolo III)

 

 

 

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