Difendere (a parole) la Costituzione facendo (indirettamente) i propri interessi

29 Apr

A scanso di equivoci dichiaro ufficialmente che l’avvocato Conte non rappresenta politicamente un mio punto di riferimento.

Ciò premesso, dichiaro altrettanto ufficialmente che sono però francamente stufo di questi improvvisati alfieri della Costituzione, politici per convenienza che attaccano Conte perché si tarda a riaprire aziende, ristoranti, stadi, chiese, bar, discoteche, perché non si dà il via alla “ripresa”. Loro, che la Costituzione hanno cercato di brutalizzarla a proprio vantaggio, se la rileggano la Costituzione, la meditino, che si sciacquino la bocca prima di nominarla.
E non provino a mettere in opera le loro losche manovre da scantinato contro il governo: farlo cadere in questo momento rappresenterebbe il loro suicidio politico, la fine una volta per tutte delle loro smodate e ingiustificate ambizioni, ma per l’Italia sarebbe il disastro.

Affiancati e incoraggiati da Confindustria, alta finanza, CEI, Confcommercio, Coldiretti, club calcistici e compagnia cantando, sbraitano a vanvera ma all’unisono sventolando bilanci in perdita e preconizzando scenari di fame e distruzione del tessuto eonomico e imprenditoriale del Paese.

Proprio loro che non si sono scandalizzati quando si chiudevano gli ospedali pubblici per favorire la sanità privata, che non hanno mai alzato un sopracciglio davanti al cinico sfruttamento di operai, precari, fattorini, badanti, braccianti, manovali, migranti, il grande popolo degli ultimi. Improvvisamente scoprono che a questi bisogna pensare, a dargli lavoro.  Perché si torni il prima possible alla “normalità”, che invece non deve tornare perché è in quella “normalità” che si celano alcuni dei cancri del nostro Paese, l’evasione fiscale, la sicurezza sul lavoro,  i diritti negati, la corruzione.

I migliori tecnici ed esperti hanno valutato tutti i possibili scenari successivi ad una frettolosa riapertura non all’insegna della massima prudenza: il nemico, il virus, è ancora sconosciuto, è infido, possiede capacità di reazione ancora ignote. Non si può combattere al buio con un avversario tanto potente quanto inafferrabile, almeno per ora. Occorre la massima cautela perché una seconda ondata del virus metterebbe definitivamente in ginocchio la sanità pubblica, perché  i morti ad oggi sono troppi, perché non vogliamo continuare a contare le bare per il tempo a venire.

Lasciamo lavorare in pace il Governo. Conte non ha, per nostra fortuna, meschini interessi di partito da difendere: agisce in buona fede nell’interesse dei cittadini, cioè di quelli come lui. Aspettiamo piuttosto che si dia avvio allo studio delle iniziative per la ripresa e confrontiamoci su queste: se davvero pensiamo che c’è l’occasione per ricostruire l’Italia questa è la strada.

 

 

 

 

 

Una Risposta to “Difendere (a parole) la Costituzione facendo (indirettamente) i propri interessi”

  1. ferraguida 07/05/2020 a 7:55 pm #

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