“Elimina Saviano!”

21 Gen

In altri tempi un ministro dell’interno che avesse sentito quel grido si sarebbe quantomeno indignato. Forse avrebbe anche ordinato alle forze dell’ordine di individuare l’imbecille autore per redarguirlo o l’avrebbe addirittura fatto lui di persona. In altri tempi.

Oggi invece il ministro dell’interno sorride e risponde augurando “lunga vita” allo scrittore minacciato dalla criminalità, magari pensando perfino di essere stato magnanimo. È invece uno sciagurato segno dei tempi. Che ha più facce. Da un lato, il popolo becero e incoraggiato a esternare i suoi più bassi istinti, dall’altro un alto esponente delle istituzioni che non fa una piega e avalla, da un altro ancora nessuno, tra gli astanti, che si dissoci dall’infame espressione, e poi nessuno, tra le forze dell’ordine presenti che senta il bisogno di intervenire. Mi viene da pensare che se non ci fosse stata la ferma ed esemplare risposta di Saviano forse l’episodio non avrebbe avuto maggior rilievo. Viene da chiedersi quanto sia lontano il giorno in cui la folla bestialmente eccitata invocherà il linciaggio fisico.

Eppure c’è stato qualcuno che in altri casi ha sentito il bisogno intervenire. L’8 dicembre, a Roma a piazza del Popolo, durante un comizio dello stesso ministro dell’interno. A Propaganda live Diego Bianchi ha mostrato il video di un giovane che quel giorno è stato affrontato da alcuni energumeni (sostenitori del ministro, gorilla, guardaspalle, non è dato sapere. Qui li ho paragonati ai ‘bravi’ del Manzoni) appena ha cominciato a camminare con un cartello con su scritto “Ama il prossimo tuo”. Gli sconosciuti lo hanno strattonato e trascinato fino al posto di polizia, dove è stato ovviamente rilasciato.

Mi sia consentito affermare che c’è un parallelo tra i due episodi. E che entrambi indicano una tendenza che si sta facendo preoccupantemente reale: la libertà di pensiero di chi si oppone al potere si riduce rapidamente mentre quella di chi lo sostiene si dilata fino a sopravanzare il lecito e sconfinare nella bestialità del fascismo.

Mala tempora currunt. E il futuro non promette nulla di buono. C’è un eloquente cartello, in un film che ho visto tempo fa, che riporta una frase: “L’ingiustizia deve farti infuriare. Non abbattere.” Ecco il motivo per cui i cittadini che hanno a cuore la democrazia e la Costituzione devono mobilitarsi, non assistere rassegnati al crecscere della violenza e della prevaricazione.

#facciamorete


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