Il razzismo e gli stronzi.

4 Nov

Il post di Arianna Ciccone che riporto più sotto non ha bisogno di commenti, ma solo di essere condiviso. Perché entra così semplicemente nelle coscienze (di chi ce l’ha, ovviamente) da far apparire normale quello che invece è apparso così straordinario da meritare titoli e interviste.

É vero: c’è – parafrasando Hannah Arendt – una “banalità del bene” che oggi va difesa e raccontata perché è diventato vitale e indispensabile reagire, sempre, alla rozzezza del razzismo e dello squadrismo strisciante che tenta di forzare e sovvertire i principi fondamentali dell’essere umani, della solidarietà, della convivenza, del vivere civile, tutti quelli così splendidamente enunciati nella nostra Costituzione.

Grazie Arianna.

La viralità del bene e del giusto.

Il video della signora Maria Rosaria, che dice al razzista gonfio di rabbia “Tu non si razzist’ tu si strunz”, è la necessaria dimostrazione dell’importanza di ciò che è buono e giusto. Ed è fondamentale la sua viralità: il bene va raccontato, condiviso, esaltato, celebrato.

Prendere posizione, mettersi al fianco del più fragile, fargli da scudo.

La bellezza della reazione di quella donna sta nella sua fierezza, nella naturalezza con cui decide di prendere posizione, di contrastare una furia incomprensibile contro altri esseri umani per il colore della loro pelle.

Gli altri intorno a lei, spiega poi la signora, erano vigili, attenti, sembravano pronti ad intervenire nel caso le cose degenerassero.

Bella e commovente la scena raccontata dell’altro uomo, non italiano, un muratore pare, che in silenzio scorta poi la signora fino all’uscita del treno.

Il circolo virtuoso ha reso merito a tutta questa bellezza: il video diventa virale sui social, a questo punto arriva la copertura mediatica che a sua volta rilancia e potenzia la viralità sui social.

E c’è un protagonista non visto ma altrettanto cruciale in tutta questa storia: chi ha girato il video con il suo cellulare e lo ha poi postato sui social. In quel momento ha intuito l’importanza della scena, l’importanza di documentare, condividere e far conoscere la “normalità” di quella signora e delle sue parole.

È successa la stessa cosa su un volo Ryanair qualche settimana fa: un uomo bianco di un certa età comincia ad inveire contro una anziana signora nera seduta accanto a lui: “vacca nera” e giù insulti orrendi. Un ragazzo interviene “stop it”, “smettila”, “basta”, “non puoi fare questo”. A quel punto arriva uno steward e la signora cambia posto. La viralità dei social e l’indignazione per quella scena costringono la società dopo due giorni a chiarire: non eravamo consapevoli di quelle parole razziste, pensavamo ad un litigio, abbiamo visto il video e deciso di denunciare il fatto alla polizia. La viralità di quel video costringe l’uomo bianco responsabile dei violenti insulti a scusarsi pubblicamente. Il ragazzo che ha girato il video spiegherà: in quel momento dovevo decidere se intervenire o girare il video. Ho deciso di girare il video perché così potevo contribuire a far cambiare le cose, denunciando con quelle immagini cosa era successo.

Maria Rosaria, la persona che ha girato il video rendendola “una storia da raccontare”, il muratore immigrato che fa da scorta, le persone che sui social hanno condiviso, i media che hanno coperto la storia: tutti loro hanno contribuito alla viralità del bene e del giusto. Ognuno per la sua parte.

C’è un ultimo tassello che vale la pena raccontare: Umberto de Gregorio, presidente di Eav, l’azienda trasporti della Circumvesuviana, ha telefonato a Maria Rosaria per consegnarle il premio “cittadina coraggiosa” e un mazzo di fiori. Il video è stato trasmesso alla polizia per valutare eventuali reati. Ma il presidente fa una cosa in più, inaspettata e straordinaria: invita anche quel ragazzo ad andare a trovarlo. “Vorrei spiegargli che così non aiuta la convivenza, vorrei anche che si confrontasse con quella signora, così capirebbe che il richiamo che ha subìto è condiviso da tutte le persone aperte intellettualmente”. Questo fa il bene: scommette sul bene. 

Qui il video dell’intervista di Repubblica alla signora protagonista dell’episodio. 

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  1. Il razzismo e gli stronzi. – Fratello Albero - 06/11/2018

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