È come un déjà vu.

13 Mag

“È come un déjà vu.” dice a un certo punto il poeta ottantacinquenne malato di Azheimer, perso nei suoi  pensieri.
“Ma che, se sente male?” si preoccupa Alessandro, il giovane bulletto ignorante che lo assiste.

È una delle migliori battute di “Tutto quello che vuoi“, un film che ho visto oggi e mi è piaciuto molto. Il regista Francesco Bruni, che avevo già apprezzato con “Scialla!“, affronta nuovamente la questione della crescita intellettuale dei giovani, stavolta nel rapporto con la vecchia generazione e la storia che portano con loro, che poi è la storia d’Italia. Il vecchio poeta è Giuliano Montaldo, che può mostrare tutta la sua sensibilità di regista in una deliziosa interpretazione mentre l’esordiente Andrea Carpenzano interpreta il ragazzo di 22 anni che non ha portato a termine gli studi e passa le giornate con amici come lui nullafacenti. Dal rapporto che giorno dopo giorno si instaura silenziosamente tra i due nasce un reciproco e straordinario sentimento di amicizia che conduce il giovane a maturare intellettualmente e a fargli nascere il rispetto per la memoria del nostro recente passato in un Paese come il nostro, dove si fa poco o nulla si fa per onorarla.
Vi piacerà, ne sono sicuro.

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I racconti, le storie brevi, sono come quegli sguardi lanciati da una finestra aperta che permettono di vivere quanto accade giù nella strada, nella vita di tutti i giorni, di immaginare i pensieri dell’ignoto passante o il dialogo dell’altrettanto ignota coppia mentre vengono percorsi i pochi metri che la visuale consente.
In questi dieci racconti c’è quasi sempre Roma, come sfondo o protagonista, ma i personaggi, con le loro personalità, le manie, le loro storie personali, potrebbero esistere ovunque: per conoscerli, e conoscere le loro storie, basta affacciarsi a questa finestra.

http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/322551/la-finestra-aperta-3/

 

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