Verdini: uno così ce lo teniamo ancora al Senato?

5 Mar

Grazie a Valigia Blu, ho potuto rintracciare questo servizio di Report del 2013 che va visto per intero: come dice Milena Gabanelli in apertura (4’50”), Verdini è “la sintesi di un sistema che si è tanto abituato alla malattia da considerarlo la normalità.”
Scrive Valigia Blu: “Denis Verdini è stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici, per i reati di bancarotta fraudolenta e truffa allo Stato, nel processo sul fallimento del Credito Cooperativo Fiorentino, di cui è stato presidente per vent’anni e fino al 2010. Secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe trasformato l’istituto “nel suo bancomat privato” e in centro di “potere e comando”, favorendo i propri interessi e quelli di “amici di affari come Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei”, imprenditori condannati entrambi a 5 anni e 6 mesi. Due anni e mezzo, invece, la pena calcolata per il deputato Massimo Parisi. Degli affari bancari e editoriali del senatore Report ha raccontato nel 2013.”

Ora, si può essere garantisti fin che si vuole ma una condanna a 9 anni, accompagnata dall’interdizione perpetua dai pubblici uffici, inflitta a un senatore della Repubblica, amico e sostenitore dell’ex-presidente del consiglio, a me normalissimo cittadino non pare sia cosa da poco.  E non mi pare cosa da poco che costui sia noto più per la sua costante assenza in Parlamento che per l’attività per cui è profumatamente pagato dai contribuenti; che abbia usato la sua influenza e la sua carica di presidente del Credito Cooperativo Fiorentino (una banca fondata nel 1909) per finanziare le sue attività editoriali e le imprese degli amici, fino a farla fallire. Per non dire poi del resto, ampiamente documentato nel servizio insieme a tutta la carriera politica di Verdini, i suoi affari personali, la rete di amicizie, i fasti e i fallimenti. E la domanda che come elettore mi sono rivolto più volte guardando il servizio è la stessa con cui la Gabanelli conclude: “Cosa ha fatto Verdini per il Paese?”

Ah, poi ne ho un’altra: cioè, uno così ce lo teniamo ancora al Senato?

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