Cosa vuol dire Costituzione

11 Nov

Sì, lo confesso, io ho un’idea romantica della Costituzione, della nostra Costituzione. Deve probabilmente risalire, in buona parte, alla scoperta che da adolescente ne feci al liceo. Avevamo tra i testi quello di Educazione civica ma il professore di storia e filosofia non ce lo fece mai aprire: lui aveva il programma da rispettare e non poteva perder tempo. Così, per pura curiosità un giorno aprii quel libro (ce l’ho ancora, da qualche parte) e la scoprii. E ne fui immediatamente fulminato, conquistato, sedotto per sempre. Non solo i Principi fondamentali della Parte I, ma anche i Rapporti etico-sociali e poi i Rapporti politici della II e della III mi evocavano un mondo giusto, ideale, in cui avrei potuto pensare, agire, vivere liberamente in piena dignità, protetto dal suo scudo generoso. E come me tutti gli italiani e tutti coloro cui l’Italia avrebbe dato asilo, perseguitati o fuggiaschi o che avrebbe ospitato perché, innamorati del nostro Paese, avessero deciso di viverci.
E’ per questo che la Costituzione rappresenta per me un patto sociale inviolabile scritto  in concordia per il bene di tutti e tacitamente accettato da milioni di cittadini in quel fatidico momento e poi nei decenni successivi. Quel patto ha dato vita, dopo una guerra fratricida, a una nazione unita in quei principi e nella democrazia e quindi – come si dice della vittoria – ha molti padri e madri: meglio ancora, tutti noi italiani siamo suoi padri e madri e deve quindi essere adottata da tutti, amata e rispettata.

Ed ecco anche perché l’iniziativa del governo che ne propone una profonda revisione mi trova – e mi tengo leggero – per nulla affatto consenziente.  Una proposta di revisione non può essere gestita da un governo, ma da un’istituzione esterna, indipendente, come ad esempio un’Assemblea eletta per l’occasione. Altrimenti  ogni prossimo governo si sentirà autorizzato a varare la ‘sua’ revisione. Per di più, come è stato dimostrato oltre ogni possibile ragionevole dubbio, l’attuale proposta è strumentale, zoppicante, contraddittoria e divisiva. E’ stata realizzata da qualcuno che la considera alla stregua di un paio di calzini bucati da rattoppare per poter poi presentarli come nuovi.  Da qualcuno che non ha rispetto per l’idea stessa  di Costituzione, cioè del ‘manuale delle regole’ uguale per tutti e che unisce, governandola, una Nazione.

Guardiamo agli Stati Uniti, ad esempio. Come può sembrare dalla recente elezione del loro Presidente saranno anche uno strano paese. Tuttavia, come ricorda Tom Hanks in questo breve brano de “Il ponte delle spie”, sulla Costituzione hanno le idee chiare.
Il 4 dicembre voterò NO. Fatelo anche voi, per rispetto alla Costituzione di tutti.

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