Ovidio Marras, un eroe civile.

14 Lug

Sì, un eroe. Non vedo come definire altrimenti questo anziano pastore  che si è OvidioMarrasribellato all’arroganza di costruttori e speculatori e all’insipienza (spero solo questa) delle amministrazioni locali. In questa Italia dove la rassegnazione e l’indifferenza (“tanto non c’è niente da fare”) sembrano essere diventate la regola, un cittadino reagisce, si rivolge alla giustizia e vince.

Un progetto edilizio che avrebbe sconvolto quest’angolo incontaminato della Sardegna è stato sconfitto, speriamo per sempre. Ovidio Marras non si è voltato dall’altra parte quando capoMalfatanoha visto la sua terra sconvolta dall’arrivo delle recinzioni, dalle strade aperte per i camion, dai tracciati dei futuri cantieri: forte dei suoi diritti e della sua caparbietà, con l’assistenza di Italia nostra e il conforto dell’opinione pubblica, ha affrontato tre gradi di giudizio superandoli tutti.
Su Venerdì Paola Zanuttini  racconta la storia, disegnando soprattutto la figura di Ovidio: pastore da sempre e con la sola quarta elementare, ma con una tempra da combattente.

La storia è la solita, vissuta già decine di altre volte nel nostro sfortunato Paese. Nel 2010 la Sitas srl presenta un progetto: 190mila metri cubi di costruzioni suddivisi in complessi alberghieri, residence, due agglomerati di residence stagionali privati e relativi servizi. Una colata di cemento già vista centinaia di volte in questa Italia senza amore per la sua bellezza. Come raccontò a suo tempo Il Fatto quotidiano,  “il Comune di Teulada, nel cui territorio si trova Capo Malfatano, e la Regione avevano regolarmente autorizzato l’operazione. Non solo. Avevano esentato il progetto da ogni controllo sull’impatto ambientale. Con il consenso delle Soprintendenze delle province di Cagliari e Oristano e del Mibact.
Cartina-malfatano
L’espediente utilizzato dalla Sitas, la Società Iniziative Turistiche Agricole Sarde che aveva predisposto il piano di lottizzazione, [era (ndr)] la sua articolazione in cinque differenti parti. Autorizzata la prima, le altre sarebbero seguite. Quasi naturalmente. Invece si trattava di una frammentazione ingannevole. Già, perché, come hanno scritto i giudici del Consiglio di Stato, “l’impatto del progetto sul paesaggio doveva essere valutato nel suo complesso, perché fosse chiaro il rapporto tra il sacrificio ambientale e le eventuali ricadute sociali”. Il progetto Capo Malfatano Resort, l’intervento immobiliare promosso dalla Sitas con il coinvolgimento di Sansedoni [braccio immobiliare di Monte dei Paschi (ndr)], di Ricerca Finanziaria di proprietà della famiglia Benetton, di Progetto Teulada, della famiglia Toffano, e della Silvano Toti, società del gruppo Toti, smascherato.”

Ce ne fossero di più in Italia, come Ovidio.

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