Le cazzate di Orfini

27 Nov

Doveva essere piuttosto nervoso al circolo Esquilino il commissario Orfini, per uscirsene definendo “cazzate” le appassionate discussioni dei militanti e degli elettori del Pd che si susseguono sui social network. Che poi sono le stesse discussioni che ogni giorno si replicano nei circoli, purtroppo sempre più deserti, ma che in questo caso non sono (o non sono ancora) “cazzate”, vai a capire perché.
Orfini Esquilino
Certo che più dell’espressione usata – ancorché sgradevole – impressiona il concetto che ha espresso: “C’è un altro elemento che voi mi avete posto: quella decisione [cioé la deposizione di Marino] dovevamo prenderla insieme. No! Perché questo è il racconto di una fisiologia democratica di un partito, ma noi non siamo in una situazione fisiologica, perché questa comunità, spiaccia o no, è una comunità commissariata perché non è in grado di decidere da sola.”

Spiaccia o no, nel Pd romano non si può quindi discutere democraticamente. Non è consentito mettere a confronto le opinioni sulla decisione calata dall’alto di deporre un sindaco eletto a grande maggioranza (fatto di per sé gravissimo e antidemocratico). Militanti ed elettori romani di democratico nel partito hanno solo l’etichetta, non l’ideale e tanto meno la pratica quotidiana, sia chiaro, che si sono messi in testa?

Osservo sommessamente che questa comunità è sì commissariata, ma non siamo a Stalingrado dove il commissario dei Soviet aveva poteri assoluti. Questa comunità è commissariata perché dalla sua origine ad oggi, sotto gli occhi e con la tolleranza dei suoi dirigenti, è stato consentito di tutto: sono stati accolti transfughi abituali, specialisti del cambio di bandiera, portatori di voti non meglio identificati, sono stati promossi al Senato consiglieri regionali maestri del consociativismo con la Polverini, sono assurti alla Camera modesti funzionari di partito senza altra esperienza e mediocri consiglieri municipali che cenavano allegramente con Alemanno, sarebbero stati accolti con tutti gli onori pure il Gabibbo e il mostro di Milwaukee, se solo avesse garantito voti e qualcos’altro.

Questa comunità è stata commissariata per le cazzate dei suoi dirigenti. E che sia stato nominato suo commissario uno di loro si è dimostrata un’altra grandiosa e luminosa cazzata. 

 

http://video.repubblica.it/edizione/roma/roma-orfini-striglia-i-militanti-pd-basta-discutere-di-cazzate-sui-social/220060/219260

 

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2 Risposte to “Le cazzate di Orfini”

  1. marval2012 27/11/2015 a 8:09 pm #

    dopo l’impietosa rassegna di Fabrizio Barca sui mali della federazione romana del pd, Matteo Orfini avrebbe dovuto prima di tutto fare pubblica ammenda delle responsabilità del gruppo dirigente attuale sullo stato di degrado morale e politico dell’intera federazione, a cominciare dai suoi dirigenti, e quindi da se stesso, ed invece ha scaricato tutte le responsabilità sui “minus habens” degli iscritti….come a dire: di voi me ne frego…tanto contate come il due di bastoni quando regna…denari…per l’appunto!

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    • pierofil 28/11/2015 a 1:25 am #

      Sono perfettamente d’accordo. In un incontro a Ponte Milvio gli contestai personalmente la sua chiamata di correità del 17 marzo all’assemblea romana. Gli ricordai ordini del giorno, lettere alla federazione, esposti alla Commissione di garanzia (dove c’era tal Nacamulli, inquisito nell’inchiesta di Mafia Capitale). E gli contestai anche le sue responsabilità: se come dirigente non sapeva c’era da domandarsi cosa ci facesse ai vertici e se invece sapeva non c’era da chiedersi perché avesse tollerato, invece di agire. Non rispose.

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