Di scontrini e bonifici, di giornalismo e verità nascoste

12 Ott

La storia la sapete tutti. Repubblica è stata la capofila di una vergognosa, feroce quanto instancabile campagna senza precedenti contro il sindaco Marino che tendeva  all’esito desiderato da qualcuno: le sue dimissioni. Infilato a forza in un tritacarne mediatico cui poche testate si sono sottratte – La Stampa, per esempio – il marziano inviso all’intricata rete di poteri politici e imprenditoriali che ha infranto la crosta di oscuri interessi  e diffuse illegalità che per decenni ha soffocato il Comune e la città, ha dovuto prendere atto che il piano ordito per liberarsi di lui stava arrivando a conclusione.

L’ultimo atto si è avuto con sette conti di ristorante nelle note spese del sindaco che presentavano, apparentemente, aspetti dubbi e su cui indagherà la Procura. Ma sabato Giovanna Vitale – una giornalista di Repubblica distintasi fin dai tempi della Panda rossa per la costante e accanita critica a Marino  – ha compiuto una specie di retromarcia (potete leggere l’articolo più in basso): è un parziale riconoscimento di un possibile errore, una mezza verità. Ha spiegato cioè che per una somma di ragioni le spese di rappresentanza del sindaco relative al primo periodo del suo mandato furono registrate con molto ritardo dalla segreteria e talvolta per ricostruire la causale della spesa si dovette ricorrere alla sua agenda. In altre parole, non ricordando Marino con chi era stato a colazione il tal giorno, si è andati a vedere con chi aveva avuto l’appuntamento e si è pensato di congiungere i due fatti, credendo così in buona fede di aver trovato la giustificazione della spesa. Tutto questo però la solerte giornalista lo scrive dopo, perché solo dopo le è venuto in mente di fare quelle verifiche che i veri giornalisti investigativi fanno prima. La giustifica questo? Secondo me no. Il danno, non solo d’immagine, ormai è fatto, ma anche Repubblica non ne esce affatto bene. Il povero Peppino D’Avanzo si sarebbe incazzato non poco.
Vitale retromarcia

 

Ma c’è di peggio e dobbiamo ringraziare Romafaschifo per averlo scoperto, un sito che non fa sconti a nessuno, tantomeno al sindaco, al quale l’incomprensibile ferocia mediatica con cui Marino è stato attaccato ha fatto venire qualche sospetto. Così i giornalisti di Romafaschifo si sono presi la briga di esaminare tutta la documentazione on-line sul sito del Comune. Tutta. Non solo i conti d’albergo e di ristorante. E in un articolo dall’eloquente titolo “Bomba. La storia delle ricevute di Marino è una colossale montatura. Ecco perché”  lo dimostrano: nella documentazione resa pubblica

Bonifici Marinosi trovano poi tra le altre cose alcuni rimborsi, come questo qui sopra: cene fatte da Marino, pagate per errore con la carta di credito del Comune e rimborsate con un bonifico dal Sindaco. Se il sindaco rubava soldi dalla carta in sua dotazione perché non lo faceva sempre? Lo faceva solo a volte si e a volte no? È piuttosto evidente che stiamo parlando di qualche errore umano imputabile, come detto, ad uno zero virgola. Errori degli uffici che il sindaco ha l’unica colpa di aver firmato senza controllare: sbagli e distrazioni comprensibili per chi fa una vita d’inferno lavorando 18 ore al giorno e da considerarsi in relazione alla percentuale sul totale. Percentuale che risulta infinitesimale. Certo resta da capire perché il sindaco andando a pranzo con la moglie o a festeggiare il Santo Stefano con la mamma tirasse fuori la carta “aziendale” e non quella “personale”, ma è facile prevedere che si tratti di pochi, pochissimi errori dei quali gli uffici dovevano accorgersi. E le modalità di rendicontazioni che solo oggi emergono su Repubblica confermano questa lettura”.
La conclusione di Romafaschifo è che la questione “è stata utilizzata per dare il colpo di grazia al sindaco Ignazio Marino, unico amministratore capitolino che ha osato mettere un poco le manine nei criminali bancomat di consenso, di potere e di soldi che tengono in piedi il Pd a Roma.  Repubblica insomma sapeva alla perfezione come stavano le cose, presumibilmente da giorni. Ma da giorni ha voluto o dovuto farsi strumento del Primo Ministro deciso a interrompere la vicenda politica di un sindaco legittimamente eletto con percentuali bulgare non più di due anni e mezzo fa”.

Non mi pare ci sia altro da aggiungere. Ah sì, per quanto mi riguarda, questo:
Rep No grazie

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