La Resistenza, il partigiano, i giovani.

22 Apr

Ieri sera, capitato per caso su Ballarò, ho visto e sentito una delle più belle testimonianze della Resistenza e, poco dopo, una delle più amare e tristi conferme di come non si sia stati capaci di mantenerne col ricordo l’eredità culturale e civile e di curarne il patrimonio di coraggio, passione, amor patrio. Settant’anni di ministri dell’istruzione e della scuola che non hanno mai fatto nulla per esaltare le pagine della Resistenza, belle quanto quelle del Risorgimento, settant’anni in cui sono state quasi nascoste, disperdendo colpevolmente un capitale di orgoglio nazionale e senso civile.

Giannini ha presentato in apertura il partigiano Umberto Lorenzoni, 89 anni, nome di battaglia Eros, da Nervesa della Battaglia, che ha raccontato come e perchè decise di combattere e l’episodio in cui fu ferito. Dopo di che è andato in onda un servizio di Eva Giovannini che ha intervistato alcuni giovani di Roma e Livorno. La domanda era: “il 25 aprile è festa nazionale; cosa si festeggia?”. Devo dire che mi aspettavo lo squallore delle risposte dei ragazzi seduti nei bar di Ponte Milvio: è solitamente un luogo d’incontro della gioventù dei quartieri-bene di Roma nord, zona notoriamente di destra. Infatti nell’ignoranza generale alcuni non hanno nascosto come la pensavano. Ma il peggio doveva avvenire con quelli di Livorno, gloriosa città antifascista: anche qui – a parte qualche incerto balbettìo – quasi nessuno ha saputo dare una risposta.
Eros Ballarò

“Prova amarezza a sentire?” ha chiesto Giannini al vecchio partigiano.  Dopo un attimo di silenzio il vecchio ha risposto e nelle sue parole ho ritrovato la speranza e la forza che animavano quei giovani che andavano a combattere in quegli anni bui, ho riconosciuto l’Italia che non si piega, con la sua forza morale e il senso di solidarietà che l’ha sempre animata.”Sì – ha detto – “provo amarezza ma non me la prendo coi giovani che non sanno. Io ce l’ho con chi non li ha istruiti.   Perché un popolo che non ricorda la sua storia rischia di rivivere gli errori del passato. E allora io dico a questi ragazzi, oggi  prigionieri della precarietà perché senza lavoro, abbiate coraggio perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza, agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo, organizzatevi, perché avremo bisogno ancora di tutta la il vostra forza”. 

Grazie, partigiano Eros. Noi non dimenticheremo.

25 aprile sempre

 

 

 

 

 

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Una Risposta to “La Resistenza, il partigiano, i giovani.”

  1. barbarasiberiana 22/04/2015 a 9:33 pm #

    L’ha ribloggato su transiberianie ha commentato:
    segnalato da n.c.60

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