Guantanamo, l’infamia senza fine degli USA

24 Feb
Un'amara ironia: "Impegnati Con onore a difendere la libertà"

Un’amara ironia: “Impegnati con onore a difesa della libertà”

Di Guantanamo questo blog si è occupato diverse volte: in occasione dell’ennesimo sciopero della fame dei detenuti come per aderire all’appello di Avaaz, descrivere le condizioni dei prigionieri, fornirne i numeri principali (1).

Oggi un post sul sito del Festival Internazionale di Giornalismo (Perugia, 15 – 19 aprile) informa che se ne parlerà di nuovo in occasione della presentazione del libro di un prigioniero, Mohamedou Ould Slahi, “12 anni a Guantanamo”, Edizioni Piemme.

E’ una storia  atroce. Nonostante già nel 2007 l’FBI, la CIA e l’intelligence americana abbiano stabilito che non ci sono elementi per collegare Slahi ad alcun atto di terrorismo, che non sia mai stato accusato formalmente di alcun crimine e che nel 2010 un giudice federale abbia ordinato la sua scarcerazione, Slahi resta a Guantanamo. La scelleratezza degli USA di fronte a fatti come questo non ha confini. Come non ci sono parole sufficienti a definire questo campo di prigionia che contrasta con ogni elementare codice: i detenuti non sono prigionieri di guerra nè, salvo una decina delle centinaia che vi sono stati reclusi, imputati di specifici reati: Wikileaks svelò perfino la presenza di un vecchio di 89 anni e di un adolescente di 14. Eppure restano lì, sottoposti a un regime carcerario di estrema durezza, privati dei più elementari diritti, sottoposti anche a torture non solo psicologiche, come testimoniato da un approfondito e documentato  programma della CBS, e perfino drogati somministrando dosi esagerate di meflochina, come rivelato dal giornalista Jason Leopold con un’analisi su documenti di Wikileaks.

Guantanamo fu creata nel 2002 sotto la presidenza di George Bush jr a seguito della tragedia dell’11 settembre che già aveva dato luogo al famigerato Patriot Act, molto criticato per le limitazioni ai diritti dei cittadini, la violazione della privacy e la restrizione alla libertà d’espressione.  Consapevole di questa offesa ai principi fondamentali di democrazia e giustizia e della stessa Costituzione degli Stati Uniti, Obama fece della sua chiusura uno dei punti del suo programma presidenziale. Ma  il suo ordine del 2009 ha incontrato il voto contrario del Senato [a proposito di bicameralismo, chiedo scusa per l’inciso] e Guantanamo è ancora lì, con le sue infamie e i suoi drammi.

(1) I numeri di Guantanamo (2013)

  • Detenuti presenti a Guantanamo ora: 166
  • Detenuti che devono rispondere ad accuse: 6
  • Detenuti il cui immediato rilascio è stato approvato, ma si trovano ancora nella prigione: 86
  • Prigionieri di Guantanamo in sciopero della fame: 103
  • Prigionieri in sciopero della fame, legati e costretti all’alimentazione forzata: 30
  • Prigionieri deceduti durante la detenzione: 9
  • Bambini che gli USA hanno trattenuto a Guantanamo: 21
  • Detenuti giudicati presso una corte civile: 1
  • Detenuti che non possono essere giudicati perché le prove sono state invalidate dalla tortura: 50
  • Prigionieri rilasciati dall’amministrazione Bush: 500+
  • Prigionieri rilasciati dall’amministrazione Obama: 72
  • Costo annuale per i contribuenti USA: 150 milioni di dollari
  • Numero di giorni da quando Obama ha promesso di chiudere Guantanamo: 1579
  • Periodo di tempo da quando i primi prigionieri sono arrivati a Guantanamo: 11 anni, 4 mesi, 11 giorni

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