I vigili, Capodanno e due o tre cose che so di loro.

7 Gen

“A Roma i vigili sono potentissimi: addirittura più del sindaco, si è sempre detto. Se ne contano 6.077. Tuttavia ce ne sono costantemente in giro per la città che ha il più alto numero al mondo di auto (oltre 70 ogni cento abitanti) da un minimo di 105, la sera, a un massimo di 993, la mattina. Ovvero, dall’1,7 al 16,3% della forza complessiva. Il tutto fra strade disseminate di vetture in seconda fila e mai una contravvenzione sotto il tergicristallo, neppure davanti a un comando della polizia municipale. E la produttività? Spiega molte cose il confronto con Milano contenuto nello studio Sose-Ifel sui costi standard. Mentre Roma spendeva per gli stipendi dei vigili il 14,5% più del «fabbisogno standard», Milano risparmiava il 38,3%. Con 154 multe mediamente a testa fatte a Roma contro le 370 di Milano. E le 27.990 sanzioni di altro genere elevate dai seimila vigili romani contro le 79.870 dei poco più di tremila loro colleghi milanesi”.

E’ un quadretto di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera che può dare un’idea della situazione che il sindaco Marino ha trovato (oltre al resto) quando è salito al Campidoglio. La nuova giunta ha infatti ereditato un contratto decentrato che considera tutti dipendenti comunali ordinari e quindi con l’orario classico 8-14, le giornate di rientro pomeridiano ecc. Una follia. per quelle categorie – come i vigili – che invece svolgono un lavoro che serve sempre in una città come Roma che vive sulle ventiquattro ore, feriali e festivi. Anche la Protezione civile è inquadrata allo stesso modo in quanto formata da dipendenti comunali. Si crea quindi una situazione assurda: in teoria gli operatori che stanno fuori per un intervento dovrebbero rientrare in sede, passare il badge alle 23:59 e ritimbrare alle 00:01 quando scatta il giorno successivo (cosa che ovviamente non fanno ma che aumenta confusione e reclami).

Un passo indietro. Uno dei primi atti del sindaco Marino appena insediatosi è stato richiedere al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), una verifica amministrativo-contabile dello stato del Comune. Gli ispettori, Vito Tatò ed Enrico Lamanna, dirigenti del settore Finanza Pubblica della Ragioneria Generale, arrivano il 26 settembre 2013, passano al microscopio tutti gli aspetti relativi a “spese di personale, analisi di bilancio e rapporti finanziari tra ente e strutture controllate” e consegnano la loro Relazione il 16 gennaio 2014. Chi volesse leggerla può trovarla qui.
Il primo punto, le spese di personale, viene esaminato in più riprese, ma la parte nodale la si trova da pag. 185 a 242. Vengono elencate tutte le indennità utilizzate dalle precedenti amministrazioni e da quella di Alemanno in massima misura, da quelle di produzione (spesso erogate “a pioggia”) a quelle accessorie, non consentite od espressamente vietate dalle norme e dal patto di stabilità, tanto che sono state azzerate d’autorità in quei comuni che non hanno ottemperato all’obbligo. Di queste, ha scritto con la consueta ironia sempre Rizzo sul Corriere della Sera:

“Indennità legata all’effettiva presenza in servizio, ovvero una somma erogata in più oltre allo stipendio per il semplice fatto di andare a lavorare. Indennità manutenzione uniforme. Indennità per l’attività di sportello al pubblico. Indennità oraria pomeridiana. Indennità annonaria. Indennità decoro urbano. Indennità di disagio: anche se non si capisce, sottolinea il rapporto, di quale disagio si tratti.”

Andiamo avanti. Preso atto del documento, di quanto denunciato, e oltretutto che è dal 2009 che si attende il rinnovo del contratto di lavoro, il Comune comincia a lavorare a un nuovo progetto che, senza intaccare il totale del monte emolumenti, rispetti le indicazioni ricevute e migliori le prestazioni dell’intera struttura. In sintesi, si tende a qualificare la produzione, estendere l’orario di apertura degli sportelli, incentivare la qualità delle prestazioni dei singoli. Avvengono così i primi approcci coi sindacati (siamo ai primi di maggio) e il 5 giugno il vicesindaco Nieri rilascia questa dichiarazione:

“La nostra proposta non ridurrà neanche di un centesimo i salari dei nostri lavoratori. Abbiamo fatto tutte le simulazioni possibili e nessuno perderà un euro, anzi alcune categorie potranno prendere di più. Il contratto è fermo dal 2009 e questo è indecente, gli stipendi dei lavoratori sono già troppo bassi, la nostra unica intenzione è mettere in sicurezza il salario accessorio. I fondi ci sono, li abbiamo messi in bilancio e sono destinati unicamente a garantire la tranquillità dei dipendenti. Noi siamo consapevoli che da loro dipende il funzionamento della macchina ammnistrativa e quindi dei servizi alla città. Nessuno toccherà gli stipendi, ma i servizi vanno riorganizzati”.

Ma la resistenza alle innovazioni e all’eliminazione dei privilegi è dura: tre mesi di tavolo sindacale si concludono con il nulla di fatto, soprattutto per questioni sorte sui temi maestre e vigili; tuttavia il Comune non molla e il 31 luglio approva unilateralmente (credo per la prima volta nella sua storia) il nuovo contratto che andrà in vigore dal 1 dicembre.
I sindacati chiedono di rivederlo e discuterne per arrivare ad una proposta con la firma congiunta e a settembre si riapre il tavolo delle trattative, le riunioni si susseguono, molte proposte vengono accolte, si lima il contratto decentrato, tanto che con delibera di giunta a novembre si decide di posticipare di un mese (e quindi al primo gennaio 2015) l’entrata in vigore del contratto, perché pare si stia vicino ad una positiva conclusione. Risultato: il 23 dicembre il tavolo di contrattazione fa le cinque del mattino, senza chiudere alcun accordo.

Va anche detto, per inciso, che nel frattempo il comandante dei vigili Raffaele Clemente ha disposto una rotazione periodica di tutti i vigili in tutte le zone della città, che questa novità non è stata gradita dai destinatari (vai a capire perché) e che fra tre mesi si votano le rappresentanze sindacali che quindi vogliono mostrare il massimo dell’intransigenza.

Il resto l’abbiamo visto la notte di Capodanno. Ora la questione verrà esaminata da chi di dovere e se ne trarranno le conclusioni. A me, come cittadino, sono sorte alcune domande: tutto questo può giustificare, sia pure in parte, il comportamento dei vigili? E’ questo il senso del dovere che li anima? E’ questo l’esempio da offrire a quei ai romani che dovrebbero tutelare? Io le risposte le ho.

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