Un’altra oscura manovra dietro il TTIP: l’ISDS

5 Gen

COVER CONTRO TTIP

ISDS sta per Investor State Dispute Settlement, che tradotto sta per Sistemazione delle Dispute tra Investitori e Stato. E’ un accordo che l’Europa sta concordando con gli Stati Uniti parallelamente ai colloqui per condurre in porto il TTIP e il CETA.

Del primo, il TTIP, se ne è parlato diffusamente qui, qui e qui e ne ha parlato anche Report (stranamente in Italia la cosa è coperta dal silenzio dei media), ma l’inchiesta più completa l’ho trovata sul sito di Valigia Blu. Date un’occhiata e poi mi direte se c’è da stare tranquilli (il CETA è il gemello canadese).
Ma torniamo a questa novità, l’ISDS. Dunque, attraverso i nuovi trattati – di cui si continua a sapere poco o niente, avvolti come sono nella segretezza più assoluta, altra cosa antipatica che di per sè già puzza parecchio – l’UE cerca di attirare nuovi investitori stranieri (leggi multinazionali, per lo più USA). Per far questo offre un privilegio assolutamente particolare: la possibilità di ricorrere contro provvedimenti emessi da una Stato sovrano.

E come? Ricorrendo alla formula dell’arbitrato, cioè a un trio di avvocati anzichè a un tribunale, e creando un paradosso per cui uno Stato chiamato in causa da un privato rinuncia ad un cardine fondamentale del proprio ordinamento come la magistratura. Questi collegi arbitrali sono completamente segretati: le loro decisioni si impongono su quelle delle corti di giustizia e sono inappellabili.

Un meccanismo perverso che va a discapito dei contribuenti (tra l’altro, questi collegi arbitrali sono di per sè costosissimi), della tutela ambientale, dei servizi sociali e contrasta con i provvedimenti legislativi. I  quali, una volta che lo Stato è stato condannato, devono essere ritirati e annullati.

Già oggi la semplice minaccia di ricorrere all’ISDS può voler dire che norme in difesa dell’ambiente, della salute, dei servizi sociali, dei consumatori non vengano neppure presi in cosiderazione: finora sono almeno 568 i casi conosciuti. Le multinazionali hanno impugnato  provvedimenti tendenti all’innalzamento del minimo salariale (VEOLIA contro Egitto); a difesa della salute (Philip Morris contro Uruguay, Australia, Gran Bretagna); contro rifiuti tossici (Metalclad contro Messico); per un riconoscimento alle vittime dell’apartheid (Piero Foresti contro Sud Africa); in difesa dell’acqua pubblica (Agua del Turani contro Bolivia); per il salvataggio di banche (Ping An contro Belgio e MARFIN contro Cipro).

E’ quindi facimente prevedibile che questo tipo dio controversie aumenterà a dismisura con l’approvazione di TTIP e CETA: in base a questi due trattati più di 100.000 aziende e multinazionali come Monsanto, EXXON, Nestlè, BASF, riuscirebbero facilmente ad eludere e irridere allo Stato di diritto.

C’è solo un modo per impedire la conclusione di TTIP e CETA: impegnarsi come cittadini europei e sottoscrivere l’iniziativa nata autonomamente che in neppure tre mesi ha già raccolto oltre un milione di firme: http://stop-ttip.org/firma/

 

TESTO DELLA PETIZIONE

L’UE si appresta a firmare due accordi commerciali di vasta portata: una con Canada (accordo CETA = globale economico e commerciale) e uno con gli Stati Uniti (TTIP = Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti). La linea ufficiale è che questo creerà posti di lavoro e aumenterà la crescita economica. Tuttavia, i beneficiari di questi accordi saranno le grandi aziende, non i cittadini:
Il regolamento che disciplina i rapporti tra stato e investitori (ISDS) delle aziende canadesi e statunitensi darebbe loro il diritto di citare in giudizio le aziende europee per danni, se ritengono di avere perdite subite a causa di decisioni governative (ad esempio, nuove leggi per la tutela dell’ambiente o dei diritti dei consumatori). Migliorare o anche mantenere i nostri standard per i prodotti alimentari, i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori diventerà molto più difficile.
La liberalizzazione e la privatizzazione diventerebbero di fatto irreversibili. L’UE ei suoi Stati membri subirebbero pressioni per consentire tecnologie a rischio, come l’uso della fratturazione idraulica per le attività estrattive nel sottosuolo o l’uso degli organismi geneticamente modificati.
Il CETA e il TTIP aumenterebbero il potere delle multinazionali a scapito della democrazia e di tutte le persone. Non dobbiamo permettere che questo accada! Sottoscrivi la nostra “Iniziativa dei Cittadini Europei”!

https://stop-ttip.org/what-is-the-problem-ttip-ceta/videos/

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