Repubblica, il sindaco Marino e il giornalismo fazioso. Una lettera aperta.

29 Nov

Cara Repubblica,

mi permetto di qualificarmi come tuo fedelissimo, avendo cominciato a leggerti ancor prima che uscissi in edicola. Esatto, hai letto bene: “prima”, e quando vorrai sarò lieto di spiegarti come e perché.
Ma non ti scrivo per questo. Oggi voglio manifestarti la mia profonda e amara delusione per la campagna che stai conducendo da qualche tempo e che stride con lo stile che ti contraddistingue da sempre: non mi riferisco alla critica – ci mancherebbe – ma all’approccio bilioso e immotivato con cui viene condotta.
Sto parlando delle notizie che riguardano il sindaco Marino e la sua giunta.

Sono mesi che alcune firme dell’edizione romana si cimentano in quella che ormai pare una gara a chi ne dice peggio: la giunta è a rischio praticamente ogni giorno, Marino appare come un incapace, il partito che dovrebbe appoggiarlo non vede l’ora di liberarsene, i romani non lo sopportano. Il tutto espresso con toni esageratamente acidi e talvolta condito addirittura con voci apertamente inconsistenti.
Intendiamoci, qualcosa di vero c’è in tutto questo: Marino ha diversi avversari, anche potenti (come chiunque rivesta un incarico), ha commesso i suoi errori (come altri umani), nel Pd ha nemici autorevoli (alquanto interessati), è inviso a molti cittadini (però si tace sui moltissimi estimatori). Ma, mi domando, possibile che non abbia fatto nulla di buono che valga la pena di commentare positivamente? Possibile mai che la ridicola vicenda della Panda rossa abbia meritato perfino la tua pagina nazionale (riempita in buona parte con foto e rimasticature di articoli precedenti a causa della scarsità di contenuti)? Possibile, insomma, che questo sindaco eletto solo 18 mesi fa, abbia combinato tali e tanti disastri da meritarsi l’ostracismo a priori, comunque e sempre, di un giornale del livello e del prestigio di Repubblica? No, non è possibile. D’altra parte non è neppure pensabile che nella redazione  del mio quotidiano preferito si sia insinuata una quinta colonna per oscuri motivi ostile al sindaco. Però… però il dubbio che ci sia qualcosa che non va resta, purtroppo. E ieri il dubbio si è ingigantito, ha preso corpo, è diventato quasi concreto.

Cosa è successo ieri? Ieri in prima pagina a destra c’era un titolo “Quattro miliardi in cinque anni ma Roma resta un fallimento”; occhiello: “La Ragioneria dello Stato: capitale in default nel 2008 da allora nulla è cambiato” (il neretto è mio). Autore dell’inchiesta (così viene annunciata): Federico Fubini. Ora devi sapere che una delle mie firme preferite, tra le tante tue, è proprio Fubini. Mi piace la chiarezza, la lucidità, la solida documentazione con cui supporta i suoi REP Fubiniarticoli. Per cui resto un po’ sorpreso: il senso è chiaro, nuvoloni minacciosi si annunciano sulla testa del sindaco. Ma cosa mai gli potrà essere imputato, stavolta? Così vado dritto a leggere e si apre una doppia pagina con due grandi foto al centro che riguardano il nubifragio avvenuto nel nord del Lazio, ma la loro presenza appare fuorviante, induce a ricordare i recenti allagamenti avvenuti in città (come se il maltempo fosse colpa del sindaco). C’è anche un’altra piccola foto: è di Marino, con una didascalia che non c’entra nulla: “Costi e servizi”. Cominciamo bene, mi dico, e leggo.

Fubini ricorda nella sua inchiesta i misfatti delle giunte e dei sindaci che si sono succeduti a Roma dal 2008 al 2013, riportando i dati di una Relazione della Ragioneria generale con cifre da far girare la testa e relative a sovvenzioni svanite nel nulla (si fa per dire, come ben sai la magistratura sta indagando su più fronti). Roba passata, quindi? No, facendo torto al suo talento ed al suo stile Fubini forza il pezzo inserendo un paio di commenti della suddetta Relazione che sembrerebbero imputare al sindaco Marino un comportamento criticabile tanto quanto quello dei suoi predecessori. A pochi mesi (giugno) dal suo insediamento, par di capire, Marino ne aveva già combinate tante da richiamare la severa censura degli ispettori.

E’ qui che ho avuto un soprassalto. Quella Relazione (si può leggere qui) è il documento redatto dagli ispettori della Ragioneria chiamati dallo stesso Marino pochi giorni dopo la sua nomina per una verifica amministrativo-contabile dei bilanci del Comune ereditati dal suo predecessore. Gli ispettori si insediarono a ottobre del 2013, la Relazione fu conclusa a gennaio di quest’anno e se non sbaglio divenne pubblica nell’ormai lontano marzo. Ma appare oggi, quasi fosse uno scoop, e tutto questo non si legge da nessuna parte. Verso la fine del pezzo, attira l’attenzione un virgolettato fuori testo : “Le responsabilità non sono solo del centrodestra. Ha colpe anche la giunta Marino”. Non avendo trovato questa frase nella Relazione, devo pensare che sia di qualcun altro. Fubini?

Ora, delle due l’una: o Fubini ignorava l’esistenza della Relazione, di quando fosse stata pubblicata e che l’ispezione da cui ha avuto origine era stata sollecitata da Marino stesso. Oppure lo sapeva e non ne ha tenuto alcun conto. Non vedo altre ipotesi e forse è meglio così.
Oggi, quasi a (parziale) riparazione è uscita un’intervista a Marino in cui egli chiarisce (anche a Fubini, voglio supporre) i fatti come si sono succeduti, fornisce dati sul debito, su quanto fatto finora per ridurlo, notizie sul programma svolto e su quello futuro. Meglio tardi che mai, anche se l’intervista non è annunciata in prima pagina e, purtroppo, non è disponibile nell’edizione in Rete.

Cara Repubblica, sai qual’è la sintesi di tutto questo? Stai attenta: io non sono un fanatico tifoso di Marino. Sono solo un normale cittadino che assistendo all’accanita quanto forsennata campagna contro di lui ne è rimasto indignato. Indignato in particolare da quanto alcuni esponenti del partito che dovrebbe sostenerlo stanno facendo per disarcionarlo o costringerlo ad essere più disciplinato, cioè prono alle indicazioni che lui dovrebbe seguire o ai loro personali obbiettivi; sono indignato per le difficoltà che sta cercando di creargli la ragnatela di interessi più o meno leciti che ha avvolto per anni questa città meravigliosa e che lui contrasta; indignato per quanto viene letteralmente inventato quasi ogni giorno contro di lui. Per questo sto dalla parte del sindaco.  Marino è stato eletto col 63% dei votanti romani: in ogni normale democrazia questo sarebbe più che sufficiente per  rispettare la volontà popolare, ma non qui da noi. Beh, una cosa è la leale opposizione, tutt’altro questo festival permanente dei coltelli alle spalle.  Io penso che sarebbe ora di cominciare a cambiar musica e per primi dovrebbero essere proprio gli organi di informazione. Schierandosi contro senza portare buoni motivi, o peggio, questi ultimi rischiano solo di apparire faziosi. E così perdere affezionati e fedeli lettori.

Con molti cordiali saluti, tuo
Piero Filotico

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10 Risposte to “Repubblica, il sindaco Marino e il giornalismo fazioso. Una lettera aperta.”

  1. Vincenzo Lacquaniti 02/12/2014 a 11:08 am #

    Sono un iscritto al PD.
    sabato sera del giorno 15 nov 2014 durante la trasmissione televisiva di Fazio “che tempo che fa”, il giornalista vicedirettore della Stampa, Massimo Gramellini ha letto un piccolo appunto.
    Grosso modo il suo intervento è questo cercando di adoperare le sue stesse parole:
    per sfamare la bestia del populismo occorre fare attenzione invece di eccitarlo. Così ci si trova impiccati ad una serie di multe del sindaco che forse dovevano o no essere pagate.
    Gramellini così prosegue: in un paese che adora i furbi, Marino ha il grave torto di non esserlo ma soprattutto il grave torto di essere sindaco a Roma cioè una città governata da interessi incoffessabili che legano imprenditori e burocrati uniti a certi partiti comprese alcune frange del partito di appartenenza del sindaco.
    Non trovate curioso aggiunge Gramellini che i vertici del PD facciano le pulci alla piccola Panda del Sindaco e trovino assolutamente normale che il suo predecessore Alemanno giri ancora in auto blu con quattro uomini di scorta e lampeggiante ??
    E poi, questa volta mi chiedo io:
    – non trovate perlomeno sconveniente che per crocifiggere il sindaco per un problema di multe alla sua Panda si richieda addirittura l’appoggio di un piccolo partitino come NCD (che non raggiunge forse nemmeno il 3% insieme all’UDC) capace delle più degradanti denunzie ???
    – non trovate disdicevole che il giorno 15 scorso sia stata effettuata una marcia rivelatasi insignificante con forse appena 1000 partecipanti, piena di insulti per il nostro sindaco da parte di uno sparuto gruppo di forze di estrema destra con tricolori e braccia tese ??
    – non trovate singolare che una spinta data balla bicicletta di Marino mentre saliva in sella e quindi possibile causa di caduta sia stata scambiata per goffagine anziché per aggressione ??
    – non trovate singolare che la soppressione e/o riduzione di alcune linee di trasporto urbano siano state addebitate al sindaco quando questi per mancanza di fondi ha dato incarico a ciascun municipio di valutare e decidere in merito in modo di ridurre per quanto possibile i disagi per i cittadini ???
    – non trovate singolare che la situazione delle periferie romane purtroppo reale
    (Tor Bella Monaco, Tor Sapienza, Tor Pignattara, Tor di Nona, ecc)
    sia stata addebitata all’attuale sindaco anziché alla precedente amministrazione partecipante con grande sfacciataggine alla manifestazione contro Marino e con interviste televisive più volte ripetute dell’ex sindaco ??? In proposito il vice sindaco ha dichiarato (da Rep): “E’ ridicolo veder sfilare Alemanno per periferie. Con lui cinque anni di nulla, 30 milioni di fondi regionali mai spesi. E nel 2010 la giunta Polverini ha definanziato le opere”. E Miccoli ad Alemanno: “Il degrado ha avuto inizio con la sua giunta”.
    – non trovate singolare che il capogruppo d’Auslio, ora dimissionario, abbia speso 20.000 Euro per fare un sondaggio anti-Marino, dall’esito scontato e quindi inutile e comunque tenuto celato a tutti, quindi senza nessuna autorizzazione ed ancora nessuno chieda a d’Ausilio non solo le dimissioni comunque dovute ma che ancora nessuno chieda a d’Ausilio la restituzione dei 20.000 euro che sono soldi nostri ????
    – non trovate abominevole che sulla stampa quotidiana sia riportato (se vero: non voglio e non posso credere sia vero) l’ultimatum dato al sindaco non per cambiare ma addirittura per azzerare la giunta capitolina, altrimenti dimissioni??. Questo non è possibile. Un partito non si può comportare come una mafia.

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    • pierofil 02/12/2014 a 11:52 am #

      Concordo con te. Purtroppo ancora nessuna risposta alle tue domande. E praticamente nessun commento sull’indagine a carico del deputato Di Stefano, che in un’intercettazione telefonica minaccia di rivelare segreti (mica tanto) sulle primarie e sui fondi al gruppo consiliare della Regione. Vedi qui e qui . Ciao.

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  2. Dido X Dido 01/12/2014 a 1:13 am #

    Grazie per l’accurata analisi, questa si meriterebbe una prima pagina di un quotidiano nazionale.
    Molti altri personaggi hanno ricevuto lo stesso trattamento in questi anni, in particolare dall’accoppiata Repubblica/Corriere (tralasciando i giornali minori) e non solo in ambito politico. Ho cominciato ad accorgermene una decina di anni fa.
    Il fenomeno è chiaramente ascrivibile a centri d’interessi del nostro capitalismo (e chissà se solo del nostro) in grado di condizionare pesantemente le linee editoriali di questi giornali (d’altronde di loro proprietà) e quindi a determinare l’opinione pubblica.
    Un vero peccato che in questo paese non sia possibile avere un gruppo editoriale influente veramente libero ed obiettivo (sempre che esista, al mondo).
    Naturalmente l’eliminazione dei contributi pubblici all’editoria (nonostante gli usi spesso distorti che se ne facevano) aggravano ancor di più la situazione; l’ha voluto sempre lo stesso centro d’interessi: la casta che dava della casta agli altri.
    Possiamo scommetterci che per Marino la campagna denigratoria non finisce certo qui.

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    • pierofil 01/12/2014 a 1:40 am #

      Concordo. Ormai l’editoria, intesa come imprenditoria pura, non esiste più, almeno in Italia. La speranza è data da due cose: la Rete, che però ha una serie di limiti, e per primo il dilettantismo (salvo alcuni rari casi) e la reazione che questa banalissima lettera, scritta in un momento di profondo sdegno, ha prodotto. In un giorno (domenica, per di più) il blog ha registrato oltre 1200 accessi, per non contare poi i ‘mi piace’ sui social network. Forse è poco, ma sufficiente a dare un minimo di coraggio.
      Ciao Dido e grazie per il commento.

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  3. Massimo Saccà 30/11/2014 a 10:00 pm #

    Condivido completamente i contenuti della lettera! Fa piacere sentire che non sono l’unico a pensarla così. Ma forse ce ne sono più di quanto la stampa non voglia farci credere…

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    • pierofil 30/11/2014 a 11:41 pm #

      Massimo, oggi ne sono certo. Il blog con quella banalissima lettera che ho scritto sotto l’impeto dello sdegno ha ricevuto a poco fa – in una normalissima domenica, giorno basso per il traffico del web – oltre 1100 visite. Ed è impossibile contare i ‘mi piace’ registrati sui social network. Il che è rinfrancante, a parer mio. Ciao e grazie per il commento.

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  4. paola brianti (@paolabrianti) 30/11/2014 a 4:58 pm #

    Andreotti diceva: mi incolpano di tutto. Mi imputerebbero anche le guerre puniche se, all’epoca, non fossi stato troppo giovane. Adesso tirano a Marino, colpevole di non fare gli interessi dei palazzinari.

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  5. pierofil 03/12/2014 a 10:38 am #

    Infatti. L’acida e biliosa quanto incomprensibile posizione di Repubblica contro Marino dura da mesi. Oggi, con l’azione della magistratura e la scoperta della fogna che prosperava da anni cambia improvvisamente. Ma guarda un po’.

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  1. La mafia di Roma | Uguali Amori - 03/12/2014

    […] Tanto, se il sistema va a puttane e si sfascia, se Roma si trova con dodici miliardi di debito, questo debito lo pagherà qualcun altro, lo Stato italiano in particolare. E se il sindaco Marino chiede, come primo atto della sua giunta, una ricognizione su questo debito, se la relazione denuncia le gravi inefficienze della macchina amministrativa e se gli ispettori del MEF dichiarano che Roma non ha iniziato alcun processo di risanamento perché si sa che tanto pagherà Pantalone, Repubblica non trova di meglio che di fare due pagine nell’edizione nazionale per raccontare questo rapporto, scordandosi però (guarda i casi) di dire che l’indagine era stata sollecitata dallo stesso Marino (vedi qui) […]

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