L’on. Marco Di Stefano inquisito per corruzione. Interessante.

6 Nov

Interessante stavolta non è la solita storia del politico inquisito perché sospettato di azioni illecite: le cronache quotidiane ormai quasi non mi stupiscono più. No, interessante è la reazione del possibile inquisito, tale Marco Di Stefano,  alla notizia che il suo nome non è stato inserito tra le prime posizioni negli elenchi dei candidati alle elezioni del 2013, quando in una intercettazione telefonica viene colto il suo sfogo: «Ora inizia la guerra nucleare, a comincia’ dalla Regione, tiro tutti dentro»….«Sono dei maiali, non è che puoi l’ultima notte buttar dentro gente dopo che ti dici che stai dentro»…«Ho fatto le primarie con gli imbrogli, no? Non è che so’ imbrogli finti, imbrogli ripresi, non è tollerabile questa storia…Se imbarcamo tutti, ricominciamo dai fondi del gruppo regionale. Sansone con tutti i Filistei, casco io ma cascano pure gli altri».

A parte l’accenno a possibili brogli nelle Primarie (oggi Libero sguazza come suo solito nella questione con la prima pagina) mi ha colpito il riferimento ai fondi del gruppo regionale. A cosa si riferisce l’on. (alla fine è entrato a Montecitorio, vedremo come)  Marco Di Stefano nella sua non tanto velata minaccia? Andiamo con ordine e prima di tutto vediamo chi è Marco di Stefano facendo un passo indietro per ricordarne la carriera – si fa per dire – iniziata nella polizia (da cui sarebbe in aspettativa).
Copio e incollo da Wikipedia  – che non ringrazierò mai abbastanza (a proposito, contribuite se potete) – e che mi ha risparmiato la fatica:

Consigliere comunale di Roma per il Centro Cristiano Democratico dal 1997, nel marzo 2003 viene eletto segretario provinciale del neonato UDC.[1] Alla vigilia delle elezioni regionali nel Lazio del 2005 lascia l’UDC e passa al centrosinistra, venendo eletto consigliere regionale per la Lista civica Piero Marrazzo[2] e nominato assessore a Risorse Umane, Demanio e Patrimonio.[3]
Nel marzo 2007 passa all’UDEUR Popolari, di cui viene nominato vice-segretario nazionale,[2] ma dopo un anno, nel febbraio 2008, in seguito alla caduta del Governo Prodi II e al passaggio dell’UDEUR nel centrodestra, Di Stefano lascia il partito per entrare nel Partito Democratico.[4]
Nel febbraio 2009 perde il posto in Giunta, sostituito dall’’ex presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia, ma in seguito a un nuovo rimpasto, ci rientra nel settembre dello stesso anno, diventando assessore all’Istruzione.[5]
Alle successive elezioni del 2010, vinte dal centrodestra, è confermato in consiglio regionale per il PD.[3]Conclusasi in anticipo la consiliatura, nel dicembre 2012 si è candidato alle primarie per la scelta dei candidati parlamentari del PD in vista delle elezioni del 2013, risultando il sedicesimo classificato a Roma città;[6] candidato quindi alla Camera nella Circoscrizione Lazio 1, risulta il primo dei non eletti, ma l’8 agosto 2013 viene proclamato deputato a seguito delle dimissioni di Marta Leonori, nominata assessore comunale a Roma.

Ecco, avrete già capito tutto: se non lo conoscevate da prima questo è il personaggio che rappresenta alcuni elettori (non me, respingo ogni responsabilità). Un classico esempio di politico nato quasi casualmente in quegli ambienti  legati al sottobosco dell’amministrazione locale e che a un certo punto, con una serie di disinvolte capriole, cambiando casacca e ideali a seconda del vento favorevole e soprattutto utlizzando efficacemente tessere e voti, spicca il volo.

Torniamo ora all’intercettazione. Cosa intende dire Di Stefano quando parla di ricominciare  dai fondi del gruppo regionale? Suppongo si riferisca a una storia di un paio d’anni fa frettolosamente sepolta ma non dimenticata da molti, tra cui chi scrive e che deve giocoforza autocitarsi (vogliate scusare) riportando le parti più interessanti di un post del 15 dicembre dell’anno scorso.

Il 26 gennaio 2010 (la giunta all’epoca è guidata dal centrosinistra) il Consiglio di Presidenza della regione Lazio definisce in un milione la somma destinata al funzionamento di tutti i gruppi consiliari. Due anni dopo, l’8 novembre 2011, la giunta Polverini può registrare (immagino con soddisfazione)  di aver portato quello stanziamento a14 milioni. Ma come si è potuto giungere a questo mostruoso aumento?  C’è stata una marcia regolare,  dice l’attenta cronaca di Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, iniziata il14 dicembre 2010, quando venne presentata una proposta per portare i fondi a 5,5 milioni di euro, approvata il successivo 10 febbraio. Passano due mesi e il 4 aprile viene presentata una nuova richiesta e quindi si vota per un ulteriore stanziamento di 3 milioni. Ma non bastano, pare: il 19 luglio vengono aggiunti 3 milioni e ancora il 2 novembre 2011 si approva l’integrazione di altri 2,5 milioni. Totale finale: 14 milioni, sempre con l’unanime parere positivo di tutti i gruppi.  Questo il prospetto finale, secondo il Messaggero:
Regione Lazio fondi-2011In quello stesso periodo nasce lo scandalo Fiorito e si accendono insieme ai riflettori della magistratura le attenzioni dei media e dei cittadini indignati. Chiamato a giustificare nell’assemblea romana del Pd la generosa autogratificazione, per di più concordata con la maggioranza Polverini, il capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino, si giustifica dichiarando che quel denaro è stato utilizzato per attività politiche, e qualche giorno dopo pubblica sul sito del gruppo il rendiconto attirandosi però  l’immediata ironia di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera: “Il gruppo del Pd ha incassato nel 2011 la bellezza di 2 milioni 17.946 euro. Che divisi per i 14 componenti fa oltre 144 mila euro pro capite: quasi il triplo dei contribuiti erogati da Montecitorio. Inutile allora stupirsi che i democratici spendano 210.207 euro (!) per «riunioni, convegni, conferenze, incontri», 622.083 euro (!!) per i collaboratori e 738.863 euro (!!!) per «diffusione attività del gruppo, stampa manifesti». E nonostante questo ci sono ancora in cassa 304 mila euro”.
………..

Il succoso resto con altri particolari su altri importanti esponenti del PD del Lazio ve lo potete leggere qui, ma non posso fare a meno di ripubblicare la conclusione:

A proposito, quasi tutti gli ex-consiglieri hanno fatto carriera o sono stati altrimenti beneficiati o premiati; quella che segue è la situazione completa, escludendo Francesco Dalia, nel frattempo scomparso:
Esterino Montino: sindaco di Fiumicino; la moglie, Monica Cirinnà, eletta senatrice
Piero Ambrosi: funzionario alla Regione Lazio (aggiornamento: subentrato a Tonino D’Annibale)
Bruno Astorre: senatore
Marco Di Stefano: deputato (subentrato a Marta Leonori, dimissionaria)
Enzo Foschi: segreteria particolare del sindaco Ignazio Marino (aggiornamento: non più, oggi nella segreteria del PD Lazio)
Carlo Lucherini: senatore
Claudio Mancini: la sua fidanzata Fabrizia Giuliani eletta deputata in Lombardia (aggiornamento: è la moglie)
Claudio Moscardelli: senatore
Giuseppe Parroncini
Mario Perilli
Umberto Ponzo
Francesco Scalia: senatore
Daniela Valentini: senatrice

Così è, vi piaccia o no e restando fiduciosamente in attesa degli sviluppi, mentre la questione morale emerge sempre più prepotentemente come il primo, drammatico problema di questo nostro disgraziato Paese.

Aggiornamento: questo è il rendiconto che il capogruppo Montino si decise a mettere on line sotto la pressione dell’opinione pubblica indignata per gli scandali che si susseguivano. Indubbiamente quell’anno si registrò una frenetica attività nella comunicazione del gruppo: 738.000 euro per la diffusione dell’attività e 210.000 per riunioni, convegni, incontri (in buona parte gastronomici). Per restare tra le maggiori voci di spesa, mancano tuttavia, ed è un vero peccato, i dettagli relativi alla spesa di 622.000 euro per le ‘collaborazioni’, di 65.000 euro per ‘spese di locomozione e diarie’ e 58.000 di ‘spese varie’. Ma confido che li avremo presto.

Annunci
ParteCivile

Noi andremo oltre.

PRIGIONI INVISIBILI

Pensate di essere liberi? sbagliato! siete esseri messi in prigioni invisibili (cit.D)

Uguali Amori

Considering the situation, I am reasonably self-possessed

un filo rosso

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

A Roma Si Cambia!

Culture e Competenze per l'Innovazione

nandocan magazine 1

note e proposte di un giornalista

Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro...

PD MARCONI ROMA11 (ex15)

gli indomabili di Marconi. Zero sconti.

Nel mio mestiere o arte scontrosa

Questo è un blog nonviolento: se non siete d'accordo con i contenuti per favore menatevi da soli

manginobrioches

Il cuore ha più stanze d'un casino

Testi pensanti

Gli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti. E dunque, è giusto citare i giganti.

Invece Sempre

(Ovvero Federica e basta)

ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO

(Cit. del Generale Aung San, leader della indipendenza birmana)

Valigia Blu

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

Internazionale

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: