Burocradiozìa (3): l’INPS

25 Set

INPS 2
Ci risiamo: dopo i miei simpatici recenti incontri con la burocrazìa idiota (vedi qui e qui) ieri mi è capitato, inatteso, un nuovo approccio con la parte ottusa dell’apparato che governa le nostre vite di semplici cittadini.
Guardate questo modulo. Si ottiene – se non vuoi andare presso uno sportello INPS – tramite il sito dell’istituto dopo essere entrato in ‘Servizi per il cittadino’ ed esserti fatto riconoscere tramite il PIN. Come sappiamo tutti il PIN è un codice personale da trattare con cura, perchè consente l’accesso ai tuoi dati; addirittura, per maggior sicurezza l’INPS lo cambia d’ufficio periodicamente.

INPS 1La mia questione era (credevo) banale: cambiare la banca presso la quale l’INPS mi accredita la pensione e credevo anche di poter fare l’operazione via web e risparmiandomi una mattinata di file.  Accedo quindi al sito, e quando richiesto digito il mio PIN. Il sistema mi riconosce e procedo. Tra i servizi offerti per ‘accredito pensione’ trovo solo questo qui a destra, che mi chiede matricola e  numero ‘fascicolo’: non ho nè l’una nè l’altra, per cui arguisco che non mi riguarda e opto per i moduli on line.

INPS modulo accr via Poste

E qui le mie illusioni si infrangono perché appare il modulo che vi ho  mostrato sopra, , dove la fantasia del burocrate si è sbizzarita: L’INPS sa tutto (o quasi) di me, ha tutti i miei dati, sa che sono sposato, quanti figli ho, dove ho lavorato, che ho avuto un cane, quanto ho guadagnato in ogni singolo anno della mia esistenza, sospetto anche sappia che talvolta mi caccio le dita nel naso. Ciononostante mi RI-chiede tutti i miei dati anagrafici. Non bastano il nome e cognome (con cui il sito mi ha salutato appena mi ha riconosciuto): no, devo RI-scriverli tutti e, dopo aver scaricato e stampato il modulo, a mano: data e luogo di nascita, codice fiscale, telefono, indirizzo e-mail; ripeto: tutti, lo vedete da voi. Ed è tutto tempo e denaro persi, per me e per chi dovrà trattare la mia pratica cartacea successivamente. Ma non basta ancora: nella seconda pagina l’INPS pretende anche la firma di un  funzionario della banca presso cui ho chiesto di appoggiare ogni mese quanto mi spetta. E perchè mai? A cosa può servire, visto che il cliente sono io che ho fatto la richiesta? A cosa maledizione serve la firma del funzionario della mia banca, ad autorizzare forse la mia richiesta? Domande che rimarranno senza risposta.

Ora dovrò andare in banca, ottenere la firma, riportare il modulo all’INPS e poi attendere (mesi, mi è stato anticipato da altri sciagurati che hanno fatto lo stesso percorso di guerra). Non si poteva fare on-line, come si fa in ogni paese civile? No, non si può. Ed è così che la mattinata che volevo risparmiare si è materializzata, con l’aggiunta di una sorda e robusta incazzatura.

 

 

 

 

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