Renzi chiede l’unità del Pd. E l’Unità?

8 Set

“Propongo una segreteria unitaria, dove la responsabilità è in capo a tutti”, ha detto Renzi a Bologna, alla Festa democratica (sì, quella che si chiamava Festa dell’Unità).
Novant’anni fa, nel 1923, nella lettera  in cui proponeva la testata del nuovo giornale Gramsci scriveva:

Il giornale non dovrà avere alcuna indicazione di partito. Dovrà essere un giornale di sinistra. Io propongo come titolo l’Unità puro e semplice che sarà un significato per gli operai e avrà un significato più generale.

Unità un milione

 

Ma evidentemente Renzi lo ignora, oppure ‘un giornale di sinistra‘ non gli interessa, perchè il destino de l’Unità non ha meritato una parola, neppure nel comizio di chiusura. E tuttavia, per quella componente  del Pd cui ha fatto appello perchè cessino le diatribe e le contrapposizioni nel partito, un cenno sul futuro del giornale-simbolo di lotte e ideali sarebbe stato più che importante, sarebbe stato un segnale concreto, vivo, reale. Nulla, invece, un silenzio assoluto, come si usa quando l’argomento è imbarazzante o non si sa cosa dire.  Un paio di mesi fa prevedevo questa sintesi:

Chiude l’Unità? Ecchissenefrega.

E scusate l’autocitazione, ma l’amarezza è tanta.

 

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