Hedy Epstein, il coraggio della coerenza

20 Ago

L’altro ieri Hedy Epstein, una signora che ha compiuto 90 anni il 15 agosto, ha salutato amici e parenti venuti a festeggiarla a St. Louis, si è recata a Ferguson a manifestare per Ferguson 1Michael Brown, un adolescente Ferguson 3afroamericano ucciso una settimana prima dalla polizia nonostante fosse disarmato e alle 16 e trenta è stata ammanettata e arrestata insieme ad altri otto dimostranti per essersi rifiutata di sciogliere l’assembramento.

“Sono molto, molto preoccupata per quello che sta succedendo – ha dichiarato a Newsweek – Questo è razzismo e ingiustizia”. E la Epstein di ingiustizia ne sa qualcosa: è probabilmente la più famosa attivista al mondo per i diritti civili. “Sono quello che sono – ha proseguito – per quello che mi hanno HEDY EPSTEINinsegnato i miei genitori e per quello che ho visto. Per me sono stati un esempio di vita e di come non si deve perseguitare nessuno. E mi piace pensare che sarebbero orgogliosi di me”. Negli anni ha partecipato alle manifestazioni per il diritto all’aborto, per la casa, per Haiti, come delegata per la pace è stata in Guatemala, Nicaragua, Cambogia ed è una strenua sostenitrice del Movimento per Gaza Libera. E questo è davvero abbastanza strano, visto che è una sopravvissuta all’Olocausto.

Nata  Freiburg in Germania nel 1924, aveva solo otto anni quando Hitler prese il potere. Lentamente ma inesorabilmente la persecuzione degli ebrei ebbe inizio e sei anni dopo i suoi genitori riuscirono a farla espatriare in Inghilterra con un Kindertransport, un’operazione di salvataggio britannica che portò al sicuro oltre 10.000 bambini ebrei. Nessuno della sua famiglia, oltre venti persone, è sopravvissuta: dopo essere stati internati in Francia furono probabilmente sterminati ad Auschwitz. Alla fine della guerra tornò in Germania come ricercatrice e interprete ai processi di Norimberga e nel 1948 arrivò negli Stati Uniti. Il primo giorno di lavoro chiese ad una collega afroamericana di andare a pranzo insieme, ma la donna rifiutò l’invito. La cosa si ripetè più volte nei giorni seguenti fin quando Hedy non le chiese se le stava antipatica e la donna le spiegò che non poteva frequentare il suo stesso ristorante. “Ma siamo nel 1948 – Hedy osservò – Lincoln ha eliminato la schiavitù più di ottant’anni fa!”

Quello fu l’inizio. Da allora Hedy non ha mai cessato di battersi per i diritti degli oppressi. “Nel 1982 – ha raccontato nel 2010 al Los Angeles Times – ho sentito dei massacri dei rifugiati a Sabra e Shatila in Libano ed Hedy Epstein, 85, (L) a a US activist anho voluto saperne di più su quanto era successo in Palestina tra il 1948 e il 1982. Man mano che andavo avanti  cresceva il mio dissenso verso la politica di Israele e del suo esercito. Così nel 2003 sono andata per la prima volta nella West Bank [Cisgiordania] e ci sono tornata cinque volte da allora”. E a chi l’accusa di essere anti-Israele ribatte: “Tu puoi criticare ogni altro paese, compresi gli Stati Uniti, ma non Israele, ma che roba è questa?”

Questa è logica. E coerenza. E soprattutto coraggio delle idee.

 

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3 Risposte to “Hedy Epstein, il coraggio della coerenza”

  1. pierofil 21/08/2014 a 1:02 pm #

    Una donna davvero straordinaria, vero Nando?

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Trackbacks/Pingbacks

  1. senza dimenticare i palestinesi della Striscia di Gaza e la Palestina | il Blog di Daniele Barbieri & altr* - 27/08/2014

    […] https://unfilorosso.wordpress.com/2014/08/20/hedy-epstein-il-coraggio-della-coerenza/ […]

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  2. Hedy Epstein, il coraggio della coerenza | nandocan magazine 1 - 21/08/2014

    […] debitore a Piero Filotico di questa bella presentazione di una signora ebrea che merita davvero di essere più conosciuta e […]

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