Un sommesso messaggio per Barbara Spinelli

9 Giu

il-mondo-cambia-con-il-tuo-esempioHo seguito, fin dai primi inizi, la storia della Lista Tsipras. Dapprima le voci sull’iniziativa, poi la presentazione ufficiale a Roma, le mie prime, incerte azioni da sostenitore e poi avanti, il (modestissimo) contributo all’eroico e sparuto gruppo della comunicazione fino all’incontenibile entusiasmo di quel 26 maggio.

Ricordo che il 3 febbraio inseguii Barbara Spinelli fino davanti all’ascensore della sede della FNSI per chiederle da perfetto sconosciuto (e buon ultimo) di sostenere la lista con la sua presenza. Mi rispose testualmente: “ma non è per me, la politica. Non ne sono capace”. Le feci allora notare che rappresentavo l’elettore-tipo, che la sua firma sarebbe stato un incoraggiamento per tanti indecisi e ci salutammo con lei che scuoteva la testa. Poi si lasciò evidentemente convincere da qualcuno ben più autorevole ed eloquente e il suo nome apparve in tre delle cinque liste, al primo posto in quelle di Centro e  delle Isole. Da quel momento ho sostenuto a spada tratta la tesi di Barbara contro chi criticava lei e Moni Ovadia per la loro presenza – definita fittizia – nelle liste elettorali. Condividevo con assoluta convinzione che questo fatto  rappresentava una testimonianza ed una garanzia per gli elettori posti di fronte ad un progetto che prometteva solo fatica, oltre ad una esile speranza. Che tuttavia, man mano che si avanzava, diveniva più solido e divenne concreto al raggiungimento della sospirata soglia minima delle firme in Val d’Aosta, che avrebbe spianato la strada per le 150.000 occorrenti in tutt’Italia per poter presentare la lista.

Ecco perché la decisione di Spinelli di rimangiarsi le sue tanto ripetute e ferme dichiarazioni e quindi pretendere il seggio a Bruxelles mi lasciano solo l’amaro della profonda delusione.  E’ uno schiaffo alla fiducia. Incrina irrimediabilmente il rapporto di tanti con un progetto che in Europa è indispensabile.  Con la sua latitanza e il volutamente mancato confronto con gli elettori marca una distanza siderale da quella dichiarazione “Prima le persone” che ha contrassegnato tutta la campagna elettorale. E trovo nella sua lettera espressioni che mi colpiscono dolorosamente e  profondamente, basti questa: “Inol­tre, come garante della Lista, ho il dovere di pro­teg­gerla: le logi­che di parte non pos­sono com­pro­met­terne la natura ori­gi­na­ria.” Una contraddizione esplosiva: la protezione consiste nel mantenimento degli impegni, tutti, nessuno escluso.  Quando contravvieni ad un impegno preso con un milione di elettori, tutto quello che puoi affermare a tua giustificazione è solo un’opinione. Ma resta, per sempre, il cattivo esempio.

 

 

 

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