Roma, 27 aprile 1937: muore Antonio Gramsci.

27 Apr
« Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione […] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini. »

Antonio Gramsci, lettera alla madre, 10 maggio 1928

 

In  spregio all’immunità parlamentare Gramsci fu arrestato l’8 novembre 1926, accusato di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all’odio di classe. Al processo che si celebrò un anno e mezzo dopo contro ventidue comunisti tra cui, oltre a Gramsci stesso, Scoccimarro, Terracini, Roveda, il pubblico ministero del Tribunale Speciale Fascista – istituito per l’occasione – dichiarò: “dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare per vent’anni“. Ma non ci riuscirono.

Fu condannato così a vent’anni, quattro mesi e cinque giorni, imprigionato e tenuto in carcere nonostante le sue già precarie condizioni di salute peggiorassero, al punto che nel 1934 gli fu concessa la libertà condizionata e fu trasferito in una clinica romana dove cessò la sua esistenza il 27 aprile del 1937, a soli 46 anni. Le sue ceneri riposano nel cimitero degli Inglesi, a Roma. Intellettuale, politico, filosofo, sociologo, critico letterario, è considerato universalmente uno dei più grandi pensatori del secolo scorso e le sue opere sono presenti nelle biblioteche delle Università del mondo. In una domenica in cui l’attenzione generale sembra attratta dalla cerimonia che riguarda due Papi, io andrò invece a rendere omaggio a un uomo il cui rigore morale, la dignità e forza d’animo non furono mai piegati dal fascismo. Le Lettere dal carcere – da cui è tratta quella alla moglie che riporto più sotto e per cui ringrazio gli autori di liberliber – ne sono la dimostrazione più palese. Nel 1932 Gramsci ha già trascorso sei anni tra confino e carcere duro e le condizioni di salute si sono ancora aggravate: oltre al morbo di Pott, di cui soffre da giovane, ha perso i denti, lo affliggono ipertensione e gotta. Ma lo spirito è indomabile e il suo esempio sostiene tutti quelli che talvolta sentono la tentazione di rassegnarsi.

La tomba di Gramsci a Roma.

La tomba di Gramsci a Roma.

27 giugno 1932

Carissima Iulca,
ho ricevuto i tuoi foglietti, datati da mesi e giorni diversi. Le tue lettere mi hanno fatto ricordare una novellina di uno scrittore francese poco noto, Lucien Jean credo, che era un piccolo impiegato in una amministrazione municipale di Parigi. La novella si intitolava Un uomo in un fosso. Cerco di ricordarmela. – Un uomo aveva fortemente vissuto, una sera: forse aveva bevuto troppo, forse la vista continua di belle donne lo aveva un po’ allucinato. Uscito dal ritrovo, dopo aver camminato un po’ a zig-zag per la strada, cadde in un fosso. Era molto buio, il corpo gli si incastrò tra rupi e cespugli; era un po’ spaventato e non si mosse, per timore di precipitare ancora più in fondo. I cespugli si ricomposero su di lui, i lumaconi gli strisciarono addosso inargentandolo (forse un rospo gli si posò sul cuore, per sentirne il palpito, e in realtà perché lo considerava ancora vivo). Passarono le ore; si avvicinò il mattino e i primi bagliori dell’alba, incominciò a passar gente. L’uomo si mise a gridare aiuto. Si avvicinò un signore occhialuto; era uno scienziato che ritornava a casa, dopo aver lavorato nel suo gabinetto sperimentale. Che c’è? domandò – Vorrei uscire dal fosso, rispose l’uomo. – Ah, ah! vorresti uscire dal fosso! E che ne sai tu della volontà, del libero arbitrio, del servo arbitrio! Vorresti, vorresti! Sempre così l’ignoranza. Tu sai una cosa sola: che stavi in piedi per le leggi della statica, e sei caduto per leggi della cinematica. Che ignoranza, che ignoranza! – E si allontanò scrollando la testa tutto sdegnato. – Si sentì altri passi. Nuove invocazioni dell’uomo. Si avvicina un contadino, che portava al guinzaglio un maiale da vendere, e fumava la pipa: Ah! ah! sei caduto nel fosso, eh! Ti sei ubbriacato, ti sei divertito e sei caduto nel fosso. E perché non sei andato a dormire, come ho fatto io? – E si allontanò, col passo ritmato dal grugnito del maiale. – E poi passò un artista, che gemette perché l’uomo voleva uscire dal fosso: era così bello, tutto argentato dai lumaconi, con un nimbo di erbe e fiori selvatici sotto il capo, era così patetico! – E passò un ministro di dio, che si mise a imprecare contro la depravazione della città che si divertiva o dormiva mentre un fratello era caduto nel fosso, si esaltò e corse via per fare una terribile predica alla prossima messa. – Così l’uomo rimaneva nel fosso, finché non si guardò intorno, vide con esattezza dove era caduto, si divincolò, si inarcò, fece leva con le braccia e le gambe, si rizzò in piedi, e uscì dal fosso con le sole sue forze. – Non so se ti ho dato il gusto della novella, e se essa sia molto appropriata. Ma almeno in parte credo di sì: tu stessa mi scrivi che non dai ragione a nessuno dei due medici che hai consultato recentemente, e che se finora lasciavi decidere agli altri ora vuoi essere più forte. Non credo che ci sia neanche un po’ di disperazione in questi sentimenti: credo che siano molto assennati. Occorre bruciare tutto il passato, e ricostruire tutta una vita nuova: non bisogna lasciarci schiacciare dalla vita vissuta finora, o almeno bisogna conservarne solo ciò che fu costruttivo e anche bello. Bisogna uscire dal fosso e buttar via il rospo dal cuore. Cara Iulca, ti abbraccio teneramente.

Antonio

 

 

 

Annunci

5 Risposte to “Roma, 27 aprile 1937: muore Antonio Gramsci.”

  1. Misterkappa 27/04/2014 a 6:43 pm #

    Bel post, complimenti! 🙂

    Mi piace

    • pierofil 27/04/2014 a 6:52 pm #

      Grazie, mi fa piacere soptattutto perchè mi è uscito di getto ed era qualcosa che sentivo da tempo.

      Mi piace

I commenti sono chiusi.

ParteCivile

marziani in movimento

PRIGIONI INVISIBILI

Pensate di essere liberi? sbagliato! siete esseri messi in prigioni invisibili (cit.D)

Uguali Amori

Considering the situation, I am reasonably self-possessed

un filo rosso

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

A Roma Si Cambia!

Culture e Competenze per l'Innovazione

nandocan magazine 1

note e proposte di un giornalista

Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro...

PD MARCONI ROMA11 (ex15)

gli indomabili di Marconi. Zero sconti.

Nel mio mestiere o arte scontrosa

Questo è un blog nonviolento: se non siete d'accordo con i contenuti per favore menatevi da soli

manginobrioches

Il cuore ha più stanze d'un casino

Testi pensanti

Gli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti. E dunque, è giusto citare i giganti.

Invece Sempre

(Ovvero Federica e basta)

ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO

(Cit. del Generale Aung San, leader della indipendenza birmana)

Valigia Blu

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

Internazionale

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: