Le armi chimiche siriane distrutte nel Mediterraneo: ‘no’ di Tsipras

7 Apr

In Italia è stato dato il necessario risalto all’opposizione dei sindaci calabresi al transito delle armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro. Molto meno (anzi. quasi per nulla) al fatto che, dopo essere state rese inoffensive a bordo di una nave militare americana, verranno scaricate nel Mediterraneo. Il tutto in massima sicurezza, assicurano gli americani, ma nonostante questo i dubbi sulla piena riuscita dell’operazione permangono e li ha bene esposti tempo fa su La Stampa (‘Armi chimiche siriane, è sicuro distruggerle in mare?‘) la dottoressa Gatti, esperta di Nanotossicologia.
Confesso che anch’io non sono molto tranquillo su questa faccenda, specie dopo essermi documentato e aver trovato – tra l’altro – questa mappa in un articolo della BBC.

 1. The Syrian authorities are responsible for packing and safely transporting the chemical weapons from 12 sites across the country to the port of Latakia. Russia has supplied large-capacity and armoured lorries, while the US has sent container drums and GPS locators. 2. Russia is providing security for loading operations at Latakia, for which the US has supplied loading, transportation and decontamination equipment. China has sent 10 ambulances and surveillance cameras, and Finland an emergency response team in case of accidents. 3. Denmark and Norway are providing cargo ships and military escorts to take the chemicals to the container port of Gioia Tauro in Italy. Russia and China are also providing naval escorts and the first consignment of 16 tonnes left Latakia on 7 January. 4. In Italy, the "most critical" chemical agents will be loaded onto the US Maritime Administration cargo ship, MV Cape Ray, to be destroyed by hydrolysis in international waters. Less-toxic chemicals will be shipped by Norwegian and Danish vessels for disposal at commercial facilities

1. The Syrian authorities are responsible for packing and safely transporting the chemical weapons from 12 sites across the country to the port of Latakia. Russia has supplied large-capacity and armoured lorries, while the US has sent container drums and GPS locators.
2. Russia is providing security for loading operations at Latakia, for which the US has supplied loading, transportation and decontamination equipment. China has sent 10 ambulances and surveillance cameras, and Finland an emergency response team in case of accidents.
3. Denmark and Norway are providing cargo ships and military escorts to take the chemicals to the container port of Gioia Tauro in Italy. Russia and China are also providing naval escorts and the first consignment of 16 tonnes left Latakia on 7 January.
4. In Italy, the “most critical” chemical agents will be loaded onto the US Maritime Administration cargo ship, MV Cape Ray, to be destroyed by hydrolysis in international waters. Less-toxic chemicals will be shipped by Norwegian and Danish vessels for disposal at commercial facilities

Oltretutto il Mediterraneo è un mare chiuso, già tormentato dagli scarichi di materiali tossici di ogni genere (ricordate la storia delle carrette del mare cariche di porcherie e affondate ad arte?): perché maledizione gli americani non vanno a fare l’operazione al centro dell’Atlantico, per esempio? E come mai l’Unione Europea subisce quasi passivamente questa storia? Non sarà che l’Europa del Nord sia poco attenta (quantomeno) a quanto accade in quella del Sud, come talvolta capita di sentire ipotizzato?

Sta di fatto che Alexis Tsipras, il leader di Syriza in Grecia e candidato alla presidenza della Commissione europea, sostenuto in Italia dalla lista L’Altra Europa, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al Presidente della Commissione Europea, J. Manuel Barroso, al Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, al Presidente del Consiglio europeo, H. Van Rompuy e all’Alto rappresentante europeo dell’Unione per gli Affari esteri e la Politica di Sicurezza, Catherine Ashton, chiedendo prima di tutto come mai l’operazione sia stata classificata come ‘militare’ (con le conseguenti segrete coperture) e manifestando tutte le sue vive preoccupazioni per i residui che, ancorché dichiarati inoffensivi, verranno scaricati nel Mediterraneo, con gli enormi rischi e pericoli per la salute, il sistema ecologico, la pesca, il turismo e l’insieme delle attività produttive dell’intero Mediterraneo e delle aree che lo circondano.

A mio avviso Tsipras bene ha fatto a evidenziare con questa lettera l’inadeguatezza mostrata nell’occasione dai vertici europei che sembrano aver sottovalutato – se non addirittura non compreso – l’enormità della questione, puntando indirettamente l’indice sul fatto che ancora una volta i problemi riguardanti l’Europa del sud siano colpevolmente trascurati in barba ad una serie di accordi, patti e determinazioni circa la protezione del Mediterraneo. La lettera conclude chiedendo di revocare l’operazione nel Mediterraneo, revocare il finanziamento di 12 milioni di euro concesso dalla UE, declassificare l’iniziativa a OPERAZIONE PACIFICA  e condurla a termine al di fuori dei confini del Mediterraneo sotto procedure e controlli in piena trasparenza.

Staremo a vedere quanto l’Europa di Schultz starà a d ascoltare l’Europa del Mediterraneo, ma non so perché non sono molto fiducioso. Ed è un’altra ragione per cui voterò per Tsipras alle elezioni europee.

 

 

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