Lo Stato biscazziere ci rimette: + 8 – 30 (miliardi di euro).

27 Mar

Proprio così. A fronte di circa 8 miliardi di euro di entrate fiscali, lo Stato che incoraggia quella piaga sociale che è diventato il gioco d’azzardo ci rimette almeno 30 miliardi. La stima è della dottoressa Diana De Martino, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia e origina dalla valutazione dell’insieme di costi e danni prodotti, tra cui principalmente:
– i costi sanitari per assistere 800./1.000.000 di dipendenti cronici da ludopatia, oltre a quelli afflitti da forme meno pesanti.
– i costi sociali per l’impoverimento delle famiglie: mediamente il 12% del budget familiare si perde in giochi di varia natura.
– i costi per i controlli tecnici, amministrativi e di polizia per il funzionamento dell’intero sistema del gioco d’azzardo.
– i danni derivanti dall’alimentazione dell’usura, fortemente incrementata dal gioco.
– i danni derivanti al mercato regolare per concorrenza sleale attuata tramite le forme di gioco illegale (che Eurispes valuta in 23 miliardi).
– i danni derivanti dall’evasione fiscale.
– i danni derivanti dal rafforzamento della criminalità organizzata.

slot_GIOCATOREIn un paese normale ce ne sarebbe d’avanzo per un intervento deciso e  immediato teso a contrastare lo sviluppo di questa sciagura nazionale. Al contrario, nel nostro Parlamento la lobby che difende il gioco d’azzardo – e quindi, indirettamente, anche quello illegale – è molto forte, esssendo giunta tra l’altro ad ottenere che la tassazione sulle forme più evolute, quelle on – line, sia di percentuali ridicolmente basse. Nè vale la difesa degli operatori del settore, per i quali il volume di denaro rimesso come premi è elevato: a conti fatti, il totale che resta nei bilanci delle concessionarie sarebbe solo  (sic!) di 16,5 miliardi di euro; questo volume di denaro è comunque sottratto ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione e da solo, se rimmesso nel circuito della spesa delle famiglie, potrebbe dare un effettivo contributo all’uscita dalla crisi.
Ma la verità è che si tratta comunque di un calcolo ingannevole: occorre tener conto che è l’intero volume della spesa nel gioco – sotto tutte le sue forme, dal gratta e vinci, alle slot, alle scommesse, all’on-line – che viene sottratto ai consumi.

Non resta che augurarsi un intervento a breve del Governo.
Questa sarebbe davvero una #svoltabuona.
———————

Ecco  il link per l’intervento integrale della dottoressa De Martino il 17 febbraio 2014 a Bari alla Tavola rotonda USURA • AZZARDO • ECONOMIA • PERSONA, organizzata dalla Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici in collaborazione con la Consulta nazionale antiusura.

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