La Fondazione Culturale Europea premia Teatro Valle Occupato

20 Mar

L’Europa premia l’energia della cultura, bene comune. E l’Italia?
E’ la domanda che mi è sorta spontanea quando ho letto la notizia. Dal giugno 2011 lo storico Teatro Valle è occupato dai lavoratori dello spettacolo ed è divenuto una straordinaria officina di creatività.
Il passaggio dal disciolto Ente Teatrale Italiano al Ministero dei Beni Culturali nel 2010 ne avevano, in pratica, definito la chiusura, visto che da allora il MiBAC è stato incapace di elaborare un qualsiasi progetto di rilancio. Con l’occupazione e l’autogestione il Valle ha invece trovato in questi anni una nuova vita, proponendosi come struttura pubblica gestita con criteri di trasparenza mediante la partecipazione popolare. Che fosse un’intuizione vincente lo dimostra il fatto che il Valle Occupato ha già ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nello stesso 2011  il premio speciale Ubu, il più importante riconoscimento italiano per l’attività teatrale, per l’esempio di una possibilità nuova di vivere il teatro come bene comune, il Premio Salvo Randone, Legambiente “per la virtù civica“, Euromed “per il dialogo tra le culture“. A questi oggi si aggiunge il prestigioso premio  Princess Margriet Award della Fondazione Culturale Europea (ECF),  assegnato agli innovatori culturali europei il cui lavoro dimostra la forza del potere culturale nel rendere possibile un cambio sociale e politico .
Oltre all’attività culturale, gli artisti del TVO hanno anche dato vita nel 2013 e col sostegno del giurista Stefano Rodotà ad una Fondazione aperta ai cittadini per il suo sostegno e sviluppo, libera da condizionamenti mercantili e burocratici.

Ecco allora le due facce del problema: da una parte l’esigenza di cultura come motore di evoluzione creativa di un Paese come il nostro, sostenuta da un’importante istituzione europea come l’ECF  e dall’altra lo Stato italiano miope, immobile. All’assoluta incapacità del Ministero (dei Beni e Attività Culturali: sic!) si accompagna il mancato riconoscimento del prefetto Pecoraro  della Fondazione e le minacce di sgombero forzato dell’immobile.
Per farne che, non è dato sapere, visto che anche il presidente del Consiglio, Renzi, critica l’attuale situazione ma non è in grado di dare indicazioni su una soluzione pratica e immendiata per il Valle, affidato nel frattempo alle cure del Comune di Roma.
Poi dice che uno s’indigna.

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