Italia, corruzione record secondo l’Europa

3 Feb

Tempo fa, indignato a causa dei quotidiani scandali su ruberie e politici corrotti, mi lasciai andare a un post un pò esasperato, non in linea col mio abituale modo di pensare. In esso immaginavo l’istituzione di a) una commissione anticorruzione, quasi un  un comitato di salute pubblica, con ampi poteri di investigazione e di intervento, e b) un corridoio preferenziale per celebrare celermente i processi. Aggiungo ora che sarebbe anche necessario aumentare le sanzioni, non tanto quelle detentive quanto quelle pecuniarie: chi ruba lo fa per brama di denaro e la peggior punizione è sottrarglielo, nè più ne meno di quel che avviene con i beni sequestrati alla criminalità organizzata. Diciamo che mi andrebbe bene una sanzione che condanni alla restituzione del maltolto moltiplicato da tre a cinque volte.

Contemporaneamente si dovrebbe dar corso ad un ampio ed efficace programma sulla trasparenza. Tutte le amministrazioni pubbliche, nazionali e locali, dovrebbero rendere accessibile sul proprio sito web tutto  il patrimonio di dati e informazioni circa la loro attività in modo chiaro e intellegibile. La legge sulla trasparenza (L. 241/90) andrebbe quindi aggiornata, liberandola dai pretestuosi paletti che ne riducono di fatto la fruibilità e l’efficacia: per fare solo un esempio, è pur vero che il dlgs 33/2013 ha ampliato le opportunità per il cittadino di accedere alle informazioni, ma si tratta sempre di un atto voluto dal singolo, non di una predisposzione naturale della P.A. e riguarda solo quelle informazioni escluse dal sito web. Questa presentazione preparata dal sito quattrogatti.info illustra molto bene la situazione italiana, che non è certo confortante e fa condividere l’amara osservazione ivi contenuta: “la nostra legislazione sulla trasparenza resta una delle più restrittive in Europa, non ancora adeguata agli standard internazionali”.

Mi accorgo solo ora di aver allungato questa premessa, dovuta alla pubblicazione del Rapporto UE sulla corruzione che ho appena letto (qui la sintesi nel comunicato stampa e qui la versione integrale, per chi ne abbia voglia: io ho letto la prima). Detto in soldoni, la stima della corruzione nell’intera Europa è di 120 miliardi di euro: L’Italia ne rappresenta la metà, 60 miliardi, pari a 4 punti del PIL. Va qui anche ricordato, per completezza, la classifica di Transparency International, l’organizzazione non governativa che ordina le nazioni secondo l’indice di corruzione e che piazza l’Italia al 69mo posto nel mondo e in Europa dopo Grecia e Bulgaria. Avete idea di quanto l’Italia abbia bisogno di quei 60 miliardi? E quanto di una classe dirigente integerrima e capace?

Tornano quindi rapide alla mente le discussioni all’epoca del varo della legge anti-corruzione (L. 190/2012), quando le voci circa la sua ridotta efficacia  a seguito delle eccessive modifiche intervenute (ma come mai?) si levarono numerose e stentoree, purtroppo senza risultato e torna a galla la vecchia rabbia contro chi ruba e chi lascia rubare, per insipienza o complicità. A proposito, quella legge prevedeva che ogni P.A. pubblicasse entro il 31 gennaio 2014 un proprio piano contro la corruzione: bisognerà controllare, ma non mi faccio eccessive illusioni. Per concludere non mi resta che condividere questa citazione, ancora di quattrogatti.info, che dimostra come il problema della corruzione, qui da noi, abbia antiche radici.

“In uno stato corrotto si fannno leggi a non finire”. Tacito

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