Dall’uomo solo all’uomo forte: sempre peggio

27 Gen

UOMO FORTE

Trovo molto preoccupante questa tabella disegnata oggi da Ilvo Diamanti. Già “un uomo solo al comando” era un’espressione riferita all’opinione abbastanza diffusa in buona parte degli italiani, quella che preferisce  una guida più o meno illuminata cui demandare le questioni del Paese, della collettività,   potendosene così fregare e dedicarsi solo ai propri affari ed interessi.  Viene accertato ora che non basta: occorre, ahinoi,  “l’uomo forte”. Da dove proviene, come nasce, questa tendenza?
Barbara Collevecchio lo ha spiegato bene: “Perché deleghiamo? Perché sul gran comunicatore come sui santi o le star, proiettiamo dei nostri contenuti psichici, tutto il bene e il male, tutto il meglio e il peggio delle nostre caratteristiche come popolazione. Siamo così poco evoluti e indipendenti come società che abbiamo ancora bisogno che i contenuti e i pensieri, ce li veicolino gli altri. Seguiamo l’hashtag emotivo, le idiosincrasie eteroindotte, abbiamo bisogno che qualcuno pensi per noi e ci restituisca l’immagine emotiva di ciò che proviamo. Allora, dico io, fin quando si delegherà in modo così proiettivo, di cosa ci si lamenta? Chi comanda lo fa perché tu gli hai dato questo potere.
La classe politica è lo specchio del paese dove tu vivi. Facile dire che i politici rubano, difficile dire che se rubano e raccomandano è perché la famosa società civile, aziende, professionisti e cittadini lo chiedono. L’immaginario collettivo ora simbolizza in Renzi o tutto il bene ( il salvatore che sbloccherà il paese) o tutto il male ( il nuovo Berlusconi) . Io credo che ciò avvenga perché nel frattempo non siamo cresciuti noi. Le cose non accadono mai senza un contesto e un attore non recita mai senza un pubblico. Nel bene e nel male. Libertà è responsabilità, non accentrare su un uomo solo e su un leader tutto il potere delle nostre aspettative.”

E pensare che “l’uomo forte” l’abbiamo avuto, molto disgraziatamente, ma evidentemente qui da noi c’è parecchia memoria corta.

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Una Risposta to “Dall’uomo solo all’uomo forte: sempre peggio”

  1. Lucandrea Massaro 27/01/2014 a 5:41 pm #

    Come con il fascismo, la palude del parlamentarismo esasperato e l’inattività del governo portarono alla ricerca di un “uomo forte” che sbloccasse la situazione. Il problema è che chi vuole scongiurarne l’avvento, adotta come soluzione la causa del problema. Calamandrei (non proprio un antidemocratico) ce lo spiegava, il presidenzialismo è un potente antidoto a questa deriva, perché ben temperato dai contrappesi costituzionali e dal limite dei mandati. L’Italia l’ha capito, i partiti no.

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