Il Porcellinum non cambia verso, continua a grugnire

21 Gen

La proposta di legge elettorale avanzata dal segretario del Pd, Renzi, con l’apporto significativo del redivivo leader di Forza Italia e col quale il primo ha trovato una “profonda sintonia”, ha suscitato larghi consensi. Si plaude allo spirito di iniziativa, all’accelerazione data a un processo che pareva fossilizzato tra i veti incrociati: “finalmente si fa qualcosa” potrebbe essere una sintesi un pò facile ma che bene illustra  – mi par di capire – lo stato d’animo degli entusiasti, anche se tra quegli stessi  emergono  qua e là sommesse osservazioni su punti non del tutto marginali.
A un esame obbiettivo queste obiezioni non paiono affatto campate in aria e sono ben state illustrate in vari interventi, tra cui i migliori mi sono sembrati quelli di Gianni Cuperlo durante la riunione della Direzione del Pd e i commenti di Davide Serafin e Primo di Nicola.

Più di tre anni fa il sito di Valigia Blu pubblicò il filmato di un’intervista a un deputato inglese: guardatela, è un altro mondo. E’ a quel mondo che avrei voluto si fosse ispirata la nostra classe politica e, in particolare, il segretario del Pd nell’ideare una nuova legge elettorale: per chi ha preso il gravoso impegno di guidare il primo partito italiano c’è l’obbligo morale di ristabilire un saldo rapporto di fiducia e di stima tra la società e i suoi rappresentanti in Parlamento. Invece, pare che avremo   una copia meno brutta sì del Porcellum (difficile far di peggio, però non è ancora detto), ma con cui ragionevolmente e obbiettivamente non si può parlare di un sostanziale miglioramento.

La legge ideale per eleggere i parlamentari deve basarsi sul maggioritario uninominale a doppio turno. E’ il sistema che più garantisce in assoluto gli elettori nella selezione dei candidati, mettendoli al riparo dalle forzature dei partiti e dall’insinuarsi di personaggi con  scarsa propensione al bene comune e magari anche grandi mezzi finanziari a disposizione.
Se corredato poi di un meccanismo di consultazione preventiva degli iscritti ai partiti, consentirebbe davvero di avere figure di qualità e di garantito spessore in Parlamento, anzichè la pletora indistinta di obbedienti votanti (salvo le riconosciute eccezioni), dove spiccano parenti, amici, fedeli servitori/trici.

Un appello in questo senso era stato lanciato poco tempo fa da l’Espresso, firmato da oltre cento tra scienziati e politici (tra cui Giovanni Sartori e Piero Ignazi) e anche Luciano Barca si era espresso a suo favore elencando i grandi vantaggi derivanti da quel sistema, vantaggi purtroppo del tutto assenti nella proposta definita oggi Porcellinum.

Un’altra occasione persa? Mi rifiuto e non mi rassegno.

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