Cronaca di uno spreco annunciato: 30.000 esuberi in pensione a 50 anni con l’85% dello stipendio

21 Dic

Letta dice che non vuol essere Babbo Natale ma poi si contraddice clamorosamente. Irene Tinagli, una deputata di Scelta Civica, fa su Facebook la cronaca della ingloriosa fine di una sua ragionevole e motivata proposta che tende(va) da un lato a un consistente risparmio e dall’altro a un incremento delle forze di sicurezza. Il tutto senza spendere un centesimo.
Bene (anzi, male): il governo Letta l’ha bocciata senza un filo di spiegazione e a me (come ad altri) sorgono alcune  domande: perché quei trentamila avranno diritto a tutele particolari? Perché non tenerli in servizio seguendo il suggerimento della Tinagli? Perché nessuna spiegazione a una decisione apparentemente cervellotica e contraddittoria con la logica del risparmio? Perché questo indiretto sfregio ai diritti di tutti quei lavoratori – esodati in primis – sottoposti a tagli indiscriminati e feroci? Perché il Pd ha votato compattamente contro la proposta?
Leggetevi la cronaca che Irene Tinagli ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, indignatevi pure e poi, se potete, aiutatemi a capire.
Perché l‘unica cosa che finora ho capito è la conferma che questo governo se ne deve andare il prima possibile e meglio sarà per tutti.

14 dicembre
Ho presentato anche un emendamento sul trasferimento dei militari in esubero alle forze di sicurezza, discusso oggi in Commissione Bilancio. Nonostante le resistenze di alcuni pezzi della maggioranza, noi non molliamo! Ecco contenuto e motivazioni dell’emendamento:
Il comma 309 della legge di stabilità stabilisce nuove assunzioni nel comparto della sicurezza, in deroga alle norme vigenti. Ciò comporterà notevoli spese Nel frattempo però, noi abbiamo quasi trentamila militari in esubero, che dovremo in qualche modo sistemare nei prossimi anni. Il Ministero della Difesa ha proposto di prepensionare questi militari a 50 anni, con l’85% dello stipendio. Con questo emendamento invece propongo di utilizzare questi esuberi, previa opportuna formazione ove necessaria, per coprire le necessità del comparto sicurezza.
Motivazioni e approfondimento:
In Italia il 70% del budget della difesa è dedicato al personale contro una media UE del 51%. Il ruolo dei militari prevede attualmente circa 190.000 persone. In realtà, gli effettivi sono oggi 177.300. Secondo la legge n. 244/2012, entro il gennaio 2025 essi dovranno ridursi a 150.000.
L’obiettivo è dunque di ridurre questo organico in dodici anni di circa 27.300 unità.
Questo significa che nei prossimi 6 anni dovremmo gestire quasi 30 mila persone. Allo stesso tempo però prevediamo assunzioni in un comparto come quello della sicurezza dive il personale militare potrebbe essere utilmente impiegato. Già questo dovrebbe farci riflettere. Ma la situazione è ancora più grottesca se guardiamo a cosa accadrà a questi 30 mila esuberi..
Gli schemi di decreto prodotti dal Ministero della Difesa, attualmente al vaglio delle commissioni difesa del Parlamento, propongono una sorta di “prepensionamento” a 50 anni ricevendo l’85% dello stipendio e avendo per gunta la possibilità di fare altri lavori e consulenze senza cumuli di reddito ai fini IRPEF.
Questo non può essere accettabile, così come non può essere accettabile aprire assunzioni in un comparto della Pubblica Amministrazione quando in un altro ci siano migliaia esuberi di personale qualificato:
– è contrario alle logiche di mobilità del lavoro interne alla PA (mai attuate veramente!),
– è contrario alle logiche della spending review che pure amiamo citare ad ogni piè sospinto,
– ed è contrario alle logiche dell’allungamento dell’età pensionabile che abbiamo applicato ai cittadini
Con quale coraggio andiamo a garantire questi esuberi con delle tutele che non hanno eguali nella società italiana per nessuna categoria (i militari erano già stati esentati dalla Fornero), imponendo misure che comporteranno COSTI DOPPI alla società: milioni di euro per tenere a casa personale qualificato, ancora giovane e operativo, e d’altro lato milioni di euro per assumere nuovo personale nel comparto sicurezza dove il personale militare potrebbe utilmente essere impiegato – anche se magari con un pò di formazione.
Ecco, con questo emendamento noi vogliamo applicare sul serio, le logiche della mobilità del personale, della spending review, dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla crisi e ai trattamenti previdenziali e di sostegno al reddito.
Cogliendo gli esuberi militari come opportunità per rafforzare a costo zero il comparto della sicurezza.

17 dicembre
Il governo ha dato parere negativo al mio emendamento sul l’utilizzo del personale militare in esubero per coprire le necessità delle forze di sicurezza. Nessuna motivazione particolare. Parere negativo e basta. Non dico niente, spero solo che almeno l’altro emendamento, quello sulle politiche attive del lavoro e sul contratto di ricollocazione, possa essere accolto e approvato. Aspettiamo gli ultimi sviluppi (la commissione e’ ancora in corso), aggiornamenti a domattina. Goodnight…and goodluck 🙂

20 dicembre
Aggiornamento sulla questione dell’uso dei militari in esubero per coprire necessità forze di sicurezza:

Non potendo ripresentare l’emendamento in aula, l’ho trasformato in un “ordine del giorno” (odg) ovvero un atto che, se accolto dal governo, lo impegna (dovrebbe) a prendere misure per dare attuazione a quanto richiesto.

Essendo meno vincolanti di un emendamento, In genere il governo accetta oppure propone una riformulazione dell’impegno e conseguentemente accetta. In altri casi, ma piu raramente, da’ parere contrario.

Il deputato proponente a quel punto può accettare il “verdetto” oppure chiedere il voto dell’aula: se l’aula approva, allora l’odg e’ vincolante anche se il governo ha dato parere contrario.

Ebbene, sul mio odg ha dato parere contrario. Non mi hanno neanche chiesto una riformulazione che magari ammorbidisse la richiesta ma facesse salvo il principio, ovvero quello della mobilità interna della pubblica amministrazione in ottica di risparmio e spending review. Solo parere contrario. A quel punto ho chiesto che venisse messo ai voti, per vedere l’orientamento dei colleghi (molti dei quali amano citare la riorganizzazione della PA e la spending review..).

Risultato: odg bocciato con 164 voti favorevoli, 274 contrari, 17 astenuti.
Hanno votato a favore: Scelta Civica, Sel, M5S, Forza Italia, due del gruppo misto.
Il Pd ha votato compattamente contro, tranne 3 deputati: Ivan Scalfarotto, Francesco Ribaudo e Giovanna Martelli.

Considerato che in genere chi va alla votazione ottiene solo i voti del proprio gruppo (a volte manco quelli!), il fatto di essere comunque riuscita ad avere il supporto di buona parte del parlamento mi pare un risultato politico interessante. Peccato che gli alleati di governo abbiano assunto, su questo punto, una posizione di muro totale (tranne i tre colleghi PD che ringrazio per l’appoggio).

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