La lobby del gioco d’azzardo presente in Parlamento si è scoperta

20 Dic

Tempo fa ho pubblicato un post dal titolo “Le slot machines e i santi protettori”. Era originato da alcune bizzarre (ad esser buoni) decisioni prese alla Camera e mi domandavo, in sintesi, quanto quelle forze nient’affatto oscure che  manovrano il gioco d’azzardo in Italia (includendo tutto: le macchinette negli esercizi pubblici, le sale Bingo e quelle delle slot machines, il web poker, le lotterie istantanee, i gratta-e-vinci, eccetera) fossero potenti. 

Non è un mistero – salvo forse per il Governo – che il gioco d’azzardo è ormai una piaga, una moderna pestilenza che avvelena e disgrega la tenuta sociale del Paese colpendo in particolare i segmenti più deboli e fragili della popolazione.
100 miliardi di fatturato, 4% del PIL nazionale, la 3° industria italiana, 8 miliardi di tasse,12% della spesa delle famiglie italiane, 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, 4,4% del mercato mondiale, 400.000 slot-machine, 6.181 locali e agenzie autorizzate.15 milioni di giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già patologici.5-6 miliardi l’anno necessari per curare i dipendenti dal gioco patologico: queste le cifre impressionanti che fornisce il “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”. Gli amministratori locali che l’hanno sottoscritto, avendo a cuore il benessere della loro comunità,  agiscono per salvaguardarlo emettendo ordinanze per rendere difficile la vita ai padroni del settore, stabilendo per esempio distanze minime delle sale da gioco dalle scuole o aumentando l’Irap.  Nel frattempo, nessuno dei governi che si sono succeduti dall’istituzione del gioco d’azzardo lecito ad oggi ha mai affrontato il problema. Eppure i costi dell’assistenza sanitaria hanno quasi raggiunto il livello dei proventi fiscali. E allora perché? La risposta è nel sospetto – che sta rendendosi sempre più solido molto rapidamente –  che la lobby che agisce per la tutela degli interessi dei padroni del gioco si sia molto saldamente insediata in Parlamento.

E ieri se n’è avuta un’altra prova. Sindaci e presidenti di regione subiranno le conseguenze di un  emendamento, presentato al Senato dal Nuovo Centro Destra e approvato anche con i voti del Pd, che penalizza Regioni e Comuni che adottano norme per limitare il gioco d’azzardo con la riduzione dei trasferimenti statali. La modifica prevede infatti “che lo Stato decurti i trasferimenti agli enti locali che hanno adottato dei regolamenti per limitare la diffusione di slot machine, videolotterie e simili (è accaduto, solo per citare alcuni esempi, in Lombardia o Toscana), qualora queste disposizioni riducano il gettito erariale o generino contenziosi con gli operatori del settore”, secondo la cronaca di Repubblica.

Ora il testo passerà alla Camera. Il segretario del Pd, Renzi, ha dichiarato: “E’ pazzesco, allucinante. Ho chiamato Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria che ha già parlato con Roberto Speranza e stanno cercando tecnicamente una soluzione: o un ordine del giorno o altro perché è stata votata una cosa inaccettabile”. Speriamo bene. Però voglio ricordare a Renzi che questa è la seconda volta che il Governo Letta fa un favore ai ricchissimi gestori del gioco: la prima è stata ai primi di settembre, quando ha superscontato la multa loro inflitta dalla Corte dei Conti, riducendola da 2,5 miliardi a 600 milioni (di cui pagati neppure la metà).

Riepilogando: il gioco d’azzardo è una sciagura che “sta distruggendo le persone, le famiglie, le comunità. Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale, di aspettativa di futuro. Altera i presupposti morali e sociali degli Italiani sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti. Sono a rischio la serenità, i legami e la sicurezza di tante famiglie e delle nostre comunità. Spesso intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si organizza la microcriminalità dei furti, degli scippi e dell’usura, ma anche la criminalità organizzata“. Pochi coraggiosi amministratori locali vi si oppongono con quel poco che possono fare mentre le forze sociali hanno da tempo avvertito l’importanza del dramma che si è scatenato e si sono mobilitate, Don Ciotti tra i primi. A fronte di tutto questo, il governo Letta agisce solo per favorire i gestori, non presenta progetti correttivi alla  loro espansione e di salvaguardia dei soggetti deboli.
Voglio dare a Renzi anche un consiglio: cerchi di capire come mai Letta è, apparentemente, così indulgente nei confronti dei padroni delle slot. Una ragione ci sarà.

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Una Risposta to “La lobby del gioco d’azzardo presente in Parlamento si è scoperta”

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  1. Diamo uno slot al governo. E non solo. » marconivideodem.it - 20/12/2013

    […] E’ quanto afferma – in modo sintetito ma efficace il titolo di un post che → unfilorosso ha […]

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