Una legge indecente e una classe politica sorda

5 Dic

Uno dei punti più bassi e maleodoranti della nostra storia repubblicana: la legge elettorale di Calderoli e il tempo impiegato per dichiararla incostituzionale, mentre per più di otto anni i partiti facevano finta di non sentire e prendevano per il culo gli elettori . Vedremo quanto ci metteranno ora per vararne una nuova e quale porcheria saranno capaci di architettare. Poi si stupiscono e fanno gli offesi, osano parlare di antipolitica.

Leggetevi questo post di Claudio Lombardi su civicolab.

Il capolavoro di un sistema malato

Dunque da otto anni la nostra democrazia è regolata da una legge elettorale incostituzionale. Leggi, nomine, cariche tutto è viziato dall’incostituzionalità. Migliaia di parlamentari eletti in tre legislature, le decisioni che sono state assunte, le risorse di cui ha disposto la classe politica negli ultimi otto anni alla luce della sentenza della Corte Costituzionale sono viziate e bollate come frutto di una violazione della Costituzione.

Questo è il capolavoro che è stato fatto sull’onda di una “conquista” della politica da parte di avventurieri senza scrupoli che hanno maneggiato le istituzioni e la legalità come strumenti per il loro potere e per il loro arricchimento.

Non bisogna mai dimenticare che il marchio di infamia della legge porcata lo porta il centro destra italiano guidato da Berlusconi che ha generato la peggior classe dirigente che l’Italia abbia mai avuto.

Purtroppo l’invenzione di quella legge elettorale ha fatto comodo anche ai partiti di opposizione che si sono guardati bene dal muovere una guerra senza quartiere per imporne l’abrogazione. Hanno traccheggiato per anni tra convegni, dichiarazioni e retorica senza mai imboccare la strada di un’azione chiara. Fino all’ultimo le chiacchiere hanno sostituito l’iniziativa politica e al massimo hanno prodotto disegni di legge da depositare in Parlamento sapendo che non sarebbero mai stati discussi.

La sentenza della Corte Costituzionale di oggi condanna un’intera classe politica alla vergogna.

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