Il gioco d’azzardo affama gli anziani: quando interverrà il governo?

19 Nov

“Chiudono le fabbriche, gli operai chiedono la cassa integrazione, la tensione sociale è alle stelle. Ma il gioco d’azzardo non conosce crisi. Anzi. Il 2012 ha segnato un nuovo record: 87 miliardi giocati dagli italiani. Sette in più rispetto all’anno precedente. Dei quasi 90 miliardi spesi in slot, bingo, gratta e vinci, scommesse e giochi online, solo 16 sono stati distribuiti in vincite. Ogni italiano, inclusi i neonati, ha speso 1.300 euro in un anno nell’azzardo di Stato. Chi ci guadagna sono i signori del gioco. Imprenditori e società che gestiscono per conto dei Monopoli la rete telematica attraverso la quale affluiscono i denari degli italiani.”

Così inizia l’allarmante inchiesta de l’Espresso sulla diffusione della ludopatìa tra gli anziani, basata in gran parte sul rapporto della Confesercenti “Il gioco non ha età – Ludopatìa all’epoca della crisi“.  Basti questo a dare un’idea delle drammatiche condizioni: oltre 500.000 anziani sono ormai in stato patologico, malati cronici, spendendo a volte l’intera pensione, la cui media è di 600 euro, al gioco. E’ una tragedia sociale, cui il governo non sembra guardare con sufficiente impegno.

E non basta. Si ha la netta impressione che buona parte della classe politica guardi con eccessiva benevolenza all’intero settore del gioco d’azzardo, che ormai (vedi l’inchiesta di Wired) si espande in maniera geografica, dai grandi a i piccoli centri, dai casinò elettronici di lusso alle slot piazzate nei bar con contratti-capestro e verticalmente in ogni ceto sociale. Il colpo di grazia l’ha dato poi l’autorizzazione al gioco sul web, in modo da raggiungere con le sue tentazioni l’utente anche quando torna a casa.
Tutto ciò non può essere ripagato con i tutto sommati modesti introiti dello Stato: ancora non è possibile valutare l’enorme danno che si riflette sulla sanità pubblica e ancor più sulla stabilità sociale: oltre ai vecchi che dilapidano la pensione, ci sono dozzine di famiglie che si disgregano, centinaia di giovani irretiti che trascurano l’istruzione, la piccola criminalità che si sviluppa nella ricerca affannosa di denaro da reinvestire nel gioco.

Il governo Letta ha grandi responsabilità: ha dato un pessimo segnale con l’ingiustificabile mega-sconto  (da 2,5 miliardi a 600 milioni) alla modesta sanzione comminata dalla Corte dei Conti sulla base dell’inchiesta che condusse dal 2004 il col. Repetto della GdF, che individuava 98 miliardi di euro (MILIARDI di euro) evasi dalla dieci concessionarie con la complicità di alti gradi delle aziende che avrebbero dovuto sorvegliare e controllare il regolare avvio e svolgimento delle operazioni.
Due anni fa una puntata di Report fu destinata all’argomento una puntata dall’eloquente titolo “I biscazzieri”. Nessuna reazione.

Bene, da cittadino dico che è ora di dire basta. E so  che siamo in tanti.

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