La Idem, la Cancellieri, Letta e “il rispetto delle regole” (aggiornamento).

3 Nov

Il 28 aprile di quest’anno Josefa Idem fu nominata ministro per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili ma neppure due mesi dopo si dimetteva dall’incarico in seguito al polverone strumentalmente sollevato circa una tassa non pagata per intero. In questo post, pubblicato il 26 giugno, manifestavo la mia solidarietà alla Idem, travolta a mio avviso da una vicenda ingigantita oltre misura  in un paese dove gli scandali assumono ben altre proporzioni, investendo anche altissimi livelli, perché sostenevo che andava dimostrato il dolo, cioè la precisa intenzione di non pagare il dovuto. Il Presidente del Consiglio Enrico Letta fu  oltremodo tempestivo e dopo un breve colloquio con la Idem arrivarono le sue dimissioni. Per la cronaca, chiarita la questione col comune di Ravenna la faccenda si chiuse ai primi di agosto col pagamento di circa 3000 euro.

E’ di oggi la notizia che il ministro della Giustizia, Cancellieri, si è adoperata per concedere gli arresti domiciliari a un’imputata, su indicazione di un suo conoscente parente di quest’ultima. A me suona già strano che un ministro prenda in considerazione un caso – per quanto particolare possa essere – quando sollecitata direttamente e sulla base di rapporti personali. Ma i miei dubbi aumentano quando si viene a sapere che il figlio della ministra lavorava fino a poco prima nell’azienda dell’imputata in una posizione di rilievo e all’interruzione del rapporto di lavoro, durato pressappoco un anno, aveva riscosso una liquidazione milionaria.

Sono comunque certo che Letta saprà risolvere il problema con la stessa tempestività e decisione con cui affrontò la questione Idem.
All’epoca il premier commentò  che occorre “essere garantisti e garantire opportunità e rispetto delle regole” come “elemento chiave del nostro governo”.

Più chiaro di così.

AGGIORNAMENTO

Chiedo scusa a quei pochi che mi leggono, ma mi ero dimenticato della strana indulgenza del Presidente del Consiglio – in contrasto col rigore mostrato nel caso Idem – anche in un’altra occasione e cioè nella faccenda Alfano-Kazakistan (su cui anche Makkox  ebbe a dire, con molta efficacia, la sua).
Letta mi ricorda molto il detto ‘forte coi deboli e debole coi forti’.

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