Art. 138: atto II

23 Ott

Il Senato ha approvato con soli quattro voti di maggioranza la modifica dell’art. 138, che passa così alla Camera per l’approvazione definitiva. E soprattutto, avendo comunque raggiunto i due terzi, evita il ricorso al referendum.

E’ un fatto nuovo? Sì e no. No, perché era una delle tre ipotesi illustrate da Civati solo ieri. Sì, perché non ci si attendeva una maggioranza così esile. Questa novità fa subito emergere le due principali obiezioni all’intera manovra di revisione costituzionale: una, che modificare l’art. 138 è una mossa quanto mai azzardata, trattandosi dell’articolo-lucchetto, quello che cioè blinda e mette la sicura all’intera struttura della carta costituzionale; la seconda, emersa inattesa in questa occasione, che per ogni revisione – ancorché minima – della Costituzione, anche solo un sottile filo di buonsenso suggerirebbe maggioranze ampie e concordi.
Invece la situazione, come è ormai palese ed assai facilmente intuibile, anche ai più ottusi, è tutt’altra.

“Siamo in una maggioranza di governo che, non essendo maggioranza tra gli elettori, cerca legittimazione tramite revisione costituzionale” ha commentato con l’usuale correttezza e lucidità Walter Tocci. E Corradino Mineo, un altro dei quattro senatori Pd (gli altri due sono Casson e Amati) che – mi viene da pensare – hanno compreso l’assurdo del tutto, ha detto, tra l’altro, nel suo discorso al Senato: “Ma per cambiare la Costituzione, modificare l’articolo 138, istituire un comitato di 21 senatori e 21 deputati che lavori a un progetto organico, sarebbero necessari un’ispirazione comune in Parlamento e un vasto consenso nel paese. Purtroppo mi sembra che oggi manchi sia l’uno (il consenso), che l’altra (la comune ispirazione). Al no alla riforma da parte del Movimento 5 Stelle, cioè della forza politica che ha fatto registrare il successo più rilevante nelle elezioni di febbraio, si è aggiunta, in questi mesi, l’opposizione radicale da parte di un vasto movimento di opinione, formato da costituzionalisti, sindacalisti e associazioni del volontariato. Un movimento che vede nel processo riformatore un pericolo per la libertà e la democrazia e chiama i cittadini a mobilitarsi in difesa della Costituzione. Nè va ignorata l’esistenza di un dissenso anche di destra, sia pure motivato da scelte opposte e che investono le questioni, delicatissime, della divisione dei poteri e dell’autonomia della magistratura.   Manca dunque il consenso, ma ancora di più manca l’ispirazione comune”.

Manca dunque il consenso, ma ancora di più manca l’ispirazione comune.
Ben detto, Corradino.

Annunci
ParteCivile

Noi andremo oltre.

PRIGIONI INVISIBILI

Pensate di essere liberi? sbagliato! siete esseri messi in prigioni invisibili (cit.D)

Uguali Amori

Considering the situation, I am reasonably self-possessed

un filo rosso

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

A Roma Si Cambia!

Culture e Competenze per l'Innovazione

nandocan magazine 1

note e proposte di un giornalista

Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro...

PD MARCONI ROMA11 (ex15)

gli indomabili di Marconi. Zero sconti.

Nel mio mestiere o arte scontrosa

Questo è un blog nonviolento: se non siete d'accordo con i contenuti per favore menatevi da soli

manginobrioches

Il cuore ha più stanze d'un casino

Testi pensanti

Gli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti. E dunque, è giusto citare i giganti.

Invece Sempre

(Ovvero Federica e basta)

ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO

(Cit. del Generale Aung San, leader della indipendenza birmana)

Valigia Blu

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

Internazionale

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: