Maledizione, vuoi vedere che ci ripensano

26 Set

Niente dimissioni in massa dei parlamentari PdL. Un bel sogno durato poco. E’ quel che temo, dopo la dichiarazione di Napolitano. Ritireranno le dimissioni per dimostrare che – loro sì – hanno a cuore l’Italia, hanno consapevolezza del difficile momento, sono sensibili all’appello del Presidente, ecc. ecc la solita sequela di fregnacce per incantare i loro elettori.

Quanto a Napolitano (vedere la sua dichiarazione più sotto), mi domando  se abbia finalmente capito a  a quale compagnia di irresponsabili abbia affidato la missione impossibile delle ‘larghe intese’. Gli italiani stanno cercando di farglielo comprendere in tutti i modi anche con questo sondaggio di SKYtg24 che vale più di un discorso:

SKY tg 26 9 13

Dichiarazione del Presidente Napolitano sull’orientamento assunto dall’Assemblea dei gruppi parlamentari del PdL

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’orientamento assunto ieri sera dall’Assemblea dei gruppi parlamentari del PdL non è stato formalizzato in un documento conclusivo reso pubblico e portato a conoscenza dei Presidenti delle Camere e del Presidente della Repubblica. Ma non posso egualmente che definire inquietante l’annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento – ovvero di dimissioni individuali, le sole presentabili – di tutti gli eletti nel PdL. Ciò configurerebbe infatti l’intento, o produrrebbe l’effetto, di colpire alla radice la funzionalità delle Camere.
Non meno inquietante sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un’estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere. C’è ancora tempo, e mi auguro se ne faccia buon uso, per trovare il modo di esprimere – se è questa la volontà dei parlamentari del PdL – la loro vicinanza politica e umana al Presidente del PdL, senza mettere in causa il pieno svolgimento delle funzioni dei due rami del Parlamento.
Non occorre poi neppure rilevare la gravità e assurdità dell’evocare un “colpo di Stato” o una “operazione eversiva” in atto contro il leader del PdL. L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva, inflitta secondo le norme del nostro ordinamento giuridico per fatti specifici di violazione della legge, è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto in Europa, così come lo è la non interferenza del Capo dello Stato o del Primo Ministro in decisioni indipendenti dell’autorità giudiziaria”.

26 settembre 2013

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