Presidente Napolitano, la Magistratura chiede rispetto. Ha diritto a una risposta.

21 Set

L’Associazione nazionale magistrati ha sempre reagito con forte senso di responsabilità, senza spunti polemici e sovraesposizioni personali, alla campagna organizzata di delegittimazione che in modo sempre più insistente colpisce la Magistratura nel suo complesso e i magistrati impegnati nella trattazione di delicati processi, evocando una contrapposizione inaccettabile rispetto all’esercizio della giurisdizione.

L’Associazione ha sempre contribuito alla discussione sulle riforme con proposte e iniziative destinate a realizzare i principi costituzionali sulla giustizia e i magistrati tutti hanno collaborato attivamente all’attuazione delle riforme già varate, con spirito di servizio e senso del dovere.

Proseguiremo costruttivamente in questo atteggiamento, perché la Magistratura, nell’adempimento dei propri compiti istituzionali, non è e non può essere impegnata in alcuna contrapposizione.

Chiediamo rispetto, a tutela dello Stato di diritto, per il ruolo e la collocazione della Magistratura.

Con questo breve e dignitoso ma fermo comunicato approvato all’unanimità, l’Associazione Nazionale Magistrati chiede rispetto. La mia fantasia mi porta a pensare che non si sia rivolta a chi, negli ultimi vent’anni, non ha fatto altro che insultare e tentare di delegittimare la Magistratura. Oltretutto, non si vede cosa mai potrebbero chiedere i giudici a un pregiudicato. No, penso che i magistrati avessero in mente (ma è una mia illazione, badate bene) oltre a noi cittadini che ne apprezziamo ogni giorno di più l’operato e la fermezza, chi presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E lo avrebbe fatto in quanto il CSM non è titolare di funzioni di indirizzo politico e quindi non svolge alcun ruolo politico propriamente inteso, ma è titolare, per Costituzione, della funzione di governare l’ordine giudiziario, di cui tutela l’autonomia e l’indipendenza. E quindi solo al suo Presidente la Magistratura può rivolgersi, sia pure nel paradossale caso in cui questi l’avesse in qualche modo criticata o censurata.

Come dicevo, al loro fianco i giudici hanno i cittadini. Certo, non tutti, ma penso che anche in tempi bui come questi siano la grande maggioranza quelli come me che vedono nella magistratura l’ultimo baluardo dei due fondamentali limiti che separano il vivere civile dal caos: il rispetto delle regole e il senso del dovere.

Sono gli stessi limiti che indica al Paese fin dal 1948 la figura del Presidente della Repubblica, che fu disegnata dai padri costituenti in modo da rappresentare il custode della Carta costituzionale, al di sopra delle parti: se fosse altrimenti, se invece di limitarsi a tenere alta la torcia che illumina il cammino della nazione volesse esserne la guida che traccia il percorso, avrebbe ancora maggior senso la domanda che, sia pur indirettamente, in tempi recenti ho già rivolto al capo dello Stato: quis custodiet custodem?

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