Il 10 per cento degli italiani e la teoria del tunnel

4 Set

“L’ Italia è il paese dove è più grande la ricchezza privata , più della Francia, più della Germania. Secondo uno studio di Bankitalia la somma di case, soldi cash nei conto correnti e soldi investiti in titoli e azioni assommerebbe alla cifra di 9mila miliardi di euro, quasi cinque volte il debito pubblico italiano.
Con questo rapporto tra debito e patrimonio se l’Italia fosse un’azienda nessuno la darebbe per fallita, ma il punto è che il debito è di tutti mentre la ricchezza privata è di pochi. Il 10 per cento degli italiani, infatti, possiede il 50 per cento di tutta la ricchezza privata del Paese. Eppure in questo momento di drammatica emergenza  questa ricchezza è rimasta intatta e ai ricchi e super ricchi italiani non è stato chiesto alcun sacrificio.
Non c’è la patrimoniale e anzi la pressione fiscale sui patrimoni è diminuita negli ultimi dieci anni dal 9,8 al 5,9 per cento. Con “RICCHI E POVERI” vi porteremo  dentro il mondo dei ricchi e super ricchi italiani, vi faremo vedere la vita che fanno, le case dove abitano, dove e come investono i loro soldi e le enormi possibilità che hanno di investire nel futuro dei loro figli. Mentre continua ad allargarsi la platea delle italiane e degli italiani che non riescono a vivere dignitosamente, anche dove meno te lo aspetti.
Pochi sanno che la città più povera del nord è Torino, capitale di una Regione che ha un milione di poveri. Vi racconteremo le ragioni del declino di Torino, la crisi industriale, le tante imprese che chiudono e la vita e la storia dei 40mila cassa integrati della città. Una cifra spaventosa che ha ridotto la capacità di consumo dei torinesi di due milioni di euro al giorno.”

RICCHI E POVERI  è un racconto di Alessandro Macina ed Elena Stramentinoli andato in onda l’altra sera su Rai 3 a Presadiretta e condotto da quel grande giornalista che è Riccardo Jacona e quello che precede è il testo di presentazione, che ho voluto riportare per intero, dopo aver visto l’inchiesta, tra alterne emozioni.

C’era da rabbrividire, vedendo le immagini del lusso sardanapalesco esibito sfrontatamente e confrontandole poi con quello delle famiglie che non sanno se quel giorno avranno un pasto. Eppure questa è oggi l’Italia. Mi è allora tornato in mente un libro di non molto tempo fa con lo stesso titolo, ‘Ricchi e poveri’, di Nunzia Penelope che a un certo punto racconta della frase di una donna udita su un autobus:Io non voglio più di quello che ho. Ma vorrei che gli altri non avessero così tanto. Vorrei che avessero il giusto.”

Ecco, questo è quello che dovrebbe invece essere il nostro Paese: un posto dove tutti abbiano il giusto. Altrimenti, se si continua a comprimere ogni possibilità di una decente esistenza, a negare ogni diritto alla felicità, a mettere a rischio il futuro dei giovani, potrebbe verificarsi l’effetto tunnel, la teoria dell’economista Albert Otto Hirschman (che in gioventù era stato volontario per la Repubblica nella guerra civile spagnola) e che viene riportata in conclusione del libro: “Ipotizziamo che ci siano due corsie di auto affiancate in un tunnel, separate dalla doppia striscia bianca che indica il divieto di sorpasso. Un qualche ostacolo blocca lo scorrimento. I guidatori delle auto aspettano con calma che si sblocchi. Finché le due file sono ugualmente ferme tutto è tranquillo. Ma se una delle due inizia a scorrere, mentre l’altra resta ferma, l’atmosfera cambia. Nelle auto bloccate crescono nervosismo e irritazione, per quello stop protratto di cui non si comprende la ragione: perché loro camminano, e io no? Se la situazione di disparità prosegue oltre un certo termine, tra i guidatori discriminati ingiustamente scoccherà la rivolta: e saranno portati a infrangere regole e codici, superando la doppia striscia bianca per spostarsi sulla corsia che marcia spedita verso la fine del tunnel.”
Quanto tempo ci è ancora rimasto prima che qualcuno cominci a superare la doppia striscia, seguito da tutti gli altri?

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