Perché il Pd non propone di abolire il ‘porcellum’.

24 Lug

Avrebbe dovuto essere una domanda, ma mi sono fatto persuaso – come direbbe Montalbano – che nel Pd c’è una componente che non vuole, scientemente, agire per avere una appena decente legge elettorale. Non vuole neppure riesumare il tanto deprecato Mattarellum, che comunque ha consentito non solo agli elettori di esercitare un loro diritto, di selezionare, per quanto possibile, i loro rappresentanti in Parlamento, ma ha prima di tutto consentito per anni la nascita di coalizioni coerenti e in grado di governare. Berlusconijoker

Per cui mi sono fatto persuaso, dicevo, che ci siano  – come dice bene Diego Cruciani –  “quelli che ci si sono messi apposta dentro, proprio per perdere anni con questa bicamerale bis che ha la stessa funzione della prima: concludere nulla, screditare la sinistra e far guadagnare tempo a chi ha questo solo, unico interesse.”

E’ quindi necessaria, anzi, indispensabile, una proposta apertamente provocatoria: abolire il Porcellum. E’ l’unico modo per portare allo scoperto quei suoi complici infiltrati nel Pd – che non sono solo i 101, temo. Quando dovranno opporsi alla proposta di abolizione li avremo finalmente tutti, con nomi, cognomi e conti in banca (estera) e le altre forze presenti in Parlamento dovranno a loro volta dimostrare con chi stanno: ai loro elettori e all’Italia.

Deve pertanto confortarci non poco – noi ingenui che continuiamo a credere in un Pd che ottemperi finalmente alla sua missione, che dia luogo al progetto per cui è nato – che la stessa soluzione la sostenga Ezio Mauro, con l’odierno editoriale su Repubblica che riporto integralmente qui sotto.

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La vera riforma è abolire il porcellum

di EZIO MAURO

In questo Paese sospeso, che vive una crisi economicao-finanziaria molto pesante, una crisi di rappresentanza evidente e una crisi di fiducia preoccupante, sembra quasi che si sia rinunciato alla politica come strumento-guida di un sistema disorientato.

Le elezioni con due sconfitti (Pd e Pdl) e un outsider egoista  –  M5S  –  hanno imballato il Parlamento. Il suicidio del Pd nel voto per il Quirinale ha certificato l’impotenza finale del sistema, con la politica che non riesce a dar forma alle istituzioni, nemmeno a quella suprema.

Il governo di necessità che è nato da questo quadro disperato porta con sé tutte le contraddizioni della fase, a partire da una alleanza contronatura tra destra e sinistra che si giustifica solo se fa quattro cose indispensabili per sgombrare la strada ostruita della politica e riportare il Paese al voto: cambiare la legge elettorale, ridurre i costi della politica, negoziare con l’Europa un diverso rapporto tra austerità e crescita, affrontare il dramma del lavoro. Letta sta negoziando seriamente con Bruxelles e Berlino: tutto il resto è invece avvolto dalla nebbia del minimo comun denominatore, unico possibile risultato di un’alleanza tra culture contrapposte. In più il Pd paga da solo  –  fino all’autolesionismo  –  il prezzo della responsabilità di governo a cui il Pdl è estraneo, come dimostra la vergogna del caso Alfano.

Perché il sistema ritrovi ossigeno, autonomia e libertà, serve almeno l’abolizione immediata del Porcellum, per rendere agibile il percorso elettorale quando servirà. Come ha scritto Eugenio Scalfari, “la legge elettorale che è stata infilata (non si capisce perché) nella legge costituzionale affidata all’apposita commissione dei 40, va rimessa a disposizione del Parlamento. Non si può infatti correre il rischio che un ritiro della fiducia al governo da parte di un partito avvenga senza l’abolizione del Porcellum. Si tratta di una legge ordinaria ma fondamentale e non può essere sottratta alla libera disponibilità del Parlamento”.

Perché il Pd non fa questa scelta, subito? Per una volta guiderebbe l’agenda invece di subirla, farebbe l’interesse del Paese e ritroverebbe persino la sua opinione pubblica, sconcertata dallo scandalo Alfano.

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