Gli italiani non sono razzisti. Gli italiani sono razzisti.

15 Lug

SKY Calderoli (2)

Questo risultato, con tutti i limiti che comporta un sondaggio del genere, mostra tuttavia che c’è ben più di qualcosa su cui riflettere. Il primo, ovvio, limite è che la popolazione cui è rivolto è quella degli spettatori di Sky e quindi non fotografa la situazione del nostro paese. Ma facciamo finta che gli oltre 4 milioni e mezzo di abbonati rappresentino abbastanza fedelmente lo spaccato (per sesso, età, censo ecc.) dei residenti in Italia e proviamo a ragionarci su.  Dalle opinioni che ho ascoltato e letto finora si possono trarre, grosso modo, due considerazioni sulla base delle tesi che si confrontano e delle rispettive obiezioni, così da presentare un quadro del genere:

1.      L’80% e passa degli italiani che condannano Calderoli dimostra che la stragrande maggioranza degli italiani non è razzista.
Obiezione: non è vero. Quel restante 20 rappresenta una percentuale tragicamente elevata in un paese democratico e con una delle più avanzate Costituzioni del mondo in tema di diritti civili.

2.      Un 20% degli italiani solidale con Calderoli è sufficiente per definirci razzisti.
Obiezione: non è vero. Se un italiano su 5 ritiene che Calderoli non debba dimettersi dopo l’offesa al ministro Cecile Kienge, questo non comporta necessariamente che sia d’accordo con lui: può darsi che sia semplice solidarietà di partito (l’ipotesi più credibile) e quindi la quota reale di veri razzisti è ancora inferiore.

Personalmente la vedo così: se quell’80% può essere rassicurante, il restante 20 a me appare preoccupante perché miscela, oltre ai rigurgiti razzisti, anche una profonda ignoranza mista a un mancato rispetto del senso delle istituzioni. Calderoli emulo di quell’altro indecente personaggio di Borghezio è la dimostrazione che certi atteggiamenti non sono mai sopiti e anzi, come un virus dormiente, prosperano ed esplodono quando meno te lo aspetti. Ecco perché vanno contrastati e debellati con decisione.
Ma è il secondo aspetto della questione che a me pare da criticare almeno quanto l’altro: Calderoli è un senatore della Repubblica e per di più è vice-presidente del Senato; basterebbe il suo ruolo di parlamentare per condannarlo come indegno di sedere in quel consesso, che tra l’altro esprime la seconda carica dello Stato. In un paese normale dovrebbe essere lui per primo e spontaneamente a rassegnare le dimissioni: non lo farà e questo è un altro sintomo del decadimento del senso civico e di nazione in questa nostra povera Italia.

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