La pitonessa e la vice-presidenza della Camera: ora basta.

1 Lug

“Daniela Santanchè vicepresidente della Camera, con i voti del PD, è quello che io definisco troppo. Perché va bene il bene del paese, sono d’accordo che questo governo è necessario al paese, ma non c’è un motivo al mondo per il quale il Pd debba accettare anche Daniela Santanché vicepresidente di Montecitorio” dice Marco Esposito sul suo blog, ed io sono d’accordo.
E’ ora che il Pd punti i piedi e dimostri che crede al valore delle istituzioni, crede nell’urgenza di un ritorno all’etica, crede che non è tutto negoziabile in nome di questo quanto mai fasullo termine delle ‘larghe intese’. Insomma, ora davvero basta.

Daniela Santanchè vicepresidente della Camera? No grazie

C’è un limite a tutto come ha scritto bene Mario Lavia su Europa.

Daniela Santanchè vicepresidente della Camera, con i voti del PD, è quello che io definisco troppo. Perché va bene il bene del paese, sono d’accordo che questo governo è necessario al paese, ma non c’è un motivo al mondo per il quale il Pd debba accettare anche Daniela Santanché vicepresidente di Montecitorio.

E’ vero: se esiste una maggioranza, in teoria, la maggioranza politica deve votare in maniera compatta anche i vicepresidente degli altri partiti di maggioranza.

Ma non si può sempre ragionare in astratto. Le persone hanno una (loro) storia. Sono portatori delle loro idee e delle loro scelte politiche e dei loro atteggiamenti. Secondo me Daniela Santanchè per il suo passato politico non può presiedere l’aula di Montecitorio perché ha dimostrato, in passato, di non avere quell’affidabilità istituzionale che il ruolo merita. Non ha lo “standing”, la levatura, per accedere a quel ruolo. Non ha quella capacità di essere superpartes che quel ruolo richiede

E, inoltre, è un nome quasi provocatorio nei confronti del Pd e dei suoi elettori.

Ricordo che il PdL si rifiutò, nella scorsa legislatura, di votare il presidente di commissione della Vigilanza Rai che il PD voleva, fino a votare Riccardo Villari. Ecco, oggi il Pd, senza arrivare alla forzatura di votare per un altro esponente del PdL, si deve rifiutare di votare la Santanchè.

Anzi, sfrutti l’opportunità, per far vedere come sul nome della pitonessa, non ci sia neanche l’accordo di tutto il PDL. O Forza Italia che dir si voglia. Il voto sulla Santanché può diventare un autogol per il centrodestra. Per misurarne la compattezza. Se, si arriverà al paradosso, che la Santanché passasse grazie ai voti democratici, saremmo davanti ad un autogol.

AGGIORNAMENTO : Arrivano i primi no a Daniela Santanchè:

Non penso di votare Daniela Santanchè alla vice presidenza della Camera”. Matteo Orfini (Pd), adAgorà Estate, su Rai Tre, esclude di dare la preferenza alla candidata Pdl. “Credo – continua Orfini – che sia un errore da parte del Pdl candidare la Santanchè. Alcune scelte rischiano di essere delle mine sulla strada di questo governo. Penso – ha concluso – che candidare Daniela Santanchè alla vicepresidenza della Camera, sia cercare un incidente

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