Breve cronaca di una civil partnership. Civile in tutti i sensi.

11 Giu

L’appuntamento è per le 16 a Londra, davanti alla Islington Town Hall in Upper street. E’ un severo edificio in pietra grigia del 1925 e c’è un pò di sole, ma ogni tanto un refolo di vento freddo ti fa stringere nelle spalle. Delia ed io arriviamo una mezz’ora abbondante prima e c’è già parecchia gente, tutti giovani e coetanei di Daniele, nostro figlio. Foto, baci, abbracci, gridolini di saluto, risate, allegria, una bella atmosfera. Conosciamo parecchi degli amici di Daniele, che ci salutano con affetto.
Daniele e Fabio sono al centro del gruppo, molto eleganti nei loro smoking e una rosa bianca all’occhiello, apparentemente non molto emozionati: solo una leggera euforia, quella giusta per il momento. Ci sono anche Mariella, la consuocera, il fratello di Fabio, Enrico, zio Stefano e Guglielmo.  Islington Town Hall

Quando mancano neppure dieci minuti all’ora stabilita, mia figlia Costanza, che sarà testimone, si accorge di aver dimenticato le fedi a casa. Suo marito Giambattista ferma un taxi al volo e si precipita, mentre io devo consolarla ricordandole che al suo matrimonio Daniele, che era a sua volta testimone, si era dimenticato il documento di identità e avevamo dovuto chiedere all’ufficiale di stato civile di rallentare i tempi della cerimonia.

Mentre si chiacchiera nello spiazzo antistante la Town Hall esce la coppia che ci ha preceduti e si sofferma per le foto. Meno male, penso, avremo tempo per poter recuperare le fedi, ma nello stesso istante ci chiamano e saliamo le scale. Per fortuna ci vuole un po’ di tempo prima che tutti gli invitati, siamo una settantina, prendano posto nell’aula del Consiglio. Come d’abitudine da queste parti, è la stessa identica dalla fondazione, un emiciclo  tutto in quercia con di fronte i banchi del sindaco e degli assessori, gli scranni intagliati, gli scrittoi a ribaltina, ci sono ancora i calamai e le cornicette in bronzo dove inserire il nome del consigliere. C’è una musica bassa di sottofondo che induce  ad ammorbidire il tono di voce di quelli che parlottano tra loro.

Il Civil Partnership Act è del 2004 e fu sostenuto da laburisti e liberali. I conservatori si spaccarono grosso modo in tre tronconi tra favorevoli (in leggera maggioranza, tra cui David Cameron), contrari e astenuti. Dopo aver ricevuto il Royal Assent, l’approvazione della Corona, divenne legge del Regno Unito il 5 dicembre del 2005. Come è stato ben detto, rappresenta “un approccio da ventunesimo secolo, un nuovo istituto legale,  equivalente e parallelo al matrimonio civile” e garantisce ai due componenti uguali diritti e responsabilità. Ne è passata di acqua sotto i ponti, da quando nel 1895 Oscar Wilde fu condannato a due anni di prigione per “rapporti illeciti”. Non per i Giovanardi di casa nostra, rimasti a un secolo fa.

Si aprono le porte alle mie spalle e tremo: invece è Giambattista, trafelato e sudato ma trionfante, con l’astuccio delle fedi e Costanza gli sorride adorante. E’ arrivato un attimo prima che entri la responsabile della cerimonia – che fra qualche minuto scoprirò chiamarsi Victoria – seguita da Fabio e Daniele e nella sala si fa silenzio. Prendono tutti e tre posto al centro della sala, davanti alla scrivania dove è seduta l’impiegata che redigerà il verbale, Cornelia.
Victoria, una bionda rotondetta e dalla faccia simpatica, si presenta e ci invita ad alzarci in piedi. Ci porge il benvenuto  a nome del London Borough di Islington, informandoci che siamo tutti lì per testimoniare la nascita di un’unione civile (”a civil partnership”) tra Fabio e Daniele. Poi, guardandosi intorno afferma che se qualcuno sia al corrente di un qualsiasi motivo legale per cui essi non possano essere registrati come civil partners dovrà dichiararlo ora. Attende qualche istante e prosegue (traduco letteralmente): “questo è un giorno molto speciale per Daniele e Fabio e segna un significativo momento nelle loro vite. Si sono scelti l’un l’altro come compagni per la vita ed ora desiderano confermare il loro rapporto e dichiarare pubblicamente il loro reciproco impegno. Ognuno di loro vuole offrire all’altro la sicurezza che deriva  da un’unione legale vincolante,  vissuta sinceramente e conservata con la fedeltà”.

Legge il testo lentamente ed appare molto compresa del suo ruolo. Guarda i due,  ci informa che Daniele e Fabio si sono scambiati una dichiarazione e poi invita Daniele a leggere la sua. Daniele trae un foglio dalla tasca  e comincia ma la voce è rotta dall’emozione: “Grazie. Grazie per essermi stato accanto e avermi sostenuto fin dal primo giorno che ci siamo incontrati, per avere gli occhi più dolci che abbia mai visto, grazie per avermi salvato in tutti i modi con cui un uomo possa salvarne un altro. Grazie per essere rimasto anche quando saresti dovuto andare via per sempre. Grazie per tutto quello che mi dai ogni giorno della tua vita , per essere sempre al primo posto in ogni cosa che fai, perché anche in mezzo a un mare di gente mi troveresti in un attimo, grazie per non arrabbiarti con me anche quando dovresti, per avermi sempre rispettato e supportato, per essere la mia iniezione di fiducia quotidiana, per avermi fatto diventare una persona migliore e per avermi insegnato a volermi bene. Grazie perché insieme siamo più forti. WP_20130607_014 (4) Grazie per questa stupenda avventura che stiamo vivendo. Grazie, grazie, e ancora grazie.” Se lo conosco appena un po’ a questo punto starà piangendo come un muscoloso vitello alto 1, 85 e infatti Victoria gli sorride comprensiva, poi, infrangendo il protocollo, si volta e gli porge una scatola di kleenex. Gli applausi sono anche per lei e compaiono i primi fazzoletti.

Poi Victoria si rivolge a Fabio e lo invita a leggere a Daniele la propria. Eccola: “quasi quattro anni fa è iniziata la nostra storia insieme. I viaggi, le complicità, gli scontri, le risate, i pianti, l’armonia, i litigi, l’amore, le incomprensioni, la pazienza. Quattro anni così intensi eppure passati così velocemente, con la gioia di addormentarsi e risvegliarsi uno accanto all’altro, il piacere di condividere e quella rassicurante sensazione di saperti con  me, di essere noi due. Sette mesi fa è iniziata la nostra avventura qui a Londra e fianco a fianco stiamo costruendo insieme la nostra nuova vita qui, lontani dagli affetti e dalle certezze di casa, ma con la forza della consapevolezza di quello che siamo insieme. Oggi inizia un nuovo capitolo perché è davanti a te e alle persone che ci vogliono bene che ti dico che l’avventura della mia vita la voglio vivere sempre con te al mio fianco”. Di nuovo gli applausi e ricompaiono i fazzoletti. Guardo Costanza che piange senza ritegno, commossa, guardo Delia e già so che si è sciolta in lacrime da tempo, poi guardo Stefano, mio nipote, che osserva interessato, sembra non capire, ma sorride anche lui. Nell’aula si percepisce la forza di un amore che ha finalmente trovato  qui – a differenza dell’epoca di Wilde – il suo nome.

Victoria riprende in mano la situazione e invita i due uomini a scambiarsi gli anelli, ripetendo la formula: “ti dono questo anello come simbolo del mio amore. E’ il simbolo delle promesse che sto per farti e la scelta che ho fatto di dividere la mia vita con te”. Poi chiede loro di tenersi per mano e di ripetere, l’uno all’altro: “ti prometto con tutto il cuore di amarti e onorarti, di fare del mio meglio per renderti felice e aver cura di te nei momenti felici e in quelli oscuri. Prometto di trattarti con rispetto, qualunque cosa possa accadere, spartendo con te i miei pensieri e i miei sentimenti con trasparenza e sincerità”. Victoria ora chiama Costanza e le cede il microfono. Dire che Costanza è emozionata è un eufemismo, ma se la cava benissimo.

Ho sempre avuto la mania per le cose speciali; forse perché sono cresciuta con Daniele che di ordinario non ha mai avuto e fatto niente. Mi sono spesso chiesta se noi due, sempre in cerca della giornata speciale, del telefilm speciale, dell’attore speciale (molte volte litigando per lo stesso attore) e del ragazzo speciale, saremmo riusciti da grandi a ritrovarci con delle persone speciali con cui vivere la nostra vita.
Oggi so che mio fratello ci è riuscito e sono veramente felice per lui: perché persone come Fabio vanno tenute strette e perché finalmente smetteremo di litigare per lo stesso attore. Quando sono andata a ordinare le fedi, il gioielliere mi ha detto “ci deve essere un errore, le misure non corrispondono, sono entrambe da uomo” ed io stavo per rispondere “embè e a lei che cambia?” ma tanto non ho fatto in tempo a parlare perché nostra madre è subito intervenuta per dire “c’è qualche problema?”. Non credo che il tizio farà mai più la stessa domanda. Oggi con enorme commozione farò da testimone a questa splendida unione. E sono molto contenta che siano presenti i miei due bimbi, Stefano e Daria, cosi che possano imparare che le cose importanti della vita sono l’essere sereni e rispettosi degli altri, ma anche liberi e autonomi e soprattutto che una delle cose più fondamentali è trovare le persone giuste con cui accompagnarsi e aiutarsi l’un l’altro. Tutto il resto verrà da sé.
Chi l’avrebbe mai detto: Mio fratello che fa da esempio ai miei figli. È proprio vero: non c’è più religione”.
Risate e applausi. Poi si abbraccia forte con Daniele e lei, piccola, quasi gli si arrampica addosso. WP_20130607_024 (3)

Ora si passa alla parte della dichiarazione ufficiale di civil partnership. Victoria invita prima Fabio e poi Daniele a ripetere un testo in cui si dichiara che nessuno dei due conosce una ragione legale per cui non possa registrarsi come partner civile dell’altro, per cui si è consapevoli che firmando l’atto tra i due si sarà formata una civil partnership.  Dopo di che Fabio e Daniele firmano l’atto e i registri.
Victoria ci chiede di alzarci e ci dice: “Fabio e Daniele desiderano ringraziare tutti voi per la vostra presenza. Vuol dire molto per loro avervi qui e condividere questo giorno felice e particolare”. Poi si rivolge di nuovo a loro e sorridendo, mi è parso con particolare calore, dichiara: “Fabio e Daniele, vi siete rivolti le vostre promesse d’amore e le dichiarazioni di civil partnership di fronte a ospiti e testimoni. Avete firmato il vostro impegno di civil partnership che formalizza questa unione e vi conferisce i diritti di legge. E’ con piacere che dichiaro che siete legalmente civil partners e potete baciarvi”.  E poi è un abbraccio generale tra applausi e lacrime di commozione. WP_20130607_040 (2)

Mi avvicino a Victoria per chiederle il testo che ha seguito e mi presento, ma non mi lascia finire e spontaneamente mi abbraccia, mi porta al tavolo, “he’s Daniele’s dad!” dice festante a Cornelia e anche con lei sono baci e abbracci.
Usciamo dal palazzo e sulla scalinata esterna ci sorprendono un applauso e fischi di approvazione dal pub dall’altro lato della strada. Molti di noi rispondono al saluto. Il sole è alto e mi pare sia più caldo. WP_20130607_045

Tutto qui. Una storia d’amore tra due persone e la comunità che gli si stringe intorno, partecipa e testimonia. Tutto molto normale e civile. Molto, molto civile.

 

Piero Filotico

 

 

 

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