“Vera”. Un film, una storia nella storia, una storia sulla vita di tutti noi.

14 Mag

Oggi un regalo inatteso e bellissimo: questo film di Francesca Melandri, Vera. Lei, l’autrice, lo chiama documentario, ma è ingiusta con sé stessa e con la storia affascinante e tragica che racconta. Francesca è scrittrice, (suoi – tra gli altri – Eva dorme  e Più alto del mare, quest’ultimo finalista al Campiello l’anno scorso) ma qui ha voluto cimentarsi con una storia centrata su un personaggio incredibile, Vera Martin, una ebrea croata scampata ai campi di sterminio nazisti e unica superstite di una famiglia numerosissima. Dopo varie vicissitudini Vera torna in Italia, “l’unico paese dove potrei vivere, perché gli italiani sono (bontà sua) tolleranti“, si mette ad allevare purosangue nella campagna romana e continua  a farlo anche adesso che di anni ne ha 87, da sola, sorretta solo da una tempra invidiabile e da un grande amore.

Nel film le immagini si susseguono sul racconto di Vera, della sua vita e sul suo quotidiano impegno, intrecciando il passato (la storia dell’Olocausto) e il presente-futuro rappresentato dalle sue creature, i cavalli e i puledri che vengono al mondo. Ma è la tenerezza con cui viene racccolta la narrazione di Vera, la commozione che pervade lo spettatore (confesso, anch’io mi sono commosso), la tragedia della Shoah che pervade il film e tuttavia lievemente, con dolcezza quasi, ma non per questo ti evita il peso del ricordo.

Il film è stato presentato in vari festival di documentari e l’anno scorso ha raccolto a Lampedusa il premio speciale Archivio delle Memorie Migranti  e il primo premio della sezione Migrazioni e Memorie.  Dei sette giurati, tutti migranti stabilitisi in Italia, cinque  erano musulmani.

Se vi capita, non perdete l’occasione di vederlo. Intanto date un’occhiata al trailer.
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Vera
di Francesca Melandri

fotografia Sabrina Varani
montaggio Ilaria de Laurentiis
distribuito dalla B&BFilm – http://www.bbfilm.tv
durata 47 minuti
Nomination IDFA 2010

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